OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Afghanistan, Requiem eroico per i reporter

Posted on | October 28, 2018

Tratto da Incerto Mondo, Enrico Campofreda, 26 ottobre 2018 Arsan Fahim – stesso cognome d’un potente e ormai defunto signore della guerra afghano, ma nessun legame familiare – è un pianista. Sta ultimando gli studi presso l’Istituto Nazionale di Musica in un Paese dove neppure le note soavi riescono a coprire le urla di dolore […]

Afghanistan, il voto sotto le bombe

Posted on | October 24, 2018

Tratto dal blog di Enrico Campofreda, 21 ottobre 2018 Le terze elezioni politiche afghane ritardate, anno dopo anno, dal 2015 arrivano a scadenza pur fra attentati, sangue e vittime. Ieri a Kabul sono morte una quindicina di persone in un attacco al seggio nella zona di Sar-e Kotal, che aggiunte ai cittadini colpiti a Kunar, […]

Afghanistan, sussurri e grida

Posted on | September 15, 2018

I sussurri, le grida si susseguono sullo scenario politico afghano con ruoli invertiti o comunque mescolati. Alle lusinghe che il presidente Ghani continua a lanciare ai talebani, o per meglio dire a quella parte dei turbanti che l’ascolta, fa eco la voce grossa del già signore della guerra Hekmatyar. Prescelto da tempo, e proprio da Ghani, come cerimoniere della pacificazione coi fondamentalisti armati, ora Hekmatyar contesta il possibile slittamento elettorale oltre la scadenza del 20 ottobre.

I talebani controllano il 61 per cento dell’Afghanistan?

Posted on | September 14, 2018

L’8 settembre il New York Times ha pubblicato un articolo intitolato “Come il governo degli Stati Uniti induce in errore il pubblico in Afghanistan” mettendo a confronto i dati sul controllo del territorio afghano resi noti dal Pentagono con il rapporto realizzato dalla Foundation for Defense of Democracies e dal sito specializzato Long War Journal (LWJ).

A Kabul si «cura» la guerra

Posted on | May 23, 2018

Marta Serafini Buone Notizie (Corriere della Sera) pag.14/15 22-maggio 2018
Gli elicotteri rombano sul cielo di una della capitali più disperate del pianeta, Kabul, che nel solo 2017 ha visto uccise più di 400 persone. Uomini, donne, bambini la cui sola colpa è stata di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. Un fiume infinito di dolore e sangue che si ingrossa sempre di più, mentre le coltivazioni di oppio si mangiano tutta la terra che è rimasta togliendo ogni speranza.

Afghanistan, i pendolari del Jihad

Posted on | October 26, 2017 AFP5413258_Articolo-a6b15

di Enrico Campofreda, Agoravox.it, 26 Ottobre 2017
Non è escluso che negli ultimi sanguinosi attentati contro la comunità sciita afghana di Kabul (20 morti il 29 agosto e 42 lo scorso 20 ottobre) ci sia la mano dei pendolari del Jihad, quelli che abitualmente attraversano in alcuni punti stabiliti il confine afghano-pakistano, lungo la storica linea Durand.

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