Secondo i dati, le fustigazioni pubbliche inflitte dai talebani sono aumentate del 92% in un mese.
amu.tv Qaseem Azizi 19 aprile 2026

Le fustigazioni pubbliche perpetrate dai talebani sono aumentate drasticamente nell’ultimo mese, con almeno 115 persone punite in tutto il Paese, un incremento del 92% rispetto al mese precedente, secondo i dati raccolti da Amu TV sulla base di dichiarazioni ufficiali della Corte Suprema talebana.
I dati mostrano che nel mese di Hamal 1405, dal 21 marzo al 19 aprile, 101 uomini e 14 donne sono stati sottoposti a punizioni corporali in 19 province, spesso in luoghi pubblici.
Le punizioni sono state registrate in province come Kabul, Nangarhar, Herat, Balkh e Kunduz, a testimonianza di un’ampia diffusione geografica. Kabul ha registrato il maggior numero di casi, con 24 persone fustigate, seguita da Nimroz con 17. Nangarhar e Khost hanno riportato nove casi ciascuna.
Anche altre province, tra cui Balkh, Herat, Sar-e Pul e Jawzjan, hanno registrato numerosi casi, a conferma di quella che sembra essere una continuazione di tale politica in diverse regioni.
L’aumento rappresenta un incremento significativo rispetto all’ultimo mese dell’anno precedente, quando si erano registrati meno casi. Nel corso dell’anno scorso, quasi 1.200 persone sono state fustigate e almeno sei sono state sottoposte a esecuzioni pubbliche, secondo quanto emerso da un’indagine di Amu TV basata su documenti giudiziari.
I talebani hanno difeso l’uso delle punizioni corporali come parte della loro interpretazione della legge islamica. Tuttavia, tale pratica ha suscitato continue critiche da parte di organizzazioni internazionali e gruppi per i diritti umani.
In una recente lettera, esperti delle Nazioni Unite hanno condannato l’espansione delle punizioni pubbliche, tra cui la fustigazione e le esecuzioni, definendole crudeli e in violazione degli standard internazionali in materia di diritti umani.
Alcuni cittadini afghani hanno inoltre espresso preoccupazione per le conseguenze sociali delle punizioni pubbliche, chiedendo la fine delle fustigazioni eseguite di fronte alla folla.
Secondo gli attivisti per i diritti umani, la natura pubblica delle punizioni, spesso inflitte di fronte a un pubblico, solleva preoccupazioni in merito alla dignità, al giusto processo e all’impatto sociale a lungo termine.


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