OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Kabul, uccidere l’informazione

Posted on | May 4, 2018

di Enrico Campofreda, Incertomondo, 4 Maggio 2018
Nei giorni scorsi l’attentato-trappola di Kabul (due esplosioni nello stesso luogo a distanza di venti minuti) ha privato l’opinione pubblica di nove cine e foto reporter, cronisti coraggiosi che con parole e immagini fissavano la crudelissima realtà d’un popolo da quarant’anni senza pace.

KABUL OFFRE LA PACE AI TALEBANI SENZA PRECONDIZIONI. O QUASI

Posted on | March 2, 2018

Giuliano Battiston, IlManifesto, 1 Marzo 2018
Un lungo discorso in tre lingue: prima inglese, poi dari, infine pashto. Così ieri il presidente afghano Ashraf Ghani ha reso pubblica la più clamorosa offerta di pace mai fatta ai Talebani, il principale gruppo antigovernativo del Paese.

Afghanistan talebano e non

Posted on | February 3, 2018

Enrico Campofreda dal suo Blog. 1 febbraio 2018
La ridda di attentati, talebani o dell’Isis non importa, mostrano e dimostrano: la mancanza di controllo del territorio da parte del governo afghano. Gli agguati a Kabul sono la quintessenza di quanto si consuma negli ultimi diciotto mesi in quel Paese tenuto sotto tutela dalle missioni Nato: un contrasto assillante al proseguimento della vita, in una nazione che normale non è da decenni…
Non solo non si è combattuto il fondamentalismo, né si è normalizzato il Paese, ma sono cresciuti a dismisura caos, precarietà, corruzione. Il fondamentalismo ha incrementato le sue fila, innalzando il vessillo della resistenza contro l’occupazione straniera e trovando seguito fra giovani stretti nella morsa di fare da bersaglio o fuggire. L’indagine della Bbc… ha evidenziato che i talebani sono presenti su oltre il 70% del territorio. Certo a macchia di leopardo, ma con un’invasività, una sicurezza, un’efficacia, un’accoglienza (se per accettazione o per terrore da parte della popolazione è da valutare) evidentissime.
In quelle aree gli assalti a check point, caserme, obiettivi militari e civili, sono variabili, possono essere sporadici o frequenti, isolati o ripetuti, ma continui senza che nessun reparto attaccato vada a caccia dei miliziani, nei luoghi dove si nascondono o dove stazionano alla luce del sole.

Kabul, la corsa al primato del terrore

Posted on | January 29, 2018

Enrico Campofreda dal suo Blog 29 gennaio 2018
Prosegue la gara dell’attentato in una Kabul sfibrata più che blindata. Non c’è check-point, controllo, cinta muraria o ‘cittadella proibita’ che non possa risultare violata da attentati a ripetizione… E nel ‘mors tua vita mea’ tornata a essere unica legge vigente nella quotidianità afghana, talebani ortodossi, dissidenti, miliziani Isis autoctoni e venuti da fuori rivaleggiano a suon di assalti contro militari e civili del luogo… l’attuale conflitto fra talebani e Isis vede sostegni e burattinai nient’affatto sconosciuti. Le intelligence statunitense e pakistana in primo luogo…
Ma la partita afghana, in ballo da un quarantennio, calamita altri interessi. Oltre quelli delle basi militari statunitensi, il Paese è terreno di conquista fra contendenti regionali, e mentre Iran e Turchia rivaleggiano nel Piccolo Medio Oriente, il Pakistan è il gigante del Grande Medio Oriente. Da parte sua la megalomane monarchia Saud, protettissima dagli Usa, interviene su entrambi i fronti, in genere coi vari volti del jihadismo, Qaeda e ora Isis.

Mettere fine alla violenza contro le donne

Posted on | December 2, 2017

dal sito di Hawca, 19 Novembre 2017
Il progetto Vite Preziose è stato realizzato nelle provincie di Kabul e Herat con lo scopo di restituire dignità alle donne afghane. Ha fornito aiuto legale alle donne vittime di violenza in quattro centri creati a Kabul e Herat (HAWCA LAC Kabul, LAC Herat, HAWCA WPC e OPAWC), dove le donne vittime di violenza hanno ricevuto servizi legali e psicosociali.

Afghanistan: cosa significa Resistenza

Posted on | November 29, 2017

di Stefano Gallieni, a-dif.org
….Le storie di Shirin, l’avvocata che è al centro di queste vicende e di Soraya, giovane tirocinante che con lei lavora rischiando ogni giorno la vita, di Faramarz, loro autista e guardia del corpo, si snodano in continui incontri con donne che non possono essere definite “clienti” ma diventano rapidamente sorelle, con una schiera di uomini crudeli, meschini e corrotti, ma anche con un universo maschile che si schiera con coraggio contro il potere jahedista e talebano.

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