Afghanistan, la morsa della malnutrizione infantile a causa del calo degli aiuti umanitari

la Repubblica, Mondo Solidale, 10 agosto 2026
Il report delle Nazioni Unite: 3,7 milioni di bambini rischiano di restare senza terapie nutrizionali salvavita
Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) lancia l’allarme per l’aggravarsi della crisi di malnutrizione infantile in Afghanistan, dove la carenza di fondi e di aiuti umanitari sta costringendo a ridimensionare i programmi di nutrizione proprio nel momento in cui sono più necessari.
La crisi alimentare. Ha raggiunto livelli critici in un terzo delle province – un numero record – e si prevede che continuerà ad aumentare fino a ottobre. In genere in Afghanistan la malnutrizione infantile raggiunge il picco tra luglio e ottobre. Le cause sono varie: aumento delle malattie infettive, scarsità di acqua potabile, mancanza di servizi igienico-sanitari e ridotta disponibilità di trattamenti nutrizionali essenziali. Quest’anno, tuttavia, molti bambini non hanno avuto abbastanza da mangiare nemmeno nei periodi di maggiore disponibilità di cibo: l’insicurezza alimentare infantile ha colpito il 47 per cento della popolazione solo nel primo trimestre.
La testimonianza. “I pianti deboli dei neonati malnutriti risuonano nelle cliniche sanitarie dell’Afghanistan, dove madri preoccupate – molte delle quali a loro volta indebolite dalla fame – portano i figli in cerca di cure”, commenta con un comunicato John Aylieff, Direttore del Programma Alimentare Mondiale in Afghanistan. “Stiamo assistendo al deperimento della prossima generazione e tutto questo è inaccettabile”.
Le cause della crisi. Conflitti, disoccupazione, aumento dei prezzi dei generi alimentari e riduzione dei finanziamenti per gli interventi umanitari: è un intreccio di motivazioni quello che ha contribuito all’aumento della malnutrizione. L’anno scorso 142 centri sanitari in tutto il Paese hanno dovuto chiudere per mancanza di fondi e oltre 13 mila bambini sono stati privati dei trattamenti nutrizionali. Quest’anno la crisi è persino peggiorata con il conflitto in Medio Oriente e a causa della chiusura per nove mesi del confine con il Pakistan: due eventi che hanno bloccato le vie di approvvigionamento e fatto lievitare i costi. Il risultato è che quasi un milione di madri e bambini malnutriti non hanno potuto accedere alle terapie nutrizionali per almeno cinque mesi.
Il futuro è ancora più incerto del presente. Il WFP stima che senza interventi incisivi quasi 3,7 milioni di bambini soffriranno di malnutrizione acuta, e così 1,2 milioni di donne in gravidanza e in allattamento. “L’ Afghanistan è già stretto nella morsa di una delle crisi alimentari più gravi del mondo e questi numeri potrebbero crescere condannando molti altri bambini e madri a una morte prevenibile”, conclude Aylieff.


Lascia un commento