OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



Nome in codice 002 (Per proteggere l’identità delle vittime HAWCA usa codici invece dei nomi).

Posted on | November 6, 2017 code_003

HAWCA NEWS 4 novembre 2017
Nell’ambito della campagna raccolta fondi per il progetto  “Assistenza Legale per donne vittime di violenza” ecco una storia pubblicata sul sito di HAWCA.

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Sotto un cielo di stoffa 

Posted on | November 6, 2017 sottou-cielo-di-stoffa-inverigo-cella-e1509116980327

Federico Brugnani, 26 ottobre 2017 ecoinformazioni
Presentazione del libro “Sotto un cielo di stoffa” di Cristiana Cella, organizzata dal Coordinamento italiano sostegno donne afghane e dal Comune di Inverigo.

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Mi chiamo Saniya e vi dico che la violenza è di casa

Posted on | September 28, 2017 da-cisda-1024x682

Cospe.org settembre 2017 Babel online la rivista
Testimonianza raccolta dalle operatrici di Hawca (Humanitarian Assistance for the Women and Children of Afghanistan) nella “Casa protetta” che gestiscono a Kabul. Saniya è una delle 20 donne che hanno beneficiato del progetto “Vite Preziose” nato nel 2011 dalla collaborazione tra la ong di donne afgane Hawca, il quotidiano L’Unità e il Cisda (Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane) e che prevede il sostegno a distanza di donne e bambine afgane vittime di violenza.

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Una vita in pericolo per difendere i diritti Umani: incontro con Malalai Joya

Posted on | May 6, 2017 volantino

Gruppo donne del presidio NoDalMolin 6 maggio 2017
Una vita in pericolo per difendere i diritti Umani: incontro con Malalai Joya, già parlamentare afghana e strenua sostenitrice dei diritti delle donne. Venerdì 12 maggio 2017 alle ore 18.00 presso il bocciodromo in via Rossi, 198 – Vicenza

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Paura e dubbi per il ritorno del “macellaio di Kabul” per colloqui di pace.

Posted on | May 5, 2017 3957

Sune Engel Rasmussen The Guardian Kabul 4 maggio 2017
Gulbuddin Hekmatyar, uno dei più famosi signori della guerra afghani, accusato di molteplici attacchi terroristici e crimini di guerra è tornato trionfalmente a Kabul, perdonato dal governo afghano, come parte dell’accordo di pace.
Per alcuni questo rientro ha riportato alla mente la guerra civile degli anni ’90, quando la capitale era bombardata dalle varie fazioni in guerra.
Il gruppo Hezb-i-Islamisi di Hekmatyar si pensa abbia distrutto e ucciso più di ogni altro signore della guerra. Primeggia tra tutti per un primato assoluto di abusi sui diritti umani. Oltre a bombardamenti indiscriminati su civili è accusato di assassini di intellettuali, femministe e sostenitori della casa reale. I suoi seguaci hanno diretto luoghi di tortura in Pakistan e gettato acido sulle donne.

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“Sono una criminale. Qual è il mio crimine?”: il tributo di vite umane dell’aborto in Afghanistan

Posted on | May 5, 2017 4832

Sune Engel Rasmussen e Fatima Faizi Kabul The Guardian 26 aprile 2017

L’aborto in Afghanistan è severamente stigmatizzato e raramente legale. Tuttavia il numero di aborti illegali è in aumento, grazie anche alla maggior presenza di ostetriche qualificate.
In Afghanistan l’aborto legale è permesso per salvare la vita della madre o se il bambino dovesse nascere con grave disabilità. In casi rari le donne possono ottenerlo se troppo povere per crescere un bambino. In questo caso a decidere è un consiglio di religiosi. Sembra strano ma è più facile ottenerlo con questa motivazione nelle aree controllate dai Talebani.
Senza un’educazione sulla contraccezione, l’aborto diventa una sorta di controllo delle nascite. Non ci sono statistiche precise ma approssimativamente 50.000 donne sono morte per aborti illegali.

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