OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Libreria

MAI TORNERO’ INDIETRO

piatto_MeenaChavis Melody Ermachild
Cisda Onlus

Nuova edizione a cura del CISDA del libro sulla storia di Meena, fondatrice di RAWA, l’Associazione Rivoluzionaria delle Donne Afghane, una giovane che ha lottato fino alla morte per difendere un popolo oppresso e soprattutto la sua componente più inerme e calpestata, le donne e i bambini.

Per l’acquisto scrivere a mailto:cisdaonlus@gmail.com (offerta libera a partire da 12 € più spese di spedizione). Sono disponibili copie per la diffusione.

Afghanistan 2001 – 2016 – La nuova guerra dell’oppio

Afghanistan-2001-2016Di Enrico Piovesana
ARIANNA Editrice
Collana Un’altra storia
Marzo 2016

Un viaggio-inchiesta che conduce il lettore alla scoperta del lato più oscuro e meno dibattuto della guerra in Afghanistan: quello della connivenza delle forze d’occupazione americane e alleate con il business dell’oppio e dell’eroina in nome di una cinica scelta di realpolitik.
Una spregiudicata strategia, orchestrata dalla CIA secondo una pratica operativa attuata dall’agenzia fin dalla sua nascita, che ha provocato il boom della produzione di oppio afgano e del traffico internazionale di eroina, con il coinvolgimento degli stessi militari alleati, italiani compresi.
La conseguenza è una nuova epidemia globale di tossicodipendenza che miete silenziosamente centomila vittime ogni anno, soprattutto in Europa e in Russia.
Chi ha tratto vantaggio da tutto questo? Sicuramente alcune grandi banche che, come ha denunciato l’ONU, sono sopravvissute alla crisi solo grazie ai capitali liquidi frutto del riciclaggio di narcodollari.
Per l’acquisto si veda questo link.

FINCHE’ AVRO’ VOCE

fincheavrovoce

La mia lotta contro i signori della guerra e 
l’oppressione delle donne afghane
Malalai Joya, Piemme ed., marzo 2009

Malalai Joya è una donna afgana che non ha mai conosciuto la pace. È nata infatti sotto l’occupazione russa. Dopo la caduta dei Talebani è stata eletta parlamentare. Malalai ha dedicato la vita ad alzare la voce contro l’oppressione delle donne afgane e contro i signori della guerra. Per questo è stata espulsa illecitamente dal Parlamento. È oggetto di continue minacce di morte e vive una vita blindata. Per tutto questo è costretta a indossare quel burka contro cui ha da sempre lottato.

ZOYA LA MIA STORIA

zoya_bookZoya con John Follain e Rita Cristofari
Sperling
Paperback 2002
Una donna afgana racconta la sua battaglia per la libertà

Se non avessi conosciuto Zoya in un campo di profughi afghani in Pakistan, se non avessi incontrato tante militanti della Rawa (Revolutionary association of women of Afghanistan), se non avessi visto il lavoro da loro svolto nei campi o anche nelle scuole per i rifugiati a Islamabad o Peshawar, se non avessi visitato i loro orfanotrofi, se non avessi vissuto alcuni dei momenti che vengono raccontati nel libro Zoya la mia storia, difficilmente potrei ritenerlo una testimonianza vera.
(recensione di Giuliana Sgrena)

GERMI DI NON VIOLENZA IN ACQUE AGITATE

Ediesse Saggi, a cura di Ester Fano (luglio 2012)
Il volume esplora la recente nascita di movimenti nonviolenti in alcune zone di turbolenza politica e sociale: i conflitti in corso tra israeliani e palestinesi, il complesso rapporto tra religione e politica in Birmania, il nascente movimento nonviolento in Iraq.
Simona Cataldi, esponente del Cisda, a seguito di indagini effettuate sul campo, ha elaborato un resoconto della miserabile condizione delle donne nella cornice a sua volta atroce della guerra in corso in Afghanistan. Un esame incisivo e coraggioso  che mostra uno scenario oscuro e disperante – nel quale si intravedono sì piccoli spiragli di tregua, di avvio a una qualche affermazione di diritti –  ma  con  la  convinzione  di  poterci  arrivare  solo  percorrendo  una strada di ardua  e  lunghissima  affermazione  della  nonviolenza. (vedi il capitolo “L’Afghanistan che resiste” di Simona Cataldi).

IL VOTO FEMMINILE IN AFGHANISTAN

Simona Cataldi
Edup 2009

L’intervento internazionale in Afghanistan ha poi liberato le donne afghane? La domanda è ovviamente retorica: i media ci mandano in continuazione immagini della guerra in Afghanistan, le notizie sulle perdite subite dalle truppe internazionali nelle varie zone del paese e sulla possibilità di aumentare il contingente militare internazionale. Il silenzio sembra caduto sul mondo delle donne e soprattutto su una reale possibile loro partecipazione alla vita politica e, quindi, sui cambiamenti nella situazione dei diritti.

 

SHÙLAI, Il movimento maoista afghano raccontato dai suoi militanti (1965-2011)

Di Enrico Piovesana
Edizioni Città del Sole 2012
Prefazione di Malalai Joya

La storia del movimento maoista afgano Shùlai, promotore delle rivolte studentesche, contadine e operaie che hanno caratterizzato il ‘Sessantotto afgano’ e i primi anni ’70, organizzatore di insurrezioni contro il regime filosovietico alla fine degli anni ’70, protagonista di un’autonoma lotta armata partigiana contro l’invasore sovietico e le milizie fondamentaliste finanziate dagli Stati Uniti. E ancora oggi impegnato in una lotta politica clandestina contro l’occupazione Nato e il fondamentalismo, sia quello talebano, sia quello dei signori della guerra tornati al potere con Karzai e con il sostegno di Washington.

Il volume è in vendita nelle librerie che distribuiscono i libri delle Edizioni Città del Sole: si veda l’elenco completo a questo link.

Shabnam. La donna che venne da lontano

cover_-shabnam_2-1-page-001 2di Liliana Manetti
Ed. Poetikanten

Liliana Manetti ha fortemente iscritto la sua vicenda in una data cornice cronico-ambientale che è quella degli anni ’60 vissuti in Afghanistan, un paese che non era scenario di guerra e di odi massificati ma dove, pur vivendo nella povertà e nelle ristrettezze, si conduceva un’esistenza onesta e rispettata. […] Liliana Manetti con questa sua nuova opera ci fa conoscere da più vicino Shabnam attraverso le sue insicurezze e timori, le sue speranze e i sogni che pian piano riesce poi a raggiungere.

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  • 5×1000 ALLE DONNE AFGHANE

    Destina il 5x1000 alle donne afghane attraverso il CISDA CF: 97381410154
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