OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Una vita in pericolo per difendere i diritti Umani: incontro con Malalai Joya

Posted on | May 6, 2017 volantino

Gruppo donne del presidio NoDalMolin 6 maggio 2017
Una vita in pericolo per difendere i diritti Umani: incontro con Malalai Joya, già parlamentare afghana e strenua sostenitrice dei diritti delle donne. Venerdì 12 maggio 2017 alle ore 18.00 presso il bocciodromo in via Rossi, 198 – Vicenza

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Paura e dubbi per il ritorno del “macellaio di Kabul” per colloqui di pace.

Posted on | May 5, 2017 3957

Sune Engel Rasmussen The Guardian Kabul 4 maggio 2017
Gulbuddin Hekmatyar, uno dei più famosi signori della guerra afghani, accusato di molteplici attacchi terroristici e crimini di guerra è tornato trionfalmente a Kabul, perdonato dal governo afghano, come parte dell’accordo di pace.
Per alcuni questo rientro ha riportato alla mente la guerra civile degli anni ’90, quando la capitale era bombardata dalle varie fazioni in guerra.
Il gruppo Hezb-i-Islamisi di Hekmatyar si pensa abbia distrutto e ucciso più di ogni altro signore della guerra. Primeggia tra tutti per un primato assoluto di abusi sui diritti umani. Oltre a bombardamenti indiscriminati su civili è accusato di assassini di intellettuali, femministe e sostenitori della casa reale. I suoi seguaci hanno diretto luoghi di tortura in Pakistan e gettato acido sulle donne.

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Perdonare dimenticando i crimini passati è tradimento alla storia e alle sue vittime! La dichiarazione di RAWA sugli odiosi giorni di Saur*

Posted on | April 29, 2017

RAWA News, 27 aprile 2017 27 e 28 aprile, due giorni vergognosi nella storia del nostro paese ricordano le prigioni, le tortura, l’uccisione di migliaia di persone innocenti, le fosse comuni, i massacri, gli stupri, il saccheggio dei tesori nazionali, vendendo del nostro paese agli stranieri, e centinaia di altri crimini e le slealtà. Quest’anno, […]

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In Afghanistan bisogna rompere il silenzio sui bambini ridotti in schiavitù

Posted on | March 30, 2017 135604-md

Anuj Chopra, Afp, Francia Internazionale 30 marzo 2017
Nell’estate del 2016, avevo scritto come i taliban usassero i piccoli schiavi sessuali come cavalli di Troia per uccidere i loro molestatori tra le forze di polizia, una pratica che rende i bambini due volte vittime delle fazioni in guerra in Afghanistan. Alcuni hanno chiesto la fine della pratica istituzionalizzata del bacha bazi, la riduzione alla schiavitù sessuale di ragazzini compiuta dalle forze afgane.
Del tutto assenti dal dibattito erano le condizioni dei bambini ridotti in schiavitù e delle loro famiglie, nonché gli sforzi ufficiali – o piuttosto la loro mancanza – compiuti per salvarli. La priorità era il conflitto che andava peggiorando, gli abusi sui minori avrebbero dovuto attendere. Nella maggior parte dei casi i ragazzini vengono prelevati alla luce del sole dalle loro case, dalle fabbriche di oppio o dai posti in cui giocano. A rapire i ragazzi sono gli stessi potenti comandanti di polizia che dovrebbero punire i colpevoli.

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Galassia talebana: i taliban uzbeki

Posted on | March 30, 2017 tali+fight

Enrico Campofreda dal suo Blog 29 marzo 2017

Le trasformazioni in corso in seno alla famiglia dei taliban afghani possono aiutare a comprendere le tattiche e la strategia da loro attuate nell’ultimo biennio. Proseguono quella campagna d’attacco contro l’Afghan National Force per dimostrarne l’inconsistenza militare, smentendo coi fatti la narrazione occidentale sulla presunta normalizzazione del Paese e avanzando le proprie pretese politiche… Puntano a far pesare nell’eventuale trattativa la logica del più forte; il loro controllo del territorio è una realtà con la quale le Istituzioni che cercano il dialogo devono fare i conti. In più si nota un altro interessante fenomeno: la scomparsa dell’unicità pashtun che fra gli studenti coranici del jihad produceva un’egemonia indiscussa… Nei casi osservati si nota che le province sono in buona percentuale (che non scende mai sotto il 50%) controllate da milizie talebane, composte da uzbeki, tajiki, pashtun. Il reclutamento è continuo… I giovani miliziani d’etnìa uzbeka ostentano l’appartenenza e impegnano la propria fedeltà al nuovo emiro e ai suoi rappresentanti locali, una battaglia contro cui l’attuale governo ha provato a schierare anche un pezzo da novanta delle storiche guerre interne: il generale uzbeko Dostum, dal 2014 vicepresidente afghano.

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Afghanistan, ultima chiamata. Reportage da un paese ancora in guerra

Posted on | March 2, 2017 guerra-afghanistan

Christian Elia MicroMega on line 28 febbraio 2017
Oggi, dopo più di quindici anni, l’Afghanistan è un paese a pezzi, che assiste attonito a un disastro che si mangia il futuro. Hedayat è un chirurgo di guerra, da anni al lavoro nell’ospedale di Emergency a Kabul: “Va sempre peggio, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Avevo qualche speranza all’inizio, pensavo che dopo un periodo difficile le cose avrebbero potuto cambiare. Non è accaduto e di speranze non ne ho più…”. Nell’assenza di una qualsiasi strategia globale della comunità internazionale, che per anni ha ignorato la necessità di aprire un tavolo di colloqui al quale non si sarebbe potuto ignorare la componente talebana l’unico elemento che sembra preoccupare i governi europei sono i rifugiati che premono ai confini della Fortezza Europa, in cerca di scampo.

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