I talebani aprono il fuoco sui manifestanti a Herat

Amu TV, 9 giugno 2026, di Siyar Sirat
Martedì, nella città occidentale di Herat, i talebani hanno aperto il fuoco sui manifestanti dopo che decine di residenti erano scesi in piazza per denunciare l’arresto di donne e ragazze accusate di aver violato il codice di abbigliamento talebano, secondo fonti locali e filmati ottenuti da Amu TV.
Testimoni oculari hanno riferito che diversi manifestanti sono rimasti feriti quando le forze talebane hanno aperto il fuoco sulla folla. Almeno due dei feriti sono stati trasportati in ospedale, secondo quanto riferito da alcune fonti.
La protesta è iniziata nel distretto di Jibrail, a nord-ovest della città di Herat, dove i manifestanti si sono riuniti a sostegno delle donne e delle ragazze arrestate nei giorni scorsi dalla polizia morale talebana nella stessa zona.
Secondo i testimoni, la sparatoria è avvenuta vicino a un incrocio noto come “Bahar-e Zendagi”, mentre i manifestanti sfilavano nella zona.
Secondo alcune fonti, i talebani hanno continuato a sparare nel tentativo di disperdere la folla e le manifestazioni erano ancora in corso in diverse zone della città.
I talebani non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’accaduto.
La protesta è seguita a giorni di crescente indignazione per la presunta detenzione di donne e ragazze a Herat, accusate di non essersi conformate all’interpretazione dei talebani in materia di abbigliamento islamico.
Fonti locali avevano precedentemente riferito ad Amu TV che decine di donne, tra cui almeno 21 la cui detenzione è stata confermata in modo indipendente da altre fonti, erano state arrestate da funzionari del Ministero per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio dei talebani.
Gli arresti segnalati hanno suscitato preoccupazione a livello internazionale. Lunedì, Richard Bennett, relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani in Afghanistan, si è detto “profondamente allarmato” dalle notizie secondo cui decine di donne sarebbero state detenute a Herat per il terzo giorno consecutivo per presunte violazioni del codice di abbigliamento.
La questione è stata sollevata anche dinanzi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dove Georgette Gagnon, capo ad interim della Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan, ha citato rapporti secondo i quali circa 30 donne sarebbero state arrestate a Herat dalla polizia morale talebana e da funzionari delle forze dell’ordine per non aver rispettato i requisiti di abbigliamento imposti dai talebani.
Lunedì, a Herat, sono stati distribuiti volantini che invitavano i residenti a riunirsi martedì alle 8 del mattino nel distretto 13 del comune di Jibrail per protestare contro gli arresti.
I talebani hanno progressivamente ampliato le restrizioni imposte a donne e ragazze da quando sono tornati al potere nell’agosto del 2021, includendo il divieto di istruzione secondaria e universitaria, limitazioni all’occupazione e regolamenti sempre più severi che disciplinano l’aspetto e la libertà di movimento delle donne in pubblico.
La protesta di Herat sembra essere stata una delle più grandi manifestazioni pubbliche degli ultimi mesi, volta a contestare direttamente l’applicazione di tali restrizioni da parte dei talebani.


Lascia un commento