OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Da Jinwar, il villaggio delle donne libere in Rojava vi inviamo molta forza di donne e solidarietà per l’8 marzo!

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Posted on | March 8, 2018

Roja Jinên Cihane 8 marzo 2018

Come tutte e tutti qui, in questi giorni siamo ad Afrin con i nostri cuori e le menti. La difesa di Afrin significa anche una difesa dei valori che vogliamo realizzare a Jinwar – la difesa di una vita libera in una società libera, sulla base della liberazione delle donne e delle autodeterminazione condivisa. La convivenza libera e pacifica di persone di diverse etnie e credenze su un terreno comune, l’integrità delle persone e l’integrità della terra. I pesanti attacchi ad Afrin a volte rendono difficile concentrarsi sul nostro lavoro quotidiano a Jinwar, ma sappiamo che ciò che stiamo costruendo qui insieme fa parte di questa visione più ampia. Jinwar fa parte della resistenza sociale profonda e vivida contro il fascismo e l’oppressione delle donne, che mostrano la loro crudeltà e violenza negli attacchi ad Afrin.

Durante i mesi invernali, la vita a Jinwar è stata un po’ più calma, siccome alcuni lavori sono stati sospesi a causa delle condizioni climatiche rigide. Abbiamo potuto approfondire le relazioni con i nostri vicini e specialmente con le donne dei villaggi del circondario. Molte famiglie ci hanno invitate, ci siamo fatte visita a vicenda, condividendo le questioni, il lavoro e le esperienze della vita quotidiana. Ora sta nuovamente arrivando la primavera, le cose si stanno muovendo e abbiamo molto lavoro. Le notizie più importanti sono che il nostro gruppo di donne che lavorava ogni giorno nel villaggio è diventato più grande.

Alcune donne dei villaggi e della città stanno arrivando ogni giorno e stiamo vivendo e lavorando insieme. Stiamo lavorando alla piazza centrale del villaggio, abbiamo dipinto i pilastri di fronte alle case e stiamo passando molto tempo nell’orto. Stiamo lavorando al frutteto, preparando il terreno intorno agli alberi per farli crescere in modo sano. Abbiamo preparato le aiuole per piantare i semi di paprika e di melanzane e abbiamo messo i semi di cetriolo e di zucca in dei semensai, per cui in poche settimane potremo piantare i loro germogli. Abbiamo costruito una piccola serra per i germogli e stiamo raccogliendo le cipolline che abbiamo piantato a novembre. L’orzo che abbiamo piantato sta ora uscendo dal terreno, colorando nuovamente di verde l’ambiente circostante il villaggio. Ultimamente abbiamo piantato alcuni alberi al centro del villaggio e vicino all’orto.

Oggi, mentre stavamo camminando fuori, una donna ha detto: “Come puoi dire che un orto è bello se non hai toccato il suolo, se le tue mani non hanno non preparato il terreno per i semi, se non hai dato acqua ai germogli, come puoi vedere la realtà di questo giardino?” È lo sforzo e l’amore sincero che mettiamo in qualcosa – un orto, le nostre amiche, la società, una visione sociale – che ci fa capire e vederne il valore, li fa crescere e diventare sempre più belli.

Anche il lavoro sulle case continua. Quasi tutte le case ora hanno le porte di legno e le cornici delle finestre, gli spazi intorno alle case sono curati e abbiamo costruito un deposito per il grano e altre cose accanto all’orto. La pioggia nelle ultime settimane è stata il primo test per le case. Sono tutte stabili, ma abbiamo rilevato alcuni punti in cui il mancava il tetto e l’acqua entrava, così sistemeremo questi punti il prima possibileappena il tempo sarà di nuovo più caldo.

I progetti di costruzione più importanti per i prossimi giorni e settimane sono la piazza centrale del villaggio e il forno comune. La forma del centro del villaggio è un grande cerchio, con molto spazio per sedersi insieme, con la cucina comune e lo spazio per le assemblee del villaggio. Nel mezzo di questo cerchio abbiamo costruito un punto d’acqua a forma di stella. Abbiamo scelto la stella perché è il simbolo di Ishtar, la dea madre mesopotamica dell’amore, della protezione, della saggezza e della fertilità. Con l’attacco al tempio di Ain Dara ad Afrin lanciato da un aereo da guerra turco a gennaio e il danneggiamento di questo significativo pezzo del patrimonio culturale dedicato presumibilmente a Ishtar ai tempi degli Ittiti, la stella diventa un simbolo ancora più importante per la storia della resistenza delle donne contro l’occupazione e per la capacità delle donne di costruire una vita comunitaria e libera.

Ci dà molta forza per vedere come Jinwar sta crescendo, sia dal punto di vista del lavoro pratico, l’orto, le case, sia dal punto di vista della nostra comprensione reciproca. Anche se stiamo ancora preparando le case per renderle pronte per il trasloco e anche se siamo ancora poche, Jinwar è già un luogo vivo e vivente.

Alcuni giorni fa stavamo sedute insieme per approfondire i nostri discorsi sull’organizzazione di base della vita a Jinwar, insieme alle donne che si sono unite da poco al lavoro. Come vogliamo vivere? Che tipo di relazioni vogliamo costruire nel villaggio? Come possiamo difendere la libertà delle donne e la libertà della società in senso pratico? Cosa pensiamo riguardo all’educazione delle bambine e dei bambini? Abbiamo parlato delle nostre esperienze e dei nostri desideri, abbiamo letto insieme il contratto sociale di Kongreya Star sui diritti delle donne, le relazioni sociali, i principi di base e la costituzione delle Mala Jin (le case delle donne) e vogliamo formulare una sorta di contratto sociale di base per Jinwar, come un terreno comune per la vita qui.

Abbiamo preparato un piccolo video sui primi passi della costruzione, dalla primavera del 2017 fino a quest’inverno. Se non l’hai ancora guardato, puoi trovarlo qui: https://www.youtube.com/watch?v=vzy9GrTQDBM

Diffondete la voce su Jinwar, sostenete il villaggio, inviateci le vostre domande, idee e riflessioni!

Vi auguriamo tutto il meglio,

Il Comitato di JINWAR – il villaggio delle donne libere in Rojava

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