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Sotto gli stivali insanguinati dei talebani: uomini e donne torturati in silenzio

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Amin Kawa, 8AM Media,  9 maggio 2026

Le torture, le percosse, le umiliazioni e le degradazioni pubbliche inflitte dai Taliban ai cittadini non mostrano alcun segno di arresto. Negli ultimi giorni, almeno tre video si sono diffusi ampiamente sui social media, mostrando una donna, un bambino e un giovane torturati pubblicamente da combattenti talebani.

Dopo la diffusione dei filmati, diversi cittadini hanno dichiarato che paura e violenza dominano ormai strade che dovrebbero essere sicure per la vita quotidiana. Secondo loro, i video rappresentano solo una minima parte delle violenze commesse dai Talebani contro la popolazione: soltanto quelle che vengono filmate e condivise. Hanno sottolineato che scene simili si verificano ogni giorno nelle strade di tutto il Paese. A loro avviso, il popolo non ha voce mentre i Talebani continuano repressione e torture senza alcun freno.

I video di abusi diffusi sui social

Con il proseguire degli abusi nelle strade, sono emersi nuovi filmati che mostrano combattenti talebani mentre picchiano donne, bambini e uomini, suscitando ampia condanna.

I video mostrano persone umiliate, insultate e torturate fisicamente davanti ai passanti, alcune già con le mani legate.

In uno dei video più condivisi, un combattente talebano aggredisce un bambino in bicicletta. Gli conficca il calcio del fucile nel petto, poi lo prende a calci allo stomaco e al volto. Successivamente lo fa cadere di nuovo a terra, lo calpesta e continua a colpirlo con il fucile.

Secondo alcune fonti, il filmato sarebbe stato registrato nel quartiere di Taimani, a Kabul.

In un secondo video, un giovane viene scaraventato violentemente a terra dai combattenti talebani. Ha le mani legate dietro la schiena e viene caricato su una motocicletta per essere portato via.

Un terzo video, anch’esso diffusissimo sui social media, mostra una donna picchiata dalla cosiddetta Polizia della Moralità dei Taliban.

Nel filmato, un’agente donna talebana sbatte la testa della vittima contro un veicolo. Anche questo episodio sarebbe avvenuto a Taimani e, secondo le fonti, la Polizia della Moralità molesterebbe regolarmente le donne per strada.

Un precedente video, girato nel quartiere di Jibrail a Herat, mostrava membri della Polizia della Moralità e combattenti talebani mentre torturavano un giovane con le mani legate, sotto gli occhi della madre e di altri residenti.

I miliziani lo colpiscono ripetutamente con pugni e calci al volto e alla testa. In seguito, lo costringono a registrare una confessione che verrà poi pubblicata.

Le reazioni dei cittadini

Molti cittadini che hanno ricondiviso i video sui social hanno affermato che la crudeltà dei Talebani si manifesta ormai in pieno giorno. Secondo loro, il gruppo non solo non è cambiato, ma è diventato ancora più brutale.

L’attivista per i diritti delle donne Sanam Kabiri ha scritto:  “L’oppressione e la violenza del gruppo terroristico dei Talebani non hanno fine.”

Condividendo uno dei video, ha aggiunto: “In queste immagini si vede un giovane brutalmente torturato con un’arma dai membri dei Talebani. La natura di questo gruppo non è altro che uccisione, oppressione e violenza. Quello che appare qui è solo un esempio, mentre migliaia di casi simili avvengono ogni giorno contro il popolo afghano.”

Anche un altro utente, Mojeeb Karimi, ha denunciato: “Ogni giorno i Talebani picchiano, umiliano e arrestano centinaia di nostri connazionali. I video pubblicati negli ultimi giorni mostrano chiaramente ciò che il popolo afghano sta subendo e quanto sia impotente davanti a questa oppressione.”

Ha aggiunto che i filmati rappresentano solo un frammento di una realtà amara vissuta quotidianamente da migliaia di famiglie, mentre dignità umana e diritti fondamentali vengono completamente ignorati.

Un’utente di nome Sahar ha scritto: “Coloro che vivono comodamente in Occidente mentre fanno pressione a favore di questi terroristi dovrebbero guardare bene queste immagini. State sostenendo persone che umiliano e torturano i giovani.”

Le testimonianze delle donne detenute

In precedenza, alcune donne manifestanti detenute dai Taliban avevano confermato, in interviste rilasciate all’Hasht-e Subh Daily, di essere state costrette a confessioni forzate e sottoposte a trattamenti degradanti durante la prigionia.

Hanno inoltre raccontato di essere state minacciate di morte, lapidazione, esecuzione e rappresaglie contro le loro famiglie.

Le denunce di ONU e Amnesty International

Le Nazioni Unite hanno espresso in numerosi rapporti forte preoccupazione per le diffuse violazioni dei diritti umani in Afghanistan da parte dei Talebani.

Secondo l’ONU, il gruppo continua a imporre punizioni crudeli, disumane e degradanti, oltre a eseguire uccisioni extragiudiziali di persone accusate di vari reati. Un rapporto ha rilevato che molti arresti avvengono senza alcun procedimento legale e spesso sono accompagnati da maltrattamenti.

Anche Amnesty International ha documentato diffuse violazioni dei diritti umani da parte dei Talebani, soprattutto contro donne e ragazze. L’organizzazione sostiene che il gruppo abbia intensificato la propria campagna sistematica contro i diritti femminili.

Secondo Amnesty, i Talebani avrebbero inoltre discriminato comunità etnico-religiose, compresi i fedeli ismailiti, costringendoli in alcuni casi a convertirsi all’Islam sunnita.

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