OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



GIALLO FIDUCIA

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Posted on | July 22, 2017

Costa Fundation Elide 10 maggio 2017

Crediamo che l’unica via verso un mondo migliore, sia l’educazione. E qui ci siamo. Ma ciò che sembra facile o magari addirittura ovvio, non sempre lo è. In Afghanistan ci sono donne, che da oltre quarant’anni combattono per la libertà di pensiero, di parola, di azione. Private di ogni diritto, per una donna in Afghanistan l’educazione può rimanere un miraggio anche una vita intera, non se ne parla neanche di una professione o di un’autonomia economica.

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Per una donna in Afghanistan l’educazione può rimanere un miraggio anche una vita intera, non se ne parla neanche di una professione o di un’autonomia economica.

Durante il regime talebano, dal 1990 al 1996 si bandirono le donne dalle università, viene loro proibito di lavorare fuori casa, ai medici maschi è proibito vistare le donne, che possono parlare con il medico solo stando dietro auna tenda. Le donne sono obbligate a rimanere in casa, dove le finestre devono essere oscurate affinché non possano guardare fuori. Il burqa è d’obbligo, non si possono indossare scarpe che fanno rumore, ma neanche calze e scarpe bianche, perché il bianco è il colore della bandiera dei talebani; il rossetto e lo smalto sono messi fuori legge e le donne devono parlare a voce bassa. Da allora poco è cambiato, il caos di un paese in balìa di una guerra civile, abbandonato a se stesso e dimenticato, è totale e disastroso. “Devi avere fiducia nel futuro”, mi dice la mia mamma, e io aggiungo che se vogliamo davvero pensare ad un futuro migliore, dobbiamo sostenere l’educazione di donne e bambini, perché come scriveva Maxim Gorky: solo le madri possono pensare al futuro, perché sono loro a farlo nascere con i loro figli.

Dal 2017 siamo a fianco delle donne di RAWA – Revolutionary Association of the Women of Afghanistan – in Afghanistan, dove, grazie al prezioso aiuto di grandi amici, siamo riusciti ad avviare un progetto pilota di coltivazione di zafferano al femminile. Gli obiettivi sono multipli: sensibilizzare all’impiego al femminile, deviare dalla coltivazione di oppio, ma soprattutto dare vita ad una fonte di guadagno sicura per la donna con famiglia carico. Dopo quasi un anno di ricerche sul tema zafferano, di colloqui e di discussioni e di tanta fiducia, abbiamo conosciuto Sayyd, il contadino che per 5 anni ci affitterà la terra per i campi a Herat e seguirà il progetto in prima persona; abbiamo anche individuato il primo gruppo di 12 donne che farà partire il progetto nell’agosto del 2017.

DETTAGLI: 

Suolo – Sayyd, grande sostenitore dei diritti delle donne, affitterà 4 jerib, ca. 1 ettaro di terra alle donne di Rawa per una durata di 5 anni. Per l’inizio dell’attività, il suolo ha bisogno di essere preparato in modo adeguato, questo duro lavoro sarà necessario soltanto una volta in cinque anni. Sul terreno si trova un pozzo molto profondo, con una pompa a gasolio, la quale ha bisogno di carburante e di manutenzione.

Zafferano – il numero di bulbi necessari per 1 jerib (0,2 ettari) e il prezzo di 1kg di bulbi, vari molto in base alla qualità e alla stagione. Normalmente a Herat i contadini piantano da 600 a 700 kg di bulbi per 1 jerib. Il prezzo medio per un bulbo di buona qualità è di 5,3 €/kg.

Collaboratori – verrà impiegato un guardiano, che custodirà il terreno 24 su 24, per un salario di 200 e al mese. Ci sarà anche un formatore e supervisore, individuato nella persona di Sayyd, che dirigerà e coordinerà i lavori sul campo, ma si occuperà anche della vendita del prodotto, per un salario di 200 € al mese. Sono poi previsti 100 € di spese al mese, per trasporti vari.

BUDGET

Su un periodo di 5 anni, si prevede un ricavo di 73.480 € dalla vendita dello zafferano e di 62.500 € dalla vendita di bulbi, per un totale di 135.980 €. Il ricavo annuale dipende dalla portata dei bulbi e da vari fattori legati alla situazione meteorologica. Durante il primo anno 1 jerib di terreno può portare al massimo 300/500 g di zafferano, quantità che va aumentando di anno in anno, arrivando al picco nel 3. anno e diminuendo poi nuovamente fino al 5. anno, quando i bulbi saranno già vecchi e andranno sostituiti. Il prezzo dello zafferano nel marzo del 2017 all’ingrosso, era di 1,7 € al grammo, e al dettaglio era di 2,4 € al grammo. 

Non si prevede un profitto nei primi due anni di attività, viste le spese iniziali per avviare il progetto. Tuttavia, si provvederà a sostenere un salario per le 12 donne beneficiare, per arrivare a ca. 870 € a donna all’anno, un salario che garantisce uno standard di vita decente per una famiglia di 5 persone. Inizieranno ad esserci i primi ricavi a partire dal terzo anno.

Il sostegno previsto per il 2017 e quindi per l’avvio dell’attività, è di 25.000 €.

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