OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



7 OTTOBRE 2017: APPELLO PER AZIONE GLOBALE CONTRO LE BASI MILITARI

Posted on | September 17, 2017 317877_10150334309989209_1947480852_n

dal sito: itstimetoresist.org
Appello lanciato da NodalMolin, Co-sponsorizzato da Global Network Against Weapons and Nuclear Power in Space A FORAS – contra a s’ocupatzione militare de sa Sardig, per una settimana internazionale di protesta per fermare la militarizzazione dello spazio dal 7 al 14 ottobre. CISDA ADERISCE E INVITA ALL’ADESIONE – 7 ottobre 2017 come la PRIMA AZIONE ANNUALE GLOBALE CONTRO LE BASI MILITARI.

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Accanto al popolo afghano

Posted on | June 10, 2017 afgh-2-109469_210x210

Stefano Galieni. rifondazione.it 1 giugno 2017
Gli 80 morti nel centro di Kabul non sono un evento da considerare “normale”.
Eppure il fatto che alcuni paesi europei come la Germania, l’Olanda e a breve, temiamo, anche l’Italia considerino l’Afghanistan un “paese sicuro” in cui poter rimpatriare coloro che chiedono asilo dovrebbe farci fermare un momento.
L’Afghanistan continua oggi ad essere paese da cui si fugge, per una guerra mai terminata da quasi 40 anni, per l’occupazione militare occidentale da una parte e quella delle milizie talebane dall’altra, per assenza di prospettive di vita decente.
Raccontava Malalai Joya che coloro che tornano “rimpatriati a forza” rischiano doppiamente. A chi le chiedeva se l’ISIS stesse divenendo un problema anche in Afghanistan ha risposto semplicemente:«Oggi l’Isis non è un grosso fenomeno. A comandarla sono ex talebani: cambia solo il nome e la bandiera. Ma attenzione: gli afghani che state rimpatriando in massa dall’Europa finiranno vittime della droga oppure arruolati dall’Isis e altri gruppi a 600 dollari al mese».

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Afghanistan: scontri talebani-Isis per controllo Tora Bora

Posted on | June 8, 2017 image-20170608phf9079

SDA-ATS tvsvizzera.it 8 giugno 2017
Militanti talebani e dell’Isis sono impegnati da due giorni in scontri per il controllo di Tora Bora, il complesso di caverne situato nelle Montagne Bianche dell’Afghanistan orientale che fu rifugio di Osama Bin Laden.
Il governatore della provincia di Nangarhar ha confermato la battaglia in corso e reso noto che numerose famiglie hanno abbandonato l’area per timore di rimanere intrappolati negli scontri.

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“Doveva finire male, è finita peggio”

Posted on | June 5, 2017 0adc38a5-2c22-4e6e-f6cd-ea09eed402c6

NIcola Carella Dinamopress 5 giugno 2017
Deportati dall’Europa in un paese in guerra ma dichiarato “sicuro”, usati come carne da cannone nella guerra contro Isis: i rifugiati afghani che le cancellerie europee non vogliono. Inchiesta sulle pericolose connessioni Berlino-Kabul-Teheran.

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Meena in Italia al XIX Congresso del PSDI Milano 24 – 30 marzo 1982

Posted on | May 28, 2017 Umanità

Cisda, 27 maggio 2017

Alcuni mesi fa le nostre amiche di Rawa hanno mandato un ritaglio di un giornale italiano dove si può vedere una foto di Meena. Il giornale è “L’Umanità” organo del Partito Socialista Democratico Italiano. Dopo varie ricerche abbiamo trovato presso la Biblioteca Comunale di Ivrea la copia del giornale e abbiamo recuperato le scansioni. Nella prima pagina del giornale si può leggere l’articolo dal titolo “Gli afghani: sosteneteci nella nostra battaglia” dove è trascritto il discorso tenuto da Meena al congresso.

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Il 1 Maggio – la Giornata delle Lavoratrici e dei Lavoratori e della Solidarietà

Posted on | May 2, 2017 1-mayis-4-599x275

Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia- UIKI Onlus 30 aprile 2017
La lotta per migliori condizioni di lavoro e di vita è una lotta, comune, internazionale e solidale, che va condotta a livello globale. Giustizia e uguaglianza sono nell’interesse di tutti e possono affermarsi solo con una lotta comune. Per una vita migliore, una distribuzione più giusta e per una convivenza democratica, le lavoratrici e i lavoratori e i profughi devono opporsi insieme alla politica neoliberista. Si tratta di lottare insieme per diritti economici, politici e sociali e di esercitare in questo modo pressione internazionale sui decisori politici.
Il 1 maggio non è solo una lotta delle lavoratrici e dei lavoratori per la giustizia, la libertà e la democrazia. Ma anche per i valori della democrazia, dell’uguaglianza e della pace, per mostrare solidarietà internazionale e rivendicare con forza un ordinamento sociale democratico e paritario e la lotta per migliori condizioni di vita e di lavoro. Questa è una lotta comune, internazionale e solidale che va condotta a livello globale. Giustizia e uguaglianza sono nell’interesse di tutte e tutti noi e si possono ottenere solo insieme.

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