OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Messaggio del Solidarity Party of Afghanistan al congresso SEL

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Posted on | October 25, 2010

tradotto da Gloria Geretto

Cari amici di SEL,

Il Solidairy Party of Afghanistan, partito democratico afghano, vi rivolge i suoi più cordiali saluti e vi ringrazia sentitamente per l’invito; è con grande dispiacere comunicarvi che per questioni relative al rilascio del visto, non potremmo partecipare al vostro congresso.
Tuttavia vi porgiamo i nostri migliori auguri.
Questo messaggio arriva dall’Afghanistan, un paese da oltre trent’anni stremato dalla guerra e che oggi, ancora una volta, si ritrova ad essere il principale campo di battaglia delle maggiori potenze occidentali in cui, a pagare le conseguenze di questo conflitto è proprio il popolo afghano.

Negli ultimi nove anni, l’occupazione americana e delle forze alleate ha continuato ad ingannare il mondo intero dichiarando di voler costruire pace e democrazia sul territorio afghano, quando in realtà, l’unico obiettivo è sempre stato quello di perseguire i propri interessi militari, strategici ed economici, coinvolgendo inevitabilmente il popolo afghano in un bagno di sangue.

Gli Stati Uniti e le forze Nato dichiarano di voler combattere il terrorismo quando in realtà, sono loro i primi a terrorizzare la nostra gente con bombardamenti aerei e conflitti a fuoco. Nascondono legami con gruppi terroristici e mafiosi; hanno instaurato un regime fantoccio attraverso una lunga serie di compromessi con i principali nemici del popolo afghano. Oggi gli alleati degli Stati Uniti e delle forze Nato sono signori della guerra e trafficanti di droga come Abdul Rab Rasul Sayyaf, Karim Khalili, Qasim Fahim, Dr. Abdullah, Burhanuddin Rabbani, Mohammad Mohaqiq, Atta Mihammad e molti altri assassini e criminali noti per aver violato i diritti umani con atroci barbarie compiute a danno dei più indifesi.

La Nato e gli Stati Uniti hanno trasformato l’Afghanistan nell’arteria principale del narcotraffico – il paese è  responsabile del 90% della produzione mondiale di oppio – rendendolo inoltre il secondo paese più corrotto al mondo, dove miliardi di dollari di aiuti sono finiti nelle mani di signori della guerra, politici, organizzazioni non governative nazionali e internazionali. Anche le truppe straniere sono coinvolte in traffici di droga e corruzione che hanno reso la vita quotidiana del popolo afghano insostenibile.

La maggior parte del popolo afghano – in particolar modo la popolazione femminile – vive in condizioni estreme: povertà, ingiustizia, disuguaglianza e continue minacce non avevano mai raggiunto in Afghanistan un livello così alto.
E tutto ciò viene compiuto sotto il falso pretesto di “missione di pace”1.

Sono due i nemici principali del popolo afghano: da un lato gli spietati e ignoranti talebani che, supportati dal Pakistan, Iran e altri paesi, compiono assalti e violenze contro i civili, e dall’altro le forze di occupazione ed il loro regime fantoccio guidato dai signori della guerra che contribuiscono a rendere la vita della popolazione afghana invivibile.

I talebani e le forze di occupazione sono dunque i principali nemici di questo popolo, il quale cerca faticosamente di combattere grazie anche al supporto di gruppi progressisti e democratici.
È veramente scioccante vedere come in occidente alcuni gruppi che amano definirsi progressisti e spesso persino di sinistra, considerino i talebani una forza “anti-imperialista” nonché veri e propri “movimenti nazionali” contro l’occupazione. Questi gruppi ignorano il fatto che i talebani e Al Qaeda sono movimenti reazionari e terroristici creati dagli americani e dalla Cia; ignorano i loro legami con le più grandi cellule terroristiche internazionali e il loro supporto ai governi fondamentalisti come il regime fascista iraniano. Questi movimenti terroristici non rappresentano il popolo afghano;  la loro è una guerra contro vittime innocenti.

La cosiddetta nuova strategia di Obama in Afghanistan e l’aumento delle truppe schierate sul territorio hanno creato una serie di disastri che hanno aggravato ulteriormente la tragica condizione di questo paese. Il numero delle vittime afghane uccise dalla Nato è in continua crescita. Se da un lato gli Stati Uniti parlano di “guerra al terrorismo”, dall’altro cercano una riconciliazione con i talebani e Gulbuddin Hekmatyar, nel tentativo trovare un compromesso con questi criminali assetati di sangue. Il regime fantoccio americano di Hamid Karzai ha inoltre aperto il cosiddetto “Congresso di Pace” per aprire il tavolo delle trattative con questi gruppi spietati. Se questi criminali dovessero entrare nel governo, il futuro del popolo afghano sarebbe minacciato da questo branco di bestie feroci e avvoltoi coalizzati per lacerare ulteriormente questo sfortunato paese.

Cari amici,

I governi occidentali parlano di democrazia quando in realtà agiscono esattamente contro ogni forma di democrazia e giustizia.
I soldi dei contribuenti e il sangue dei vostri figli continuano ad essere versati invano: né l’Afghanistan, né i paesi occidentali ne traggono beneficio. Negli ultimi nove anni queste potenze hanno armato e appoggiato i più pericolosi gruppi reazionari fondamentalisti nella consapevolezza che questi gruppi sono gli unici in grado di proteggere i loro interessi in Afghanistan. Gli Stati Uniti e la Nato ostacolano ogni tentativo di creare una qualche forza progressista e democratica in Afghanistan in quanto essa non si rispetterebbe le loro regole. Gli Stati Uniti e la Nato sono impegnati ad accrescere le differenze etniche, linguistiche e religiose della nostra gente al fine di alimentare ulteriormente questo conflitto in Afghanistan e giustificare il prolungamento della loro occupazione, mettendo così in pericolo gli interessi dei loro alleati asiatici quali Cina, Russia e Iran.

Riteniamo che né gli Stati Uniti né la Nato, né tantomeno gruppi reazionari fondamentalisti come i talebani saranno mai in grado di gettare le fondamenta per una pace, una giustizia e una democrazia in Afghanistan. Solo il popolo afghano unito in un partito progressista e indipendente è in grado di liberare l’Afghanistan e noi ci stiamo impegnando affinché questo obiettivo possa concretizzarsi al più presto. Mentre gruppi progressisti e democratici vengono messi costantemente sotto pressione e al contempo ignorati, il Solidarity Party of Afghanistan si è schierato in prima linea nella lotta contro l’occupazione e il fondamentalismo, cercando di mobilitare le povere masse del paese in una battaglia per la conquista dell’indipendenza,  della giustizia e della democrazia per la loro nazione.

Il nostro partito sta incontrando molti ostacoli in questa battaglia politica, ma nonostante tutte le difficoltà ed i rischi che essa comporta, continuiamo ad organizzare dimostrazioni di protesta e riunioni, potando la nostra campagna nei villaggi in Afghanistan. Il popolo afghano è stremato da questa occupazione, dal regime fantoccio e dai talebani ed è per questo che il nostro messaggio viene spesso accolto con grande entusiasmo dalla grande maggioranza della popolazione; sfortunatamente, il nostro partito – così come altri gruppi democratici -non gode di alcun tipo di supporto ed è per questo che il nostro è un percorso segnato da molte sfide e difficoltà.

Mentre le potenze occidentali, compreso il governo Italiano, giocano con il destino del nostro popolo supportando i nostri nemici e ostacolando lo sviluppo delle forze democratiche, noi del Solidarity Party of Afghanistan contiamo sull’appoggio e sull’aiuto di tutti quei partiti pacifisti di sinistra come il nostro che operano in questi paesi.
Rivolgiamo a voi dunque questo nostro appello di solidarietà affinché non vengano dimenticati tutti quei colleghi che in Afghanistan stanno rischiando la propria vita per questa causa. Abbiamo bisogno del vostro supporto concreto in termini morali, economici e materiali per proseguire questa dura lotta contro i potenti nemici armati.

Vi ringraziamo ancora una volta per esservi ricordati dei vostri colleghi afghani nella speranza di accrescere questo legame e di unire le nostre forze per mettere la parola fine all’occupazione in Afghanistan.

Con i nostri più cordiali saluti,

Solidarity Party of Afghanistan

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