I talebani spaccati sul divieto a internet: cosa succede in Afghanistan

Il leader supremo Hibatullah Akhundzada teme le divisioni interne al movimento che detiene il potere dal 2021
In Afghanistan sono al potere dall’agosto del 2021, cioè dal momento in cui l’esercito statunitense si è ritirato – in maniera piuttosto caotica – dal Paese. Ora però i talebani cominciano a temere un pericolo che potrebbe mettere in discussione il loro regime. Non si tratta però di Donald Trump o di qualche Stato ostile che punta a rovesciare il loro dominio. Le attenzioni delle cancellerie sono rivolte soprattutto sulla repressione in Iran ma nel Paese dell’Asia centro-meridionale potrebbero esserci degli sviluppi inattesi.
“L’emirato crollerà e finirà”
I talebani non temono un pericolo esterno ma le possibili divisioni interne. La chiusura e la successiva riapertura di Internet nel Paese avvenuta nel settembre 2025 ha rappresentato il segnale di una crisi all’interno del potere del movimento politico-religioso islamista. Il leader supremo Hibatullah Akhundzada ordinò il blocco del web e delle comunicazioni telefoniche, isolando l’Afghanistan dal resto del mondo. Tuttavia nel giro di pochi giorni la rete tornò improvvisamente disponibile, senza che fosse fornita alcuna spiegazione ufficiale. Ma secondo quanto ricostruito dalla Bbc “dietro le quinte” ci sarebbe stata una spaccatura all’interno del movimento che controlla il Paese dal 2021.
Infatti il gruppo di Kabul, l’ala considerata più pragmatica dei talebani, avrebbe agito contro l’ordine di Akhundzada e fatto pressione sul ministero delle Telecomunicazioni per riattivare internet. Tuttavia per la Bbc le prime avvisaglie di un possibile dissenso erano state già riscontrate nel gennaio 2025, quando Akhundzada, secondo quanto riferito dall’emittente britannica, pronunciò un discorso in cui affermò che i disaccordi interni avrebbero potuto alla fine essere la causa del crollo dell’emirato.”A causa di queste divisioni, l’emirato crollerà e finirà”, le parole pronunciate dal leader afgano, in base a quanto riferisce Bbc.
Negli ultimi mesi il movimento politico-religioso islamista aveva avviato relazioni con Cina e India e provato ad aprire un dialogo aperto con l’Unione Europea, interessata a rimandare a Kabul i migranti afghani espulsi dai Paesi europei o a cui è stata rifiutata la richiesta d’asilo. Ci sono poi alcuni paesi confinanti – come ad esempio l Uzbekistan – che hanno ambasciate attive nella capitale afghana.
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