OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Ibrahim Abed, il comico afghano che se la ride della morte (e della censura)

Posted on | November 8, 2018

Bianca Senatore linkiesta.it 8 novembre 2018
In Afghanistan la censura è ancora forte, ma il comico Ibrahim Abed, dalla sua trasmissione “Shabake Khanda” tiene incollati tutti ai televisori con i suoi sketch grotteschi sui mali del paese: dalla violenza ai rapimenti, dalla corruzione del governo al traffico di armi fino alla bigamia. Dopo il ritiro delle truppe internazionali nel 2014  la macchina della censura è diventata feroce: parole vietate, situazioni da non raccontare, luoghi inaccessibili perfino a giornalisti con l’accredito governativo.

JIN TV: una televisione autonoma di donne – internazionale e indipendente

Posted on | March 15, 2018

Uiki, 8 marzo 2018
L’8 marzo la fondazione delle donne Newa ha annunciato l’inizio delle trasmissioni di Jin TV, canale per sole donne che vuole rompere la violenza e lo sfruttamento sul corpo delle donne, sul lavoro delle donne e sull’esistenza delle donne.

UIKI: La guerra di Erdogan contro la libertà di stampa arriva in Italia

Posted on | October 13, 2016 logo-UIKI-2-551x275

dal sito di UIKI, 12 ottobre 2016
Ancora una volta dobbiamo denunciare l’assordante silenzio che sta interessando i media Internazionali e Italiani su i recenti avvenimenti che hanno visto coinvolto anche il territorio italiano. Un Silenzio che ancora una volta si trasforma in complicità.

I magistrati pro Erdoğan soffocano gli islamisti.

Posted on | March 7, 2016

Dal Blog di Enrico Campofreda, 6 marzo 2016 Se lo son portati via due poliziotti con le buone, Abdulhamit Bilici direttore di Zaman, diventato nell’ultimo anno il maggior giornale d’opposizione turco in virtù delle sue 650.000 copie di tiratura. Un’opposizione tutta interna all’Islam politico che da tempo si scontra con quello erdoğaniano ed è animato […]

Erdoğan, la guerra ai media

Posted on | October 29, 2015

Dal Blog di Enrico Campofreda, 28 novembre 2015 Mattinata d’occupazione a Istanbul al quartier generale della Koza İpek Holding’s media (quotidiani Bugün e Millet, più Bugün Tv e Kanaltürk). La polizia è giunta in forze alle quattro del mattino, s’è introdotta nell’edificio che ospita le redazioni, ha oscurato i canali televisivi (“cari telespettatori non sorprendetevi […]

Il bavaglio ai giornalisti afgani

Posted on | April 26, 2012

Giuliana Sgrena, Globalist Syndication, 18 aprile 2012
200 giornali, 44 stazioni televisive e 141 radio non hanno determinato alcun reale progresso nella libertà di espressione in Afghanistan[…]

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