OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Elezioni 24 giugno 2018: Delegazione Cisda Onlus

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Posted on | July 12, 2018

Il giorno 24 giugno 2018 sei membri del Cisda hanno partecipato alle elezioni presidenziali turche nel ruolo di Osservatori Internazionali. Invitati dal Partito Democratico dei Popoli (HDP), sono stati assegnati alla provincia di Batman. Secondo il responsabile degli Osservatori Internazionali dell’HDP di Diyarbakir, nel Kurdistan turco sono stati 136 Osservatori Internazionali indipendenti, appartenenti a partiti di sinistra o organizzazioni della società civile, provenienti da 11 paesi e distribuiti in 15 province. Più del 90% di loro ha subito arresti, fermi, espulsioni.

Osservazioni.
Siamo stati divisi in due gruppi: uno, accompagnato dal nostro referente locale Ali, è andato a osservare sette seggi nella provincia di Batman, mentre l’altro è andato con il responsabile della sezione giovani dell’HDP Yekta a Hasankeyf e in due altri seggi. Non parlando turco, siamo stati affiancati da un interprete che trasmetteva le nostre domande ai votanti fuori dai seggi e ci riportava le loro risposte. Un avvocato del partito ci ha raggiunto nel corso della giornata per seguire la procedura.
Gli attivisti del partito HDP, filocurdo, sostengono che lo scopo del partito al governo AKP sia di limitare l’accesso al voto ai residenti della zone a maggioranza curda, poiché la maggior parte di loro voterebbe l’HDP, ed è per denunciare questo fatto che hanno ritenuto opportuno affiancarsi di Osservatori Internazionali.
La mattina, mentre ci stavamo recando al punto d’incontro del partito, siamo stati fermati dalla polizia che ha controllato tutti i passaporti, senza però crearci alcun problema.

Report delegazione 1.
Ci è stato spiegato che diversi seggi erano stati riuniti in uno solo. Questo accorpamento ha causato una minore affluenza al voto (un intero villaggio di 40 persone, per esempio, non è riuscito ad andare a votare a causa della distanza);
Il regolamento delle elezioni prevede che gli invalidi di vario tipo e gli anziani vengano assistiti da un parente affinché gli sia garantito il diritto al voto. In tutti i seggi in cui siamo stati non è stato permesso ai disabili di votare, mentre un servizio tv con Erdogan protagonista mostrava anziani e disabili che venivano aiutati a inserire la busta nelle urne;
Abbiamo constatato che in tutti i seggi c’erano molti militari armati e il clima era parecchio teso. Nel primo seggio c’erano addirittura quattro tipi diversi di forze armate: village guards, polizia, militari e gendarmi armati con AK45 e AK47 in tenuta antisommossa (vedi foto di Jessica);
Ogni seggio ammette nella stanza delle votazioni dei rappresentanti di lista il cui Presidente viene stabilito in base a chi arriva prima al mattino. Il nostro referente Ali ci ha spiegato che puntualmente tutti i presidenti sono del partito AKP. In merito ai brogli elettorali, un cittadino al seggio ci ha detto che questi rappresentanti  dell’AKP permettono ai parenti di votare più volte.

Report delegazione 2.
Siamo arrivati a Hasankeyf verso le 11 di mattina. Il seggio era affollato e abbiamo visto grande affluenza anche di donne e ragazze giovani. Cristina è entrata con Yekta e sono rimasti dentro per un po’. Sono stati molto amichevoli, apparentemente nel seggio le elezioni si stavano svolgendo regolarmente, le hanno mostrato le stanze e il materiale senza preoccupazioni. La polizia ha fotografato il passaporto di Cristina.
Nel villaggio di Yolustu Koyu sono stati accorpati ben 5 seggi elettorali di 5 villaggi. All’interno c’erano soldati e guardie di vario tipo, tutti pesantemente armati. Le persone con cui abbiamo parlato hanno detto che non hanno avuto alcuna difficoltà e non hanno subito costrizioni. Poiché i seggi erano stati spostati, la comunità ha deciso di organizzare dei pulmini per gli spostamenti.
Quando siamo passati per Gercuş la polizia ci ha fermato e ha chiesto il passaporto di Cristina. Quando lo ha dato, lo hanno trattenuto e l’hanno portata al commissariato di Gercuş. Da lì l’hanno trasferita a Batman, dove l’avvocato ed E. l’hanno incontrata. Gli altri due membri sono stati seguiti dalla polizia durante un pezzo di strada.
Nel villaggio di Kantar, del distretto di Gercuş, ci è stato riportato che i soldati hanno chiesto ai votanti di mostrare la loro carta di identità e hanno avuto delle discussioni con i paesani, poi si è trovata una soluzione e i soldati sono tornati alla loro base.
Sempre nel distretto di Gercuş. 3 seggi sono stati riuniti a Coukuryurt. Ci è stato riportato che i militari hanno minacciato i paesani intimandoli di votare il loro partito (AKP), c’è stata una discussione e i paesani non hanno ceduto.
Alle 15:15 circa la nostra auto è stata fermata per un controllo in un posto di blocco presidiato dall’esercito. Ci hanno fatto scendere e consegnare i passaporti. Abbiamo atteso circa un’ora seduti sull’asfalto in attesa della restituzione e, quando i nostri responsabili hanno chiesto perché ci mettessero tanto, i soldati hanno risposto che “è la procedura”. Questo lungo controllo ritarda il nostro movimento verso un altro seggio, ci impedisce di raggiungerlo in tempo e conferma che siamo particolarmente sorvegliati.
Chiusura dei seggi: ore 17:00.

I risultati.
Ci è stato raccontato che sia a livello locale che nazionale ci sono state delle irregolarità perché la percentuale di voti ottenuta (11,7 %) era più bassa di quella reale, poiché la quantità di popolazione curda sostenitrice dell’ HDP è maggiore. Siccome la soglia di sbarramento per entrare in parlamento per un partito turco è del 10%, l’HDP l’ha superata di non molto. I membri del partito hanno espresso il loro disappunto con noi perché, senza i brogli elettorali, il loro risultato sarebbe stato migliore e quindi avrebbero ottenuto più rappresentanze in parlamento. Tuttavia, per le strade di Batman l’atmosfera era festosa. Siamo andati al punto di ritrovo del partito dove una grande folla si era riunita a festeggiare con bandiere, musica, fuochi d’artificio e discorsi dal palco. Noi siamo arrivati alle 21:15 circa, siamo stati accolti benissimo. Alle ore 21:40 è arrivata la polizia che, con i gas lacrimogeni, ha disperso la folla composta anche da molti anziani e bambini. La manifestazione si stava svolgendo pacificamente, festeggiando il risultato elettorale di un partito legalmente candidato alle elezioni. Poco dopo essere andati via, ci è stato riportato che la polizia ha usato degli idranti contro la folla e ha fatto la multa alle auto che usavano il clacson per festeggiare. Noi siamo tornati in albergo, nella piazza antistante c’erano macchine di ragazzi che festeggiavano e facevano rumore, come quando in Italia vinciamo i mondiali di calcio, e, nonostante ci fossero le camionette della polizia, la gente continuava. Alle 22:50 dalla reception sentiamo degli spari in piazza con un forte odore di gas lacrimogeno, vediamo (video) due camion con idrante, la polizia in tenuta antisommossa che caricava le persone, arresti e controlli. Dal pomeriggio persone, spie, in borghese ci seguono palesemente, sia in strada che dentro la reception dell’hotel, parlano al telefono o all’auricolare.
La mattina del 25 giugno un parlamentare svedese è dovuto partire presto e il nostro responsabile Ali non gli ha permesso di stare con noi perché durante la festa della sera precedente aveva cantato una canzone rivoluzionaria (Guerilla March) che gli avrebbe potuto creare dei problemi con la polizia.

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