OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Progetti

LE ASSOCIAZIONI E I PROGETTI SOSTENUTI DAL CISDA IN AFGHANISTAN

Il CISDA – Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane – promuove progetti di solidarietà a favore delle donne afghane in partnership con associazioni di quel Paese. I progetti qui segnalati sono stati realizzati anche grazie alla collaborazione e al finanziamento di associazioni italiane, enti locali, il Ministero degli Affari Esteri e l’Unione Europea. Se sei interessato al sostegno di uno di questi progetti o all’Associazione che lo gestisce, scrivi a cisdaonlus@gmail.com

RAWALogo2RAWA – Revolutionary Association of the Women of Afghanistan (Associazione Rivoluzionaria delle Donne Afghane)

È una delle organizzazioni femminili afghane indipendenti più attive ed affermate in campo sociale sia in Afghanistan che in Pakistan tra i rifugiati afghani. RAWA è molto attiva anche nella sfera politica con la sua lotta contro il fondamentalismo e l’oscurantismo religioso, denunciando pubblicamente i signori della guerra che si trovano tuttora in alte cariche governative e le responsabilità degli Usa e dell’Occidente nell’aver costruito, finanziato e legittimato regimi fondati sulla violazione dei diritti delle donne, ignorando e sopprimendo qualsiasi movimento democratico di opposizione.

Fin dalla sua nascita il Cisda sostiene il lavoro politico e sociale dell’associazione organizzando delegazioni in Afghanistan, incontri di sensibilizzazione e conoscenza della realtà afghana con le rappresentanti di RAWA su tutto il territorio italiano e raccolte di fondi.
I PROGETTI DI RAWA –  LA SCHEDA SULL’ASSOCIAZIONE

 

SAAJSLogoSAAJS –   Social Association of Afghan Justice Seekers (Associazione Sociale per la Giustizia in Afghanistan)

Associazione costituita dai parenti delle vittime dei massacri compiuti in Afghanistan durante la guerra civile degli anni 1992-1996. Dopo la caduta del presidente afghano Najibullah nei primi mesi del 1992, tutte le fazioni dei mujahiddeen che avevano combattuto contro le forze di occupazione sovietiche negli anni dell’invasione (1978-1987) e poi contro il regime filosovietico iniziarono una violenta guerra per il controllo della capitale e delle province. Tra il 1992 e il 1996 Kabul fu teatro di combattimenti sanguinosi, che causarono la morte di migliaia di civili e la distruzione di gran parte della città. La maggior parte dei comandanti in capo durante questa guerra fazionale sono responsabili di crimini contro l’umanità. Nonostante le numerose testimonianze e le prove evidenti di questa realtà, molti dei leader delle fazioni armate hanno poi ricoperto cariche politiche e istituzionali nei governi che si sono succeduti dalla caduta del regime talebano (2001) a oggi.

Il SAAJS combatte affinché vengano portati nei tribunali di giustizia i criminali e venga costituito un memoriale in ricordo delle vittime.
I PROGETTI DI SAAJS  –  LA SCHEDA SULL’ASSOCIAZIONE

 

HAWCALogoHAWCA – Humanitarian Assistance for Women and Children of Afghanistan (Associazione Umanitaria per l’Assistenza alle Donne e ai Bambini dell’Afghanistan)

E’ una delle organizzazioni non governative afghane più accreditate. Incoraggia la partecipazione attiva delle donne e dei giovani nei processi di ricostruzione e lavora in collaborazione con le istituzioni e le organizzazioni che operano per lo sviluppo del Paese. L’Associane aspira ad una società sicura in cui tutti gli afghani (uomini, donne, bambini, anziani), indipendentemente dallo loro razza, etnia, tribù, lingua e religione, ricevono uguale beneficio da processi di sviluppo e di lavoro collettivo finalizzati ad un mondo migliore.
I PROGETTI DI HAWCA – LA SCHEDA SULL’ASSOCIAZIONE

 

AFCECOLogoAFCECO– Afghan Child Education and Care Organization (Organizzazione per la formazione e la cura dei bambini)

 AFCECO è un’organizzazione afghana non-profit basata a Kabul e registrata dal 2008 presso AISA (l’ente per la registrazione delle organizzazioni del Governo della Repubblica Islamica d’Afghanistan). Andeisha Farid, la fondatrice, aprì il primo orfanotrofio nel 2004 in Pakistan. Il suo sogno era di trovare un modo innovativo per aiutare i bambini afghani più vulnerabili, in questo caso rifugiati orfani.

Nel dicembre del 2007 Andeisha decise di ritornare in Afghanistan. Da allora AFCECO ha aperto 11 orfanotrofi: cinque a Kabul, due a Jalalabad, due a Herat e due in Pakistan. Questi orfanotrofi sono luoghi dove, attraverso metodi democratici, si insegna il rispetto, l’uguaglianza di genere e di razza con un’attenzione particolare all’istruzione e alla salute.
I PROGETTI DI AFCECO –   LA SCHEDA SULL’ASSOCIAZIONE

 

OPAWCLogoOPAWC – Organization Promoting Afghan Women’s Capabilities (Organizzazione per la promozione delle abilità delle donne afghane)

OPAWC è stata istituita nel 2003 da un gruppo di donne che volevano fare qualcosa di propositivo, concreto e realizzabile per l’empowerment delle donne afghane. Queste volontarie hanno messo a disposizione tempo e competenze per risolvere situazioni critiche nel più breve tempo possibile ma lavorando per un quadro di lungo termine che potesse offrire alle donne l’opportunità di sfuggire al circolo vizioso di dipendenza e di vittimizzazione da un maschio dominante e una struttura sociale fondamentalista. Sapevano che dovevano agire su tre fronti simultaneamente: alfabetizzazione, sviluppo di abilità pratiche per ottenere indipendenza economica e salute. OPAWC ha organizzato centinaia di corsi di alfabetizzazione in tutto il paese, dai retrobottega alle aule scolastiche, ovunque le donne possano incontrarsi in luoghi sicuri.
I PROGETTI DI OPAWC  –  LA SCHEDA SULL’ASSOCIAZIONE

 

 

HAMBASTAGILogoHAMBASTAGI – Solidarity Party of Afghanistan (Partito Afghano della Solidarietà)

 Hambastagi è ad oggi l’unico partito laico, democratico, interetnico e indipendente esistente in Afghanistan. I membri di Hambastagi si battono contro ogni forma di fondamentalismo islamico, contro l’occupazione straniera e per una democrazia laica che garantisca diritti a tutti, specialmente alle donne. Lottano per un Afghanistan indipendente, democratico e indivisibile in cui poter vivere senza alcuna discriminazione etnica, razziale, religiosa, linguistica, di appartenenza a clan o a zone specifiche e dove si possa vivere in unità e sicurezza.

Hambastagi conta 30.000 iscritti provenienti dalle diverse etnie presenti nel paese di cui 10.000 sono donne. Il partito è inoltre rappresentato da comitati provinciali in 22 province su 34, ognuno con tre dirigenti, una donna e due uomini.

Nel maggio del 2014 nella provincia del Badakshan una frana di dimensioni enormi ha ucciso almeno 350 persone con oltre 2 mila dispersi. In questa situazione disperata Hambastagi si è da subito attivata portando sul luogo team medici che sono stati in grado di raggiungere questa zona tra le più remote del Paese, nel nord-est, tra l’Hindu Kush e le montagne del Pamir che non ha visto l’aiuto di nessuno. Il CISDA ha sostenuto finanziariamente questa operazione di sostegno alla popolazione.
 
LA SCHEDA SULL’ASSOCIAZIONE

MALALAI_FILMMALALAI JOYA

Figlia di uno studente di medicina, all’età di 4 anni – durante la guerra civile – è stata costretta a rifugiarsi con la sua famiglia in un campo profughi in Iran e più tardi in Pakistan. Dopo il ritiro delle truppe sovietiche e i quattro lunghi anni di guerra civile, nel 1998 Malalai rientra in Afghanistan, ancora sotto il potere del regime talebano.

Considerata una delle principali attiviste nel campo della difesa dei diritti umani e delle donne, nel 2003 Malalai Joya, a soli 26 anni, fu eletta dai suoi concittadini come delegata alla Loya Jirga (Grande Assemblea) che doveva stilare la carta costituzionale del paese. Già allora Malalai prese la parola e, in un coraggioso discorso divenuto poi celebre, denunciò i crimini dei ‘signori della guerra’ che controllavano, e ancora oggi controllano, la Loya Jirga e i posti di comando del paese. Da quel giorno Malalai vive sotto scorta, è oggetto di continue minacce di morte e ha già subito vari attentati. Nonostante ciò continua il suo lavoro incontrando la sua gente in ogni provincia dell’Afghanistan e viaggiando in tutto il mondo per denunciare i soprusi che avvengono nel suo Paese. Per il suo coraggio e il suo costante impegno, Malalai Joya è considerata una delle principali attiviste nel campo della difesa dei diritti umani e dei diritti delle donne.

LA SCHEDA SU MALALAI JOYA

 

 

SCHEDA DI RIEPILOGO DEI PROGETTI SOSTENUTI DAL CISDA E DEI FINANZIAMENTI EROGATI AL 2015

 

 

 

 

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    Destina il 5x1000 alle donne afghane attraverso il CISDA CF: 97381410154
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