OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Comunicato di RAWA per l’8 marzo

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Posted on | March 20, 2012

La libertà delle donne afghane dalla morsa del fondamentalismo, dell’occupazione e del patriarcato è possibile solo attraverso la loro stessa lotta!

Comunicato di RAWA nella Giornata Internazionale della Donna.

Le donne afghane hanno trascorso un altro anno sotto il dominio delle forze di occupazione, del governo mafioso legato alla Jihad e sotto il terrore dei Talebani. Il risultato di tutto ciò è stato l’aumento della povertà, l’ulteriore mancanza di case e fisse dimore, gli sfollati interni, la perdita dei propri cari, la violenza domestica, gli stupri, l’auto-immolazione, l’incremento della mortalità materna e infantile e migliaia di altre sofferenze.

Secondo le statistiche fornite dalle Nazioni Unite, lo scorso anno sono stati registrati circa 5.000 casi di violenza sulle donne, ma il numero reale è molto più elevato. Gli ultimi 10 anni di occupazione USA e NATO sono stati un vero inferno per le donne e le ragazze, che hanno subito violenze di tutti i tipi, inclusi stupri di gruppo. Uno studio condotto dall’Unione Europea afferma che ci sono decine di donne in carcere vittime di stupri, imprigionate perché considerate “criminali”. Spesso i violentatori sono alti funzionari governativi o persone a loro legate e il corrotto sistema giudiziario afghano non è in grado di perseguirli.

La relazione del 2011 dello Stato delle Madri nel Mondo riporta che in Afghanistan 50 donne muoiono ogni giorno di parto, ma tutto ciò non ha la minima importanza per i membri traditori del governo afghano, per i ministri e il ministero degli affari femminili, pezzi “decorativi” in parlamento. Non è importante nemmeno per le ONG né per gli Stati Uniti e i paesi occidentali, che hanno occupato l’Afghanistan con il pretesto di liberare le donne.

Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno invaso l’Afghanistan dieci anni fa con la scusa di sradicare il terrorismo, Al Qaeda e i Talebani. Secondo i dati raccolti dal Prof. Marc Herold, gli Stati Uniti si sono vendicati sulla popolazione afghana bombardando e uccidendo nei primi mesi di occupazione circa lo stesso numero di civili uccisi durante gli attacchi dell’11 settembre a New York. Sicuramente, gran parte della nostra gente voleva l’eliminazione del barbaro e criminale regime talebano, ma non a costo di perdere la propria indipendenza. Pochi giorni dopo l’inizio dell’invasione statunitense, RAWA ha dichiarato in un appello: “Ciò che il nostro popolo sta affrontando ora è il risultato di quanto commesso dai Talebani e da Al Qaeda, ma la nostra gente non ha colpa e non ha contribuito alla loro crescita e al loro radicamento. La popolazione afghana desidera un governo basato su valori democratici. Di conseguenza, i nostri compatrioti devono lottare per sconfiggere i Talebani e i loro Osama…”. La richiesta che RAWA fece insieme al popolo afghano era che il dominio talebano venisse abbattuto dall’insurrezione e dalla lotta del popolo afghano e non attraverso l’invasione di aggressori stranieri.

Il governo USA e la NATO, che intendevano invadere l’Afghanistan e rimanervi per i loro scopi militari, economici e strategici, hanno solo usato i problemi e le sofferenze delle nostre donne e hanno giocato con i Talebani per tutti questi dieci anni. All’inizio li hanno divisi fra Talebani “moderati” e Talebani “estremisti” e ora si sono spinti molto oltre, al punto che Joe Biden, vice presidente degli Stati Uniti, ha dichiarato che “i Talebani non sono nostri nemici”! Questo è vero: i Talebani sono stati pianificati dagli Stati Uniti e cresciuti dall’ISI [i servizi segreti pakistani, N.d.T.] e non potranno mai essere loro nemici. In realtà sono nemici del nostro popolo, della libertà, delle donne, della democrazia e della giustizia.

Le prime vittime dei negoziati con i Talebani saranno le donne del nostro paese. Con le recenti leggi medievali emesse nei confronti delle donne, il regime fantoccio e mafioso di Karzai vuole spianare la strada agli accordi con i Talebani, lacché del Pakistan. L’esempio più recente di queste leggi disumane è la dichiarazione del Consiglio degli Ulema, esatta copia delle leggi emesse al tempo del regime talebano basato sull’ignoranza e sul terrore. Senza nessuna vergogna, Karzai ha riportato in vigore queste leggi.

Gli aggressori statunitensi hanno provato la veridicità di quanto RAWA ha sempre affermato e cioè che questo paese è costantemente in guerra con la popolazione e in pace con i criminali.

La storia oscura e sanguinaria degli Stati Uniti dimostra come essi abbiano sempre collaborato con i regimi più infidi e sleali e cospirato per l’annientamento dei governi e dei movimenti del popolo. Agli USA non importa che tipo di governo ci sarà in Afghanistan; a loro interessa solo che sia composto da traditori sui quali possano dominare, che non si oppongano alle loro basi militari permanenti e che permettano loro di utilizzare questo territorio per minacciare e controllare la Russia, la Cina, l’Iran, il Pakistan e l’India; che permettano che l’Afghanistan diventi un luogo che possa essere utilizzato da loro e da altri paesi imperialisti per reprimere ogni tipo di movimento rivoluzionario nell’intera regione e, in generale, un governo che protegga i loro interessi e quelli dei loro alleati. Per gli USA e la NATO non ha nessuna importanza che al governo ci siano i Talebani, l’Alleanza del Nord o altri criminali che opprimono il paese.

Come ogni leader fantoccio, Karzai utilizza tutto il suo potere e la sua abilità al servizio degli obiettivi e della politica dei suoi padroni stranieri, in particolare degli USA; in questo modo appare più utile ai loro occhi e il suo regime corrotto potrà rimanere al potere più a lungo. La Jirga Tradizionale, che era solo un raduno di spie e traditori senza onore né senso della patria, è stato un ulteriore tentativo di legalizzare e far accettare la presenza a lungo termine degli Stati Uniti e delle sue basi.

Gli enormi costi delle guerre in Afghanistan, in Iraq e in Libia, la profonda crisi economica delle società capitaliste e gli ampi e recenti movimenti contro la guerra e il capitalismo formatisi nei paesi occidentali hanno obbligato gli USA e altri stati imperialisti – per non deludere le loro popolazioni – a ridurre la presenza militare in alcuni luoghi e ad attaccare invece altri paesi e permetterne il saccheggio. L’esempio più recente è la Libia: il paese è stato distrutto e ora è stato instaurato un regime fondamentalista simile a quello talebano.

Benché gli USA e la NATO affermino di voler lasciare il paese nel 2014, si tratterà solo di una riduzione della loro presenza, ma non di un ritiro completo. Gli USA, ora impegnati a firmare l’accordo con i loro lacché afghani per costruire nel paese le loro basi permanenti, non lasceranno mai l’Afghanistan per via della sua importante posizione strategica in Asia, a meno che non siano obbligati ad andarsene grazie alla lotta del nostro popolo, come è accaduto agli Inglesi e ai Russi.

Dopo dieci anni di omicidi e distruzione, gli USA e la NATO lasciano alla nostra gente un governo occupato dall’Alleanza del Nord, dai Talebani, dai criminali di Gulbuddini e da spie straniere; lasciano un paese che è secondo al mondo per corruzione, il più grande produttore mondiale di droga con due milioni di tossicomani nonostante le entrate di milioni di dollari; un paese che conta mezzo milione di sfollati interni e il numero più elevato al mondo di profughi; un paese in cui 7 milioni di persone su 27 milioni soffrono la fame; un paese ai cui vertici risiedono personaggi infidi e famigerati quali Fahim, Khalili, Atta, Farooq Wardak, Rahim Wardak, Ismail Khan, Anwar-ul-Haq Ahadi, Spanta, Karim Khuram, Hadi Arghandiwal, Dostum e un numero infinito di altri sciacalli e assassini.

Nonostante la slealtà degli USA e dell’occidente, un pugno di intellettuali lacché e di cosiddetti “analisti” senza nessuna coscienza enfatizzano instancabilmente attraverso i media governativi l’importanza della presenza permanente degli USA. Come se la fortuna e la prosperità del nostro paese dipendesse da questo accordo militare; come se la pace, la stabilità, il benessere della nostra gente e delle nostre donne si potesse ottenere solo con la presenza delle basi militari. Questi intellettuali venduti e accecati dal denaro che ricevono dagli Stati Uniti non possono o non vogliono vedere l’enorme danno e i crimini commessi dagli USA e dai loro complici afghani. Forse un giorno anche loro avranno amici, famiglia o persone care uccise, oppure i soldati USA e della NATO taglieranno anche a loro le dita per poi elevarle come trofei. Agiscono con stupidità e cercano di ignorare questa importante lezione storica che ci insegna che nessun paese può prosperare legandosi a una nazione straniera come gli Stati Uniti, la cui storia è macchiata dal sangue di innumerevoli vittime, e che è solo il popolo che può unirsi e lottare per ottenere valori come la democrazia e i diritti.

Nella Giornata Internazionale della Donna, l’Associazione Rivoluzionaria delle Donne Afghane (RAWA) afferma e annuncia a tutte le donne dell’Afghanistan che la libertà dalla morsa del fondamentalismo, dell’occupazione e del patriarcato si può ottenere solo attraverso la nostra unità e la nostra lotta. Non è possibile porre fine alla violenza domestica, allo stupro, all’auto-immolazione e a tutte le crudeltà inflitte alle donne attraverso seminari o dibattiti all’interno delle ONG. Si potranno raggiungere queste conquiste solo se le donne di tutte le etnie si organizzeranno in un movimento anti-fondamentalista contro l’occupazione.

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