Afghanistan: quando la crisi climatica si somma alla guerra contro i diritti

Redazione CISDA, 21 luglio 2026
L’Afghanistan continua a essere raccontato soprattutto attraverso la sistematica violazione dei diritti delle donne da parte del regime talebano. Ma c’è un’altra emergenza che si intreccia con quella politica e umanitaria: la crisi climatica.
Il Paese è tra i più vulnerabili al cambiamento climatico. Ondate di calore estremo, siccità sempre più prolungate e improvvise alluvioni devastano territori già impoveriti da oltre quarant’anni di conflitti e dall’isolamento internazionale. In questi giorni, mentre nell’est del Paese nuove inondazioni hanno provocato vittime e distruzione, vaste aree dell’Afghanistan occidentale e meridionale stanno affrontando temperature che sfiorano i 50 °C, aggravando la scarsità d’acqua, la malnutrizione e la diffusione di malattie.
A pagare il prezzo più alto sono sempre le persone più vulnerabili: donne, bambini, anziani e famiglie che hanno ormai esaurito ogni risorsa per sopravvivere. La povertà estrema spinge molti giovani a tentare pericolose rotte migratorie attraverso il deserto verso l’Iran, spesso con esiti tragici.
In questo contesto, la nostra partner afghana HAWCA (Humanitarian Assistance for the Women and Children of Afghanistan) ha lanciato un appello urgente. Le sue équipe mediche mobili continuano a raggiungere comunità isolate, offrendo assistenza sanitaria, farmaci e aiuti alimentari essenziali a chi non ha accesso nemmeno alle cure di base.
Condividiamo il loro appello perché crediamo che, oggi più che mai, la solidarietà internazionale sia indispensabile. Dietro le statistiche ci sono persone, famiglie e bambini che ogni giorno lottano semplicemente per sopravvivere. Ogni contributo può fare la differenza.
Di seguito pubblichiamo integralmente la richiesta di sostegno ricevuta da HAWCA.
“Come sapete, la situazione umanitaria in Afghanistan rimane estremamente critica.
Povertà, disoccupazione e accesso limitato all’assistenza sanitaria continuano a colpire milioni di persone.
Secondo i rapporti delle Nazioni Unite, quest’anno oltre 22 milioni di persone in Afghanistan necessitano di assistenza umanitaria, mentre quasi 15 milioni soffrono di grave insicurezza alimentare.
Questa settimana, un’intensa ondata di calore ha colpito molte province, in particolare Herat, Nimroz, Balkh (Mazar-e-Sharif), Farah, Helmand e Kandahar, dove le temperature hanno raggiunto i 48-50 °C in alcune zone.
La combinazione di caldo estremo, scarsità d’acqua e assistenza sanitaria inadeguata ha portato a un aumento significativo di malattie diarroiche acute, disidratazione, malattie legate al calore e altre malattie stagionali.
Madri, neonati, bambini piccoli e anziani sono tra i più vulnerabili e molte famiglie non possono permettersi nemmeno le cure mediche di base.
Allo stesso tempo, povertà e disoccupazione continuano a costringere molti giovani a intraprendere pericolose rotte migratorie irregolari verso l’Iran.
Nei giorni scorsi, un gruppo di giovani si è perso mentre attraversava il deserto nella provincia di Nimroz.
Tragicamente, i corpi di alcuni sono stati recuperati, mentre altri risultano ancora dispersi.
L’anno scorso siamo riusciti a distribuire aiuti umanitari a diverse famiglie vulnerabili.
Purtroppo, abbiamo appreso di recente che uno dei beneficiari si è tolto la vita a causa dell’estrema povertà.
Questo straziante episodio riflette la realtà che la sofferenza di molte famiglie è persino peggiore di quanto spesso venga riportato.
Oggi, i bisogni sono più urgenti che mai.
Le nostre équipe mediche mobili sono necessarie per fornire consulti medici, farmaci essenziali, cure per malattie legate al caldo e malattie diarroiche, e servizi sanitari di base per madri e bambini nelle comunità remote e svantaggiate.
Allo stesso tempo, molte famiglie si trovano ad affrontare una grave carenza di cibo.
Donne incinte, madri che allattano e bambini piccoli soffrono sempre più spesso di malnutrizione.
Hanno urgente bisogno di aiuti alimentari di base, tra cui farina, riso, olio da cucina, fagioli e altri alimenti nutrienti per aiutarli ad affrontare le rigide condizioni estive e proteggere la loro salute.
Chiediamo sinceramente il vostro sostegno per aiutarci a continuare questi interventi medici e umanitari salvavita.
Qualsiasi contributo, indipendentemente dall’importo, aiuterà direttamente a proteggere le famiglie vulnerabili, a salvare vite umane e a portare speranza a persone che affrontano difficoltà inimmaginabili.
Grazie mille per la vostra continua gentilezza, compassione e considerazione.”


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