OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Talebani e Isis: l’Afghanistan ancora nella morsa del terrore

Posted on | February 10, 2018

di Giuliano Battiston, ISPI, 2 febbraio 2018
Nel 2018, il conflitto in Afghanistan è destinato a intensificarsi. Sono due le ragioni principali. La prima ha a che fare con la scelta del presidente Usa, Donald Trump, di derubricare come secondaria la via negoziale e privilegiare l’opzione militarista, il ricorso ai droni e alle operazioni speciali, la seconda rimanda a una partita interna al panorama jihadista. Si svolge dentro i confini afghani, ma ha importanti conseguenze transnazionali: l’antagonismo tra i Talebani e la “Provincia del Khorasan” (ISK), la branca locale dello Stato islamico di Abu Bakr al-Baghdadi, formalmente istituita nel gennaio 2015, ma già attiva dalla fine del 2014.

Afghanistan talebano e non

Posted on | February 3, 2018

Enrico Campofreda dal suo Blog. 1 febbraio 2018
La ridda di attentati, talebani o dell’Isis non importa, mostrano e dimostrano: la mancanza di controllo del territorio da parte del governo afghano. Gli agguati a Kabul sono la quintessenza di quanto si consuma negli ultimi diciotto mesi in quel Paese tenuto sotto tutela dalle missioni Nato: un contrasto assillante al proseguimento della vita, in una nazione che normale non è da decenni…
Non solo non si è combattuto il fondamentalismo, né si è normalizzato il Paese, ma sono cresciuti a dismisura caos, precarietà, corruzione. Il fondamentalismo ha incrementato le sue fila, innalzando il vessillo della resistenza contro l’occupazione straniera e trovando seguito fra giovani stretti nella morsa di fare da bersaglio o fuggire. L’indagine della Bbc… ha evidenziato che i talebani sono presenti su oltre il 70% del territorio. Certo a macchia di leopardo, ma con un’invasività, una sicurezza, un’efficacia, un’accoglienza (se per accettazione o per terrore da parte della popolazione è da valutare) evidentissime.
In quelle aree gli assalti a check point, caserme, obiettivi militari e civili, sono variabili, possono essere sporadici o frequenti, isolati o ripetuti, ma continui senza che nessun reparto attaccato vada a caccia dei miliziani, nei luoghi dove si nascondono o dove stazionano alla luce del sole.

In Afghanistan, chi proteggerà i civili?

Posted on | January 30, 2018

Giuliano Battiston il manifesto Global Edition 27 gennaio 2018
Analisi. Le vittime stanno aumentando dopo una settimana mortale di attacchi terroristici in Afghanistan. Gli Stati Uniti e l’Europa hanno il modo di esercitare pressioni per proteggere le vittime civili, in particolare i bambini, ma hanno fatto ben poco

Abbiamo lottato per la nostra democrazia. Ora la Turchia vuole distruggerla.

Posted on | January 30, 2018

Nujiin Derik (Comandante delle YPJ (Women Protection Unit) ad Afrin, Siria) “The New York Times” 29 gennaio 2018
Io e le mie compagne e compagni delle YPJ (Women Protection Unit) e YPG (People’s Protection Unit) ci siamo battuti per anni con tutte le nostre forze per far sì che lo Stato Islamico rimanesse fuori dalla regione autonoma della Siria conosciuta con il nome di Rojava. Abbiamo tollerato gli attacchi da parte della Turchia ed evitato di rispondere al fuoco anche dopo che erano morti dei civili, per non fornire alcun pretesto per questa invasione.
Ma, nonostante questo, Erdogan ha deciso di far partire attacchi aerei e mandare carri armati e truppe in quest’area, che è stata un’isola di relativa pace nel nostro paese sconvolto dalla guerra.

Kabul, la corsa al primato del terrore

Posted on | January 29, 2018

Enrico Campofreda dal suo Blog 29 gennaio 2018
Prosegue la gara dell’attentato in una Kabul sfibrata più che blindata. Non c’è check-point, controllo, cinta muraria o ‘cittadella proibita’ che non possa risultare violata da attentati a ripetizione… E nel ‘mors tua vita mea’ tornata a essere unica legge vigente nella quotidianità afghana, talebani ortodossi, dissidenti, miliziani Isis autoctoni e venuti da fuori rivaleggiano a suon di assalti contro militari e civili del luogo… l’attuale conflitto fra talebani e Isis vede sostegni e burattinai nient’affatto sconosciuti. Le intelligence statunitense e pakistana in primo luogo…
Ma la partita afghana, in ballo da un quarantennio, calamita altri interessi. Oltre quelli delle basi militari statunitensi, il Paese è terreno di conquista fra contendenti regionali, e mentre Iran e Turchia rivaleggiano nel Piccolo Medio Oriente, il Pakistan è il gigante del Grande Medio Oriente. Da parte sua la megalomane monarchia Saud, protettissima dagli Usa, interviene su entrambi i fronti, in genere coi vari volti del jihadismo, Qaeda e ora Isis.

Mehmet Aksoy ucciso a Raqqa in un attentato ISIS

Posted on | September 27, 2017 22008196_1641579392571617_942010633622197683_n

CISDA 27 settembre 2017
La notte del 26 settembre ha perso la vita in un attentato ISIS a Raqqa, Mehmet Aksoy, uno straordinario compagno kurdo, partito da qualche mese da Londra per organizzare l’ufficio stampa YPG. Mehmet era un caro amico, una persona speciale che ha donato la sua vita non solo per la causa kurda, ma per tutti noi.
Riposa in pace, Memo, non ti dimenticheremo!

keep looking »
  • Calendario eventi

    February  2018
    Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
       
      1 2 3 4
    5 6 7 8 9 10 11
    12 13 14 15 16 17 18
    19 20 21 22 23 24 25
    26 27 28  
  • 5×1000 ALLE DONNE AFGHANE

    Destina il 5x1000 alle donne afghane attraverso il CISDA CF: 97381410154
  • Categorie

  • Menu di accesso