I talebani hanno frustato quasi 1.200 persone nell’ultimo anno

AmuTV, 22 marzo 2026, di Qaseem Azizi
Secondo dichiarazioni ufficiali e dati raccolti da Amu TV, i talebani hanno fustigato almeno 1.186 persone e compiuto sei esecuzioni pubbliche in Afghanistan durante l’anno solare 1404 (da marzo 2025 a marzo 2026).
I dati, basati sulle dichiarazioni della Corte Suprema dei talebani, mostrano un uso continuato delle punizioni corporali in gran parte del paese. Il totale non include gli ultimi 12 giorni del mese di Saratan (dall’11 al 22 luglio), il che suggerisce che il numero di fustigazioni potrebbe essere superiore.
Le punizioni sono state eseguite in decine di province, tra cui Kabul, Herat, Balkh, Kandahar, Nangarhar, Khost, Badakhshan, Ghor, Paktia, Paktika, Faryab, Laghman, Kapisa, Parwan, Uruzgan, Zabul, Kunar, Maidan Wardak, Ghazni, Kunduz, Baghlan, Takhar, Badghis, Farah, Nimroz, Logar, Jawzjan, Helmand, Sar-e-Pul, Daikundi e Bamiyan.
Secondo le dichiarazioni dei tribunali talebani, l’uso delle punizioni corporali è aumentato negli ultimi mesi dell’anno, e anche le donne sono state punite. Le cifre ufficiali indicano che quasi 100 donne sono state frustate in un periodo di otto mesi, molte delle quali inflitte in pubblico.
Secondo gli attivisti per i diritti umani, l’espansione delle punizioni corporali riflette restrizioni più ampie imposte dal regime talebano e solleva serie preoccupazioni in merito al giusto processo e alle libertà fondamentali.
Abdul Ahad Farzam, ricercatore sui diritti umani, ha affermato che il protrarsi di tali pratiche potrebbe avere conseguenze a lungo termine.
“Queste punizioni violano i principi fondamentali dei diritti umani e creano un clima di paura nella società”, ha affermato.
Nel corso dell’anno si sono svolte anche esecuzioni pubbliche, secondo il principio del qisas, o giustizia retributiva. Gli abitanti di almeno quattro province hanno assistito a tali esecuzioni.
Nel caso più recente, un uomo è stato giustiziato in uno stadio sportivo a Khost davanti a migliaia di spettatori, tra cui bambini. Altre esecuzioni sono state segnalate a Badghis, dove tre persone sono state messe a morte, e un caso ciascuno a Farah e Nimroz.
Oltre alle punizioni corporali e alle esecuzioni, i talebani hanno introdotto un nuovo codice penale nel corso dell’anno, suscitando diffuse critiche internazionali per la sua severità e la mancanza di garanzie processuali.
I talebani hanno anche intensificato la repressione del dissenso. In un caso, un uomo nella provincia di Kapisa è stato condannato a 39 frustate e a un anno e sei mesi di prigione per quella che i talebani hanno definito “propaganda contro il sistema”. In un altro caso, a Badghis, un individuo è stato fustigato e condannato al carcere per aver presumibilmente insultato il leader talebano Hibatullah Akhundzada.
Nonostante le crescenti critiche, i talebani hanno difeso le punizioni come applicazione della legge islamica.
Le organizzazioni per i diritti umani e gli osservatori internazionali affermano, tuttavia, che il protrarsi di tali pratiche isola ulteriormente l’Afghanistan e solleva serie preoccupazioni circa la tutela delle libertà fondamentali sotto il regime talebano.


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