Sono ormai 1000 giorni che le ragazze afghane sono escluse dalla scuola, mentre silenziosamente il governo talebano viene piano piano sempre più legittimato

Martina Stefanoni, Radio Popolare, 14 giugno 2024

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Le impiegate pubbliche in Afghanistan protestano contro i tagli ai loro stipendi fatti dai Talebani, evidenziando le difficoltà economiche

Hasiba Atakpal, Amu TV,11 giugno

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Le impiegate pubbliche in Afghanistan denunciano la decisione dei talebani di ridurre i loro stipendi mensili a 5.000 afgani (72 dollari), definendola un altro caso di discriminazione sistemica

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Sono ormai 1000 giorni che le ragazze afghane sono escluse dalla scuola, mentre silenziosamente il governo talebano viene piano piano sempre più legittimato

Martina Stefanoni, Radio Popolare, 14 giugno 2024

Progetto senza titolo 5 1

Le impiegate pubbliche in Afghanistan protestano contro i tagli ai loro stipendi fatti dai Talebani, evidenziando le difficoltà economiche

Hasiba Atakpal, Amu TV,11 giugno

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Le impiegate pubbliche in Afghanistan denunciano la decisione dei talebani di ridurre i loro stipendi mensili a 5.000 afgani (72 dollari), definendola un altro caso di discriminazione sistemica contro le donne.

Queste donne, spesso le principali fonti di sostentamento delle loro famiglie, sostengono che il salario ridotto non è sufficiente a coprire i beni di prima necessità.

Anche il Kazakistan li toglie dalla lista nera. E ora le più preoccupate sono le donne afghane

Giuliano Battiston, il Manifesto, 11 giugno 2024

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Una ricompensa da 10 milioni di dollari sulla sua testa, «Specially Designated Global Terrorist» dal 2008 per il Dipartimento di Stato Usa, a lungo a capo dell’ala più stragista dei Talebani e oggi ministro di fatto degli Interni afghano, Sirajuddin Haqqani è apparso il 5 giugno a

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L'alleanza delle donne iraniane con le donne afghane dovrebbe concentrarsi sulla criminalizzazione dell'"apartheid di genere" in Afghanistan. Il suo riconoscimento è fondamentale per le lotte delle donne a livello globale e sosterrà anche le donne in Iran

Rukhshana Media, 4 giugno 2024

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Lottare contro l'apartheid di genere non è un compito semplice.

Malalai Joya - Milano, dicembre 2013

Meena Keshwar Kamal

MEENA (1956-1987) è nata a Kabul. Durante il suo periodo scolastico, gli studenti a Kabul e in altre città afghane erano profondamente impegnati in attività sociali e nei crescenti movimenti di massa.
Meena ha lasciato l'università per dedicarsi come attivista sociale ad organizzare le donne ed educarle. Perseguendo la sua causa per ottenere il diritto alla libertà e all'espressione e conducendo attività politiche, Meena ha posto le basi per la fondazione di RAWA nel 1977.
Questa organizzazione intendeva dare voce alle donne dell'Afghanistan private dei loro diritti e costrette al silenzio. Meena iniziò una campagna contro le forze sovietiche e il loro regime fantoccio nel 1979 e organizzò numerose marce e incontri in scuole, college e all'Università di Kabul per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Un altro grande servizio reso da lei alle donne afghane è stato il lancio di una rivista bilingue Payam-e-Zan (Il messaggio delle donne) nel 1981. Per mezzo di questa rivista RAWA ha potuto lanciare con coraggio ed efficacia la causa delle donne afghane. Payam-e-Zan ha costantemente denunciato la natura criminale dei gruppi fondamentalisti.

Meena ha anche organizzato le scuole Watan per i bambini rifugiati, un ospedale e centri di artigianato per donne rifugiate in Pakistan per sostenere finanziariamente le donne afghane.
Alla fine del 1981, su invito del governo francese, Meena ha rappresentato il movimento afghano di resistenza al Congresso del Partito Socialista Francese.
La delegazione sovietica presente al Congresso, guidata da Boris Ponamaryev, ha lasciato la sala con vergogna quando i partecipanti applaudivano e Meena mostrava il segno di vittoria.
Oltre alla Francia Meena ha visitato anche vari altri Paesi europei e incontrato le personalità più importanti.
Il suo lavoro sociale attivo e la sua difesa effettiva contro le posizioni dei fondamentalisti e del regime fantoccio hanno provocato l'ira dei Sovietici e dei fondamentalisti; fu assassinata dagli agenti del KHAD (il braccio aghano del KGB) e dai loro complici a Quetta, in Pakistan, il 4 febbraio 1987.

A cura del

CISDA

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