OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Afghanistan: talebani annullano negoziati di pace con funzionari USA

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Posted on | January 9, 2019

Sicurezza Internazionale, 8/1/2019
I talebani hanno annullato le trattative di pace previste nei giorni a venire in Qatar con i funzionari americani per via di un “disaccordo sul programma”, specialmente riguardo la partecipazione di rappresentanti del governo afghano e la possibilità di una tregua e uno scambio di prigionieri.
I negoziati sarebbero dovuti iniziare mercoledì 9 gennaio per protrarsi fino al giorno successivo, tuttavia, secondo quanto ha reso noto il gruppo talebano, tale vertice è stato annullato quando è stata imposta ai militanti anche la presenza del governo di Kabul al tavolo negoziale. Al quarto round di trattative, volte a porre fine al conflitto in Afghanistan, che è in corso da 17 anni, avrebbero dovuto inizialmente partecipare solamente i leader dei talebani e l’inviato speciale degli Stati Uniti, Zalmay Khalilzad, per discutere varie questioni: il ritiro delle forze straniere, un possibile cessate-il-fuoco nel 2019, l’eventualità di uno scambio di prigionieri, e infine la rimozione del divieto di movimento imposto ai membri di punta del gruppo talebano. I leader del gruppo islamico avevano già respinto l’offerta di trattative dirette da parte del governo di Kabul, nonostante a livello internazionale fosse salita la pressione perché il governo afgano sostenuto dai Paesi occidentali prendesse comunque parte ai negoziati, ed è stata proprio questa circostanza uno dei motivi principali che ha indotto i talebani a disdire la riunione. Il movimento ha declinato ripetute richieste da parte di potenze regionali che facevano loro appello affinché includessero il governo afghano nei negoziati; dal canto dei talebani, il principale avversario con cui la lotta è in corso da 17 anni sono gli Stati Uniti, e il governo di Kabul sarebbe solo un “governo fantoccio” tenuto in piedi grazie all’intervento USA.
“I funzionari americani hanno insistito per far incontrare i talebani con le autorità afgane in Qatar, ed entrambe le fazioni erano in disaccordo sulla dichiarazione di un cessate-il-fuoco nel 2019”, ha spiegato all’agenzia di stampa Reuters una fonte interna al gruppo, concludendo che ambo le parti hanno infine deciso di non incontrarsi in Qatar.
Inoltre, il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha rivelato che entrambe le parti stavano ancora lavorando sui dettagli tecnici dell’incontro e non avevano raggiunto con chiarezza una scaletta da mettere all’ordine del giorno.
Fonti interne al gruppo hanno rivelato che era stato chiesto alle autorità americane di rilasciare 25mila prigionieri in cambio di 3mila prigionieri USA, tuttavia la controparte non ha voluto negoziare su un ipotetico scambio di prigionieri. Inoltre, i talebani hanno commentato che è opinione di molti di loro che Zalmay Khalilzad non abbia abbastanza potere per prendere decisioni importanti. Khalilzad visiterà anche gli Emirati Arabi Uniti, il Pakistan, l’India e la Cina per continuare le discussioni.
Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. I talebani, tuttavia, non sono l’unica preoccupazione dell’esercito di Kabul e degli USA, poiché, dal 2015, l’Afghanistan è minacciato anche dalle attività della Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva nell’area, che compie attacchi sistematici contro le comunità locali sciite.

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