OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Afghanistan, il ritiro Usa metterebbe a rischio gli attacchi con droni

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Posted on | January 28, 2014

F35A24-Pca | TMNews – lun 27 gen 2014

 

New York, 27 gen. (TMNews) – Il rischio che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sia costretto a ritirare tutto il contingente americano dall’Afghanistan alla fine dell’anno sta alimentando le preoccupazioni delle agenzie di intelligence, che temono di perdere le basi aeree usate per i droni con cui conducono gli attacchi aerei contro al Qaida in Pakistan e da cui tengono sotto controllo l’intera regione.

Finora, il dibattito sul tipo e la durata della presenza di una forza residuale americana in Afghanistan alla fine della missione internazionale, prevista tra undici mesi, è stato incentrato sulla sicurezza del Paese sul lungo periodo. Queste nuove preoccupazioni, però, portano allo scoperto anche quelle per gli interessi americani nel vicino Pakistan. A rivelarlo sono fonti militari, d’intelligence e dell’amministrazione Obama al New York Times.

New York, 27 gen. (TMNews) – La possibilità che non si trovi un accordo finale tra Stati Uniti e Afghanistan, visto che il presidente Hamid Karzai si è finora rifiutato di firmare il Bilateral Security Agreement, ha convinto Obama a organizzare un team di specialisti per trovare delle alternative che attenuino i riflessi negativi, nella regione, di un ritiro dall’Afghanistan, con la conseguente impossibilità, per la Cia, di usare le basi nel Paese guidato da Karzai. I timori dell’intelligence sono relativi al fatto che le basi più vicine utilizzabili per i droni sarebbero comunque troppo lontane dalle montagne pachistane dove si annidano i comandanti di al Qaida. Basi che sarebbero troppo lontane anche per controllare e rispondere immediatamente a una situazione pericolosa nella regione, come una crisi nucleare tra Pakistan e India.
La necessità di alternative appare ancor più necessaria dopo la presentazione, da parte del Pentagono, di due possibilità a Obama. La prima prevede il mantenimento di 10.000 soldati americani nel Paese, per addestrare le forze afgane, condurre azioni antiterroristiche e proteggere personale, edifici e interessi americani in Afghanistan. La seconda, invece, prevede che non rimanga nemmeno un militare americano dopo il 2014, procedendo quindi a un ritiro completo come successo in Iraq nel 2011.
Nel discorso sullo stato dell’Unione, in programma domani, il presidente Obama ricorderà che alla fine dell’anno, la guerra in Afghanistan – la più lunga mai combattuta dalle truppe americane – finirà dopo più di tredici anni. Al momento l’unica certezza, in attesa dell’ultima parola di Karzai.

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