Passa al contenuto principale

Talebani: dal pulpito alla scuola

|

Come i mullah dei talebani promuovono misoginia e ostilità all’istruzione
Amin Kaveh, 8AM Media, 14 aprile 2026
Numerosi video diffusi sui social media mostrano che alcuni mullah affiliati ai talebani, nelle scuole e nelle moschee, promuovono apertamente misoginia e opposizione all’istruzione. Alcuni di questi religiosi, nei loro sermoni e discorsi, deridono le richieste e le rivendicazioni per il diritto all’istruzione delle donne, affermando che il posto della donna è “prima in casa e poi nel cimitero”.

Alcuni di loro dichiarano inoltre di odiare l’istruzione scolastica per natura e non permettono nemmeno ai propri figli di andare a scuola. Uno di questi mullah ha difeso il divieto dell’istruzione femminile, sostenendo che un medico uomo può persino “esaminare le parti intime di una donna”.

Dopo la presa del potere da parte dei talebani, oltre alle restrizioni imposte contro donne e ragazze, molti mullah nelle scuole religiose e nei pulpiti insultano apertamente le donne e umiliano gli studenti. I video pubblicati sui social mostrano che alcuni di questi sermoni vengono pronunciati davanti a centinaia di persone, senza che nessuno esprima critiche. In questo rapporto sono stati analizzati solo tre casi, nei quali le offese contro donne e studenti risultano particolarmente gravi.

Per le donne niente istruzione, solo ubbidienza al marito

Uno di questi mullah, i cui video sono diventati virali, afferma che per le donne la conoscenza è importante solo nella misura in cui consente loro di rispettare il marito e conoscere le tradizioni del profeta dell’Islam.
Egli dice: “La donna deve avere conoscenza solo quanto basta per sapere rispettare il marito e conoscere la tradizione del Profeta, e niente di più. Oltre a questo, l’istruzione non è lecita per le donne. La donna è l’ornamento della casa, non della scuola. Per le donne, il primo luogo sicuro è la casa e il secondo è il cimitero.”

Un altro video mostra Khalifa Din Mohammad, capo del Consiglio degli ulema talebani a Kabul, che in risposta alle critiche sulla violazione dei diritti delle donne afferma: “Dicono che i diritti delle donne siano stati violati. I diritti della donna sono questi: tenerla in casa, darle da mangiare, vestirla e avere rapporti coniugali con lei.”

Misoginia e ostilità verso l’istruzione

Questo mentre, in precedenza, erano circolati video che lo mostravano mentre negoziava il compenso per una cerimonia di matrimonio. Fonti riferiscono che attualmente risiede nel palazzo Darul Aman e che Sirajuddin Haqqani, ministro dell’Interno talebano, è tra i suoi seguaci.

Mufti Mohammad Bilal Taheri, insegnante in una scuola religiosa a Nangarhar, afferma: “Se le donne ricevono istruzione, inizieranno a scriversi lettere tra loro; questo è indicato nella sura An-Nur. Non è necessario che le donne studino tanto da diventare insegnanti o medici. E alcuni mullah, deboli in questo campo, dicono: quando una donna è malata la porti da un medico; ma non è meglio portarla da una dottoressa? Guardate gli insegnamenti religiosi: un medico uomo può vedere anche le parti intime della paziente.”

Lo stesso mullah afferma di odiare la scuola fin dalle basi e insulta i diplomati, definendoli “simboli di maleducazione”.
Dice: “Non mi è mai piaciuta la scuola. Non mando i miei figli a scuola.”
Aggiunge poi che permette a suo figlio di frequentare solo un corso per apprendere titoli e nozioni superficiali.

Prosegue: “Non mi piace la scuola per questo. Guardate i risultati: tremila studenti escono da qui e sono simboli di maleducazione. Tutti quelli che frequentano la scuola vengono indirizzati verso la mancanza di rispetto.”
Chiede poi: “In quale scuola si insegna il Corano anche solo per mezz’ora? Tutto il Paese parla di ‘leggi, leggi’, ma quando gli studenti si diplomano non comprendono né la traduzione né gli hadith.”

Questi tre esempi sono solo una parte delle numerose prediche dei mullah affiliati ai talebani che hanno suscitato reazioni sui social. Fonti affermano che questo fenomeno è purtroppo diffuso in tutto l’Afghanistan e che alcuni di questi religiosi stanno attivamente promuovendo misoginia e ostilità verso l’istruzione. Secondo tali fonti, la continuazione di questa situazione potrebbe trasformare questi atteggiamenti nella cultura dominante della società.

In precedenza, il giornale “8 AM Media” aveva ottenuto una registrazione audio di un discorso di Hibatullah Akhundzada, leader dei talebani, che mostrava come avesse ordinato la chiusura di tutte le scuole in Afghanistan, comprese quelle per ragazze e ragazzi. Nel discorso, egli confronta scuola e madrasa, sostenendo che la scuola corrompe la morale e cambia la mentalità delle persone, e quindi deve essere chiusa.

Akhundzada afferma che la scuola è stata creata in opposizione alla madrasa e che i talebani dovrebbero costruire madrase al suo posto e mandarvi i propri figli. Definisce inoltre l’istruzione scolastica come “scienza dello stomaco”, dichiarando di non volerla.
Dice: “Questo popolo è senza dignità. Sono questi mercenari a distruggere l’Islam. Ne escono medici e ingegneri che, con il denaro, uccidono l’anima delle persone. Questa è tutta scienza dello stomaco, e noi non la vogliamo.”

I talebani hanno inoltre pubblicato, su ordine di Akhundzada, una legge sulla promozione della virtù e la prevenzione del vizio, secondo la quale la voce delle donne è considerata ‘awrah’ (parte da coprire). Le donne possono uscire solo in caso di necessità, con il volto coperto e senza alzare la voce. Anche ascoltare la voce di una donna dall’interno di una casa è proibito, e il trasporto di donne senza un accompagnatore maschile è vietato.

D’altra parte, il codice penale dei tribunali talebani, firmato lo scorso anno dal leader del gruppo, stabilisce un nuovo quadro del sistema giudiziario e legittima ampiamente la violenza contro donne e bambini. Secondo questo regolamento, i mariti possono picchiare le mogli purché non causino ferite gravi o fratture, e le punizioni per tali atti sono molto limitate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *