UE conferma l’invito ai talebani a Bruxelles

Habib Mohammadi, AMU Tv, 13 maggio 2026
La Commissione europea ha confermato martedì di aver invitato funzionari talebani a Bruxelles per colloqui sul rimpatrio dei migranti afghani dall’Europa, in un contesto di crescente pressione politica nel continente per inasprire le politiche di espulsione.
Markus Lammert, portavoce della Commissione europea, ha dichiarato che un invito formale era stato inviato alle autorità talebane dalla Direzione Generale Migrazione e Affari Interni dell’Unione Europea, in coordinamento con il Ministero della Giustizia svedese.
Parlando durante una conferenza stampa a Bruxelles, Lammert ha descritto il previsto incontro come una “riunione a livello tecnico”, che farebbe seguito ai colloqui già avvenuti in Afghanistan a gennaio tra funzionari europei e rappresentanti talebani.
Ha spiegato che l’iniziativa nasceva dalle richieste di circa 20 Paesi dell’Unione Europea e dell’area Schengen, che avevano sollecitato la Commissione europea a coordinare i contatti con le autorità talebane riguardo ai rimpatri dei migranti.
Lammert ha aggiunto che le discussioni si concentreranno inizialmente sugli individui considerati una minaccia per la sicurezza.
Riconoscimento di fatto?
Allo stesso tempo, ha respinto le accuse secondo cui ospitare rappresentanti talebani a Bruxelles equivarrebbe a un riconoscimento formale del governo talebano.
“L’Unione Europea ha ricevuto dal Consiglio il mandato di mantenere un impegno operativo con le autorità de facto in Afghanistan”, ha dichiarato. “Ciò non costituisce in alcun modo un riconoscimento.”
La conferma dell’invito ha suscitato numerose domande da parte dei giornalisti durante il briefing a Bruxelles, con i reporter che hanno incalzato i funzionari sul motivo per cui la Commissione europea avesse evitato di confermare pubblicamente i preparativi dell’incontro nelle ultime settimane.
I giornalisti hanno inoltre chiesto quali funzionari talebani fossero stati invitati e perché i colloqui si svolgessero all’interno dell’Unione Europea.
Lammert ha rifiutato di specificare quali rappresentanti talebani avessero ricevuto l’invito o chi avrebbe finanziato un’eventuale visita a Bruxelles.
La spinta europea per i rimpatri arriva mentre l’Afghanistan affronta una crisi umanitaria sempre più grave, segnata da povertà diffusa, disoccupazione e carenza di aiuti.
Gruppi per i diritti umani e alcuni funzionari delle Nazioni Unite hanno criticato il crescente coinvolgimento europeo con i talebani sulle questioni migratorie, sostenendo che i rimpatri forzati potrebbero esporre gli afghani a gravi rischi.
Diversi attivisti afghani e internazionali per i diritti umani avevano già invitato i governi europei a sospendere il dialogo diretto con i talebani a causa delle restrizioni imposte ai diritti delle donne, alla libertà di stampa e al dissenso politico.



