OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Le donne afgane sono state tradite da chi doveva liberarle

Posted on | July 22, 2018

Internazionale Rafia Zakaria, Dawn, Pakistan 20 luglio 2018
Le leggi ci sono. L’Afghanistan è un paese firmatario della Convenzione per l’eliminazione della violenza contro le donne. Il cambiamento tuttavia non si è verificato. Secondo un rapporto pubblicato dalla Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama), le donne afgane hanno ancora un ridottissimo accesso alla giustizia, spesso non riescono a essere risarcite e i “reati d’onore”, anche se denunciati, raramente sono puniti. Il rapporto dimostra in particolare che meccanismi come la “mediazione” e la pressione a non sporgere una denuncia ufficiale trattano crimini come l’aggressione sessuale, la violenza domestica e il tentato (o compiuto) omicidio alla stregua di “questioni di famiglia”.

La Turchia si libera dell’emergenza, non dell’ingerenza

Posted on | July 21, 2018

Enrico Campofreda dal suo Blog 17 luglio 2018
Il presidenzialismo assolutista studiato, cercato, ottenuto da Recep Erdoğan con l’ostinazione e il trasformismo con cui ha scioccato il mondo, mette ai suoi piedi tutti i settori del Paese. In questi giorni in cui si prepara un decreto di uscita dall’emergenza post golpe (rinnovata per sette volte nel corso di due anni), ne giungono altri riguardanti gangli economico-finanziari, istituzioni militari e culturali, tutti posti sotto strettissima ‘osservazione’.

Berlino-Kabul, rimpatrio fatale

Posted on | July 13, 2018

Non conosciamo tuttora il nome del migrante respinto che ha deciso di farla finita appena ricondotto a Kabul. Si sa che era un ventitreenne e da otto viveva in Germania. Su di lui e altri 68 rifugiati in terra tedesca era calata la mannaia del ministro di ferro Seehofer, un Salvini teutonico che odia gli stranieri disagiati e sul tema tiene sotto scacco la cancelliera Merkel.

Ghani, il partito talebano e il sogno di pacificazione

Posted on | July 12, 2018

Nella macro politica di Kabul il tema che tiene banco anche più di sicurezza e Tapi (il gasdotto transnazionale) è l’apertura politica ai talebani, divenuta la vera ossessione del presidente Ghani. Se la prima questione mette a nudo l’incapacità governativa di controllare alcunché, e la seconda l’ennesimo mega progetto da cui la popolazione trarrà benefici nulli, l’ipotesi del dialogo coi miliziani coranici è l’incompiuta difficile da compiere. E neppure tanto nuova.

Afghanistan, l’inesauribile guerra

Posted on | February 18, 2018

Blog di E. Campofreda, 14/2/2018 La quiete di questi giorni, dopo il mese del terrore (233 vittime solo di attentati, dal 28 dicembre al 29 gennaio scorsi), non illude nessuno. La guerra afghana può riprendere come nei peggiori anni dell’occupazione Nato (2009-2012), quando le truppe anti talebane toccavano il massimo: 110.000 marines, 30.000 contractors, 300.000 […]

Abbiamo lottato per la nostra democrazia. Ora la Turchia vuole distruggerla.

Posted on | January 30, 2018

Nujiin Derik (Comandante delle YPJ (Women Protection Unit) ad Afrin, Siria) “The New York Times” 29 gennaio 2018
Io e le mie compagne e compagni delle YPJ (Women Protection Unit) e YPG (People’s Protection Unit) ci siamo battuti per anni con tutte le nostre forze per far sì che lo Stato Islamico rimanesse fuori dalla regione autonoma della Siria conosciuta con il nome di Rojava. Abbiamo tollerato gli attacchi da parte della Turchia ed evitato di rispondere al fuoco anche dopo che erano morti dei civili, per non fornire alcun pretesto per questa invasione.
Ma, nonostante questo, Erdogan ha deciso di far partire attacchi aerei e mandare carri armati e truppe in quest’area, che è stata un’isola di relativa pace nel nostro paese sconvolto dalla guerra.

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