136.000 persone per settimane senza cibo nel Nuristan

Siyar Sirat, AMU Tv, 22 aprile 2026
Secondo il Comitato Internazionale della Croce Rossa, circa 136.000 persone nella provincia di Nuristan, nell’Afghanistan orientale, hanno sofferto di gravi carenze di cibo, assistenza sanitaria e beni di prima necessità dopo settimane di isolamento causato dal conflitto in corso.
Per oltre sei settimane, l’insicurezza e il blocco delle vie di accesso hanno isolato circa 17.000 famiglie nei distretti di Kamdesh e Barg-e-Matal, lasciando le comunità senza un accesso affidabile ai servizi essenziali, ha dichiarato l’organizzazione martedì.
A seguito di prolungati negoziati con le parti in conflitto, le agenzie umanitarie hanno finalmente iniziato a consegnare gli aiuti urgentemente necessari nella regione, segnando un raro ripristino dell’accesso a una delle aree più remote e colpite dell’Afghanistan.
L’operazione, guidata dal Comitato Internazionale della Croce Rossa in coordinamento con la Mezzaluna Rossa afghana e il Programma Alimentare Mondiale, è incentrata sulla distribuzione di cibo, forniture mediche e altri beni di prima necessità, ha dichiarato l’agenzia.
I funzionari delle organizzazioni umanitarie hanno affermato che la svolta è arrivata dopo settimane di dialogo volto a garantire il passaggio sicuro e senza ostacoli agli operatori umanitari neutrali. L’accordo ha permesso ai convogli di iniziare a raggiungere comunità che erano in gran parte inaccessibili.
La riapertura delle strade di accesso al Nuristan ha inoltre permesso ai mercati di ricominciare a rifornirsi e ha consentito la ripresa delle evacuazioni mediche, ha affermato il CICR.
Aiuti indispensabili
Nonostante l’arrivo degli aiuti, i bisogni umanitari rimangono urgenti. Le prime valutazioni indicano persistenti lacune in materia di sicurezza alimentare, assistenza sanitaria e servizi essenziali, soprattutto dopo un periodo di interruzione prolungato.
Le agenzie umanitarie affermano di collaborare con i rappresentanti delle comunità per allineare gli aiuti ai bisogni più urgenti, avvertendo al contempo che un accesso continuativo sarà fondamentale per prevenire un ulteriore peggioramento della situazione.
Le organizzazioni coinvolte hanno sottolineato che il loro lavoro è guidato dai principi di neutralità, indipendenza e imparzialità, e hanno invitato tutte le parti a garantire un accesso continuo e senza ostacoli alle comunità vulnerabili.
Secondo gli analisti, la situazione evidenzia la fragilità dell’accesso umanitario nelle regioni colpite da conflitti, dove il mutare delle condizioni di sicurezza può isolare rapidamente intere popolazioni.


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