OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Afghanistan, il voto sotto le bombe

Posted on | October 24, 2018

Tratto dal blog di Enrico Campofreda, 21 ottobre 2018 Le terze elezioni politiche afghane ritardate, anno dopo anno, dal 2015 arrivano a scadenza pur fra attentati, sangue e vittime. Ieri a Kabul sono morte una quindicina di persone in un attacco al seggio nella zona di Sar-e Kotal, che aggiunte ai cittadini colpiti a Kunar, […]

Kamikaze

Posted on | October 24, 2018

Tratto dal blog di Nico Piro, 22 ottobre 2018   KABUL – In gergo tattico e militare lo chiamano “BBIED” che sta per Body Born IED ovvero “dispositivo esplosivo improvvisato portato da un corpo”. Una definizione più asettica – come sempre capita al linguaggio militare che vuole sterilizzare la paura – rispetto a quella del […]

L’albergo afgano che si rifiuta di chiudere le porte

Posted on | October 4, 2018

Di Andrew Quilty, Nytimes.com, 18 Settembre 2018
Le finestre a bovindo della sala da pranzo dell’hotel Bost davano sul fiume Helmand. Per l’immensità del fiume, la corrente, trasportata per centinaia di chilometri dall’Hindu Kush, sussurrava. L’aria ronzava di moschiti. Al di là del fiume, nella periferia di Lashkar Gah, capitale della provincia afghana di Helmand, dei rilevatori rossi formavano un arco nel cielo notturno.

Afghanistan nel caos: prove di guerra civile prima delle elezioni

Posted on | July 15, 2018

Di Claudio Bertolotti per ISPIonline, 5 luglio 2018
Continua a preoccupare la situazione afghana, al secondo giorno di proteste a Maimanah, capitale della provincia di Faryab e caposaldo del gruppo di potere uzbeco, in seguito all’arresto di Nizamuddin Qaisari, comandante della forza di polizia locale: sigla sotto la quale si nasconde una milizia privata fedele al vice presidente afghano e signore della guerra Rashid Dostum, in esilio in Turchia e accusato di crimini di guerra, tortura e violenza nei confronti di avversari politici.

Ghani, il partito talebano e il sogno di pacificazione

Posted on | July 12, 2018

Nella macro politica di Kabul il tema che tiene banco anche più di sicurezza e Tapi (il gasdotto transnazionale) è l’apertura politica ai talebani, divenuta la vera ossessione del presidente Ghani. Se la prima questione mette a nudo l’incapacità governativa di controllare alcunché, e la seconda l’ennesimo mega progetto da cui la popolazione trarrà benefici nulli, l’ipotesi del dialogo coi miliziani coranici è l’incompiuta difficile da compiere. E neppure tanto nuova.

Kabul, uccidere l’informazione

Posted on | May 4, 2018

di Enrico Campofreda, Incertomondo, 4 Maggio 2018
Nei giorni scorsi l’attentato-trappola di Kabul (due esplosioni nello stesso luogo a distanza di venti minuti) ha privato l’opinione pubblica di nove cine e foto reporter, cronisti coraggiosi che con parole e immagini fissavano la crudelissima realtà d’un popolo da quarant’anni senza pace.

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