OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



SOTTO UN CIELO DI STOFFA, AVVOCATE A KABUL – LIBRO DI CRISTIANA CELLA

Posted on | May 11, 2017 Torino 2017 loc 21-05-2017

SALONE DEL LIBRO DI TORINO – DOMENICA 21 MAGGIO ore 11,30 PAD.3 STAND CALABRIA T63 S64
PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI CRISTIANA CELLA giornalista e membro del CISDA – Interverrà MALALAI JOYA ex parlamentare afghana e attivista per i diritti umani nel suo paese

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Malalai Joya: “L’Afghanistan è una mucca malata di cui i predatori vogliono un pezzo”

Posted on | May 11, 2017 donne hazara

dal blog di Enrico Campofreda, 11 Maggio 2017
Per saperne di più – INTERVISTA DEL GIORNALISTA Enrico Campofreda a Malalai Joya

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MALALAI JOYA: PER QUESTE MIE PAROLE

Posted on | May 10, 2017 locandina_malalai2017

Belluno, 15 maggio 2017 ore 18
INCONTRO PUBBLICO CON MALALAI JOYA, donna afghana simbolo a livello globale dell’impegno per i diritti umani e la pacificazione del proprio paese

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Una vita in pericolo per difendere i diritti Umani: incontro con Malalai Joya

Posted on | May 6, 2017 volantino

Gruppo donne del presidio NoDalMolin 6 maggio 2017
Una vita in pericolo per difendere i diritti Umani: incontro con Malalai Joya, già parlamentare afghana e strenua sostenitrice dei diritti delle donne. Venerdì 12 maggio 2017 alle ore 18.00 presso il bocciodromo in via Rossi, 198 – Vicenza

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Paura e dubbi per il ritorno del “macellaio di Kabul” per colloqui di pace.

Posted on | May 5, 2017 3957

Sune Engel Rasmussen The Guardian Kabul 4 maggio 2017
Gulbuddin Hekmatyar, uno dei più famosi signori della guerra afghani, accusato di molteplici attacchi terroristici e crimini di guerra è tornato trionfalmente a Kabul, perdonato dal governo afghano, come parte dell’accordo di pace.
Per alcuni questo rientro ha riportato alla mente la guerra civile degli anni ’90, quando la capitale era bombardata dalle varie fazioni in guerra.
Il gruppo Hezb-i-Islamisi di Hekmatyar si pensa abbia distrutto e ucciso più di ogni altro signore della guerra. Primeggia tra tutti per un primato assoluto di abusi sui diritti umani. Oltre a bombardamenti indiscriminati su civili è accusato di assassini di intellettuali, femministe e sostenitori della casa reale. I suoi seguaci hanno diretto luoghi di tortura in Pakistan e gettato acido sulle donne.

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“Sono una criminale. Qual è il mio crimine?”: il tributo di vite umane dell’aborto in Afghanistan

Posted on | May 5, 2017 4832

Sune Engel Rasmussen e Fatima Faizi Kabul The Guardian 26 aprile 2017

L’aborto in Afghanistan è severamente stigmatizzato e raramente legale. Tuttavia il numero di aborti illegali è in aumento, grazie anche alla maggior presenza di ostetriche qualificate.
In Afghanistan l’aborto legale è permesso per salvare la vita della madre o se il bambino dovesse nascere con grave disabilità. In casi rari le donne possono ottenerlo se troppo povere per crescere un bambino. In questo caso a decidere è un consiglio di religiosi. Sembra strano ma è più facile ottenerlo con questa motivazione nelle aree controllate dai Talebani.
Senza un’educazione sulla contraccezione, l’aborto diventa una sorta di controllo delle nascite. Non ci sono statistiche precise ma approssimativamente 50.000 donne sono morte per aborti illegali.

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