Beatrice Biliato, CISDA 29 febbraio 2024

doha talebani

Possono i talebani smettere di essere fondamentalisti? Possono restituire libertà e diritti alle donne e alle ragazze afghane?

E’ quello che speravano l’Onu e la comunità internazionale quando hanno organizzato, il 18-19 febbraio a Doha, il secondo Incontro dei 25 paesi più ricchi del mondo per parlare dei

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asianews.it 27 febbraio 2024

Ora anche l'India riprende i rapporti con i Talebani, la cancellazione dei diritti umani non impedisce che si riprendano a fare "gli affari", anzi l'articolo parla di "evoluzione", nessuna parola spesa per quello che succede alle donne e alle bambine afghane.

Progetto simbolo di cooperazione inaugurato nel 2016 e messo in crisi dall'interruzione delle relazioni dopo la presa del potere dei talebani. Un segnale importante nella ripresa della cooperazione tra Kabul e New Delhi

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ARCHIVIO ARTICOLI

Beatrice Biliato, CISDA 29 febbraio 2024

doha talebani

Possono i talebani smettere di essere fondamentalisti? Possono restituire libertà e diritti alle donne e alle ragazze afghane?

E’ quello che speravano l’Onu e la comunità internazionale quando hanno organizzato, il 18-19 febbraio a Doha, il secondo Incontro dei 25 paesi più ricchi del mondo per parlare dei problemi dell’Afghanistan, come avevano già fatto un anno fa, ma questa volta invitando direttamente i talebani a parteciparvi per avviare un processo di avvicinamento e “normalizzazione” in grado di

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asianews.it 27 febbraio 2024

Ora anche l'India riprende i rapporti con i Talebani, la cancellazione dei diritti umani non impedisce che si riprendano a fare "gli affari", anzi l'articolo parla di "evoluzione", nessuna parola spesa per quello che succede alle donne e alle bambine afghane.

Progetto simbolo di cooperazione inaugurato nel 2016 e messo in crisi dall'interruzione delle relazioni dopo la presa del potere dei talebani. Un segnale importante nella ripresa della cooperazione tra Kabul e New Delhi sul fronte dei progetti umanitari

AfghanIndiaDam

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Non viene accolta la richiesta che il curdo, che ancora figura nei verbali parlamentari come “lingua sconosciuta”, diventi la lingua dell’istruzione. I dirigenti delle associazioni che lottano per le lingue hanno invitato i genitori a “insegnare ai propri figli la loro lingua madre”.

Rete Kurdistan Italia, 21 febbraio 2024

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Comunicato stampa nel 25° anniversario del rapimento di Abdullah Öcalan

Uiki Onlus, 16 febbraio 2024

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"Giustizia" talebana: ancora esecuzioni in pubblico

Nessuno tocchi Caino, 22 Febbraio 2024

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Conferenza stampa del segretario generale delle NU sull’incontro degli inviati speciali sull’Afghanistan

Nazioni Unite, 19 febbraio 2024
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Riceviamo queste tristi notizie dalle nostre compagne di Opawc

Opawc, 22 febbraio 2024

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Beatrice Biliato, CISDA, 15 febbraio 2024

KOofi

“L’Italia contribuisce a dare voce alle donne afghane – insieme al Women’s Peace Humanitarian Fund (WPHF)”. Con questo titolo l’Agenzia italiana per la cooperazione allo Sviluppo il 19/11/2023 presenta orgogliosamente sul suo sito il finanziamento dell’”Italia nel 2022 con 4,5 milioni di euro specificamente miranti a sostenere le donne afghane”.

Mentre le NU stanno per dare il via alla Conferenza di Doha organizzata appositamente per poter invitare i Talebani a concordare con loro il percorso che porti al riconoscimento del governo de facto dell’Afghanistan, un’altra parte dell’Organizzazione - IOM, UN Women e UNAMA - pubblica un sondaggio che mostra come le donne afghane siano contrarie a questa legittimazione, soprattutto se non contraccambiata dal ripristino dei loro diritti

NU, Notizie dell’ONU, 16 febbraio 2024

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Nel giorno di San Valentino “Zan Times” pubblica un’inchiesta sul crimine d’amore sotto i talebani, frutto di un’indagine durata cinque mesi.

“Zan Times” è una redazione investigativa guidata da donne che copre le violazioni dei diritti umani in Afghanistan con particolare attenzione alle donne, alla comunità LGBTQ e alle questioni ambientali; sono giornaliste che lavorano sia all'interno che all'esterno dell'Afghanistan per raccontare storie di popolazioni emarginate, che raramente hanno voce in capitolo, per modellare e informare il discorso pubblico. 

“Cerchiamo di dire la nostra verità di fronte all'ingiustizia e alla violenza bruta che ci sopprime per quello che siamo. “Zan Times” è nata dalla necessità di rivendicare la nostra autonomia e autodeterminazione, di cercare modi per modellare e definire il futuro in cui vogliamo vivere e di

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Perché i gruppi per i diritti delle donne si preoccupano dell'imminente incontro delle Nazioni Unite sull'Afghanistan

Zahra Nader, Matin Mehrab, Zan Times, 15 febbraio 2024

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“Consideriamo l’eroica resistenza del popolo curdo contro l’ISIS e i regimi fascisti in Iran e Turchia come una fonte di ispirazione e forza per tutti gli uomini e le donne coraggiosi che lottano per la giustizia in Afghanistan

RAWA, InternationalistCommune,14 febbraio 2024

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Il racconto di due attiviste afghane sulla loro tragica esperienza nella prigione talebana

Azadah, Rukhshana Media, 12 gennaio 2024

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La comunità internazionale dovrebbe riconoscere che la lotta che le donne e le ragazze afghane stanno combattendo in questo momento è una lotta per i diritti delle donne e delle ragazze ovunque, e il loro destino è anche il nostro

Heather Barr, Rawa, 6 febbraio 2024

afghan women kabul

Kongra Star Rojava 15 gennaio 2024

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Ai rappresentanti dei media.

Da ottobre lo stato turco prende deliberatamente di mira i civili nella regione del nord-est della Siria, in palese violazione della legge internazionale, nel silenzio dell’opinione pubblica mondiale.

Più recentemente, durante il periodo di Natale e fino al 13 gennaio 2024, continuano a essere colpiti obiettivi civili, in particolare quelli che forniscono servizi di base alla popolazione, come fonti di acqua e di energia, riserve e industrie alimentari, ambulatori medici, industrie, attività produttive come cementifici, tipografie e fabbriche di abbigliamento.

Last twenty 2023  Estratto relativo all'Afghanistan del  Report Last Twenty 2023, di Antonella Garofalo CISDA

Come è noto, nel 2021 l’Italia ha ospitato il G20. Nel luglio dello stesso anno si è tenuto a Reggio Calabria, il primo incontro degli L20, ovvero degli Ultimi 20 Paesi in base agli indicatori socio-economici. A questo primo incontro ne son seguiti altri e nell’ottobre del 2022 si è costituita l’Associazione L20 a cui hanno aderito e continuano ad aderire singole persone, associazioni, Ong, ecc. È stato quindi un Comitato scientifico e un gruppo di lavoro per redigere il secondo Report L20 con l’obiettivo di guardare il mondo dai “margini”, per leggere il mutamento – economico, sociale, ambientale e politico – da quest’altra

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Malalai Joya - Milano, dicembre 2013

Meena Keshwar Kamal

MEENA (1956-1987) è nata a Kabul. Durante il suo periodo scolastico, gli studenti a Kabul e in altre città afghane erano profondamente impegnati in attività sociali e nei crescenti movimenti di massa.
Meena ha lasciato l'università per dedicarsi come attivista sociale ad organizzare le donne ed educarle. Perseguendo la sua causa per ottenere il diritto alla libertà e all'espressione e conducendo attività politiche, Meena ha posto le basi per la fondazione di RAWA nel 1977.
Questa organizzazione intendeva dare voce alle donne dell'Afghanistan private dei loro diritti e costrette al silenzio. Meena iniziò una campagna contro le forze sovietiche e il loro regime fantoccio nel 1979 e organizzò numerose marce e incontri in scuole, college e all'Università di Kabul per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Un altro grande servizio reso da lei alle donne afghane è stato il lancio di una rivista bilingue Payam-e-Zan (Il messaggio delle donne) nel 1981. Per mezzo di questa rivista RAWA ha potuto lanciare con coraggio ed efficacia la causa delle donne afghane. Payam-e-Zan ha costantemente denunciato la natura criminale dei gruppi fondamentalisti.

Meena ha anche organizzato le scuole Watan per i bambini rifugiati, un ospedale e centri di artigianato per donne rifugiate in Pakistan per sostenere finanziariamente le donne afghane.
Alla fine del 1981, su invito del governo francese, Meena ha rappresentato il movimento afghano di resistenza al Congresso del Partito Socialista Francese.
La delegazione sovietica presente al Congresso, guidata da Boris Ponamaryev, ha lasciato la sala con vergogna quando i partecipanti applaudivano e Meena mostrava il segno di vittoria.
Oltre alla Francia Meena ha visitato anche vari altri Paesi europei e incontrato le personalità più importanti.
Il suo lavoro sociale attivo e la sua difesa effettiva contro le posizioni dei fondamentalisti e del regime fantoccio hanno provocato l'ira dei Sovietici e dei fondamentalisti; fu assassinata dagli agenti del KHAD (il braccio aghano del KGB) e dai loro complici a Quetta, in Pakistan, il 4 febbraio 1987.

A cura del

CISDA

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