Come le donne afghane ricostruiscono la conoscenza al di fuori delle istituzioni

Amna Mehmood, Zan Times, 10 febbraio 2026
In occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione delle Donne e delle Ragazze, il dibattito sull’istruzione spesso si concentra sull’accesso: chi può entrare in una classe, chi viene escluso dalla scuola, chi è negato da leggi o politiche. In Afghanistan, questa discussione è urgente e necessaria. Ma dopo anni di documentazione dell’esclusione femminile, emerge una domanda più complessa: cosa succede all’educazione quando le istituzioni non funzionano più, e chi trasmette la conoscenza quando i sistemi formali crollano?
L’Afghanistan rappresenta uno dei casi più estremi di esclusione territoriale dall’istruzione. Le università sono chiuse alle donne e la scuola secondaria è sospesa, mentre i talebani hanno smantellato sistematicamente l’architettura istituzionale dell’apprendimento. Ma l’istruzione non è scomparsa. Si è trasformata, spostandosi oltre le aule, i confini e l’autorizzazione statale.
In questa trasformazione, le donne afghane non si limitano a conservare il sapere: stanno ricostruendo l’educazione come pratica transnazionale, distribuita e guidata dalle donne stesse.
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ToggleEducazione senza confini
Per gran parte della storia moderna, l’istruzione è stata legata al territorio. Università, scuole, laboratori e biblioteche erano ancorati agli Stati, regolamentati dai ministeri e legittimati da accreditamenti formali. Quando queste strutture vengono rimosse, si presume che anche l’educazione scompaia.
L’Afghanistan sconvolge questa ipotesi.
Con l’accesso istituzionale negato, l’apprendimento non si è fermato, ma si è spostato. Ora l’educazione circola attraverso reti informali, piattaforme digitali criptate, aule della diaspora, catene di mentoring e insegnamento peer-to-peer che attraversano continenti e fusi orari. Le donne afghane all’interno del Paese e nella diaspora sono diventate le principali artefici di questo ecosistema educativo deterritorializzato.
Donne afghane come fondatrici di aule transnazionali
Le donne afghane non sono solo beneficiarie: sono educatrici, progettiste di programmi, mentori e coordinatrici. Organizzano i corsi, pianificano gli orari considerando interruzioni di elettricità e instabilità della rete, guidano studenti che potrebbero non incontrare mai di persona, e trasmettono le competenze acquisite durante anni di formazione formale prima del collasso istituzionale.
Questi sforzi non sono isolati. Negli ultimi anni, la diaspora afghana ha creato un’infrastruttura educativa parallela che copre scuole, preparazione universitaria, formazione professionale e mentoring accademico. Sebbene variabile in scala e visibilità, insieme queste iniziative costituiscono un sistema educativo distribuito, spesso indipendente dalle istituzioni formali.
A livello scolastico e secondario, programmi guidati dalla diaspora garantiscono la continuità educativa per ragazze escluse dalle aule ufficiali. Tra queste iniziative: Learn Afghanistan, Daricha Education, Free to Learn Afghanistan e corsi Coursera. Offrono curricula strutturati, insegnamento delle lingue e materie fondamentali, fungendo da scuole parallele informali ma sistematiche.
A livello universitario, organizzazioni come Afghan Female Students for Change e iniziative tecnologiche come Code to Inspire supportano formazione linguistica, scrittura accademica, preparazione alle domande di ammissione e sviluppo professionale. Alcuni progetti collaborano anche con attori educativi globali, come Education Cannot Wait.
Le professioniste e scienziate afghane hanno creato programmi specifici in discipline STEM, tramite reti come Afghan Girls in STEM, STEM committee of AEC, STEM for Her Afghanistan e She Codes Afghanistan. Offrono corsi virtuali, workshop e formazione orientata alla carriera, con un approccio a lungo termine più che emergenziale.
Il mentoring come struttura accademica
Il mentoring è diventato un elemento fondamentale dell’ecosistema educativo transnazionale. In assenza di strutture istituzionali, accademiche e professioniste afghane fungono da mentori, riproducendo la cultura accademica: insegnano a pensare, scrivere, presentare, criticare e perseverare. Questo mantiene vive le norme epistemiche dell’istruzione superiore anche senza accesso fisico alle università.
Le lezioni online, webinar e forum accademici hanno sostenuto la vita intellettuale oltre confine. Piattaforme come Afghan Women in Science e organizzazioni scientifiche internazionali come OWSD offrono spazi per presentare ricerche, scambiare idee e rimanere visibili nel dibattito globale. Questi forum non sono simbolici: convalidano il sapere e permettono alle donne di contribuire intellettualmente pur essendo escluse dai campus.
Nonostante le difficoltà di quantificazione dovute alla natura informale e alla sicurezza, decine di organizzazioni della diaspora sono attive, centinaia di educatrici operano indipendentemente e migliaia di studenti partecipano ogni anno. Queste iniziative costituiscono un sistema educativo parallelo, transnazionale, caratterizzato da leadership distribuita, insegnamento cross-border, accreditamento informale e forte orientamento alla produzione futura di conoscenza.
Dall’emergenza nazionale all’innovazione globale
Questa esperienza, sebbene radicata in Afghanistan, ha rilevanza globale. Con conflitti, autoritarismi, migrazioni e crisi climatiche che destabilizzano l’istruzione in molte regioni, modelli di apprendimento transnazionali e informali diventeranno sempre più comuni.
Le donne afghane stanno creando un prototipo di “educazione senza confini”, sfidando l’idea che il sapere legittimo debba essere autorizzato dalle istituzioni. L’educazione diventa pratica, non permesso: si insegna senza titoli, si fa mentoring senza contratti, si apprende senza aule.
In questo Giorno Internazionale dell’Educazione delle Donne e delle Ragazze, le donne afghane ricordano che quando le università tacciono, la conoscenza non scompare. Si muove, si adatta e viene trasmessa da chi rifiuta di lasciare che l’istruzione finisca.
Nota sull’autrice:
Dr. Amna Mehmood è biologa molecolare e scienziata senior presso la Martin Luther University di Halle-Wittenberg, Germania. Il suo lavoro si concentra sul mantenimento dell’educazione STEM e dell’identità scientifica tra le donne afghane in condizioni di esclusione educativa.

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