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Una nuova normativa talebana sui matrimoni di minori

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Siyar Sirat, AMU Tv, 15 maggio 2026

I talebani hanno emanato una nuova normativa in materia di diritto di famiglia che riconosce la validità legale dei matrimoni che coinvolgono minori in determinate circostanze, consentendo tuttavia ai bambini di chiedere l’annullamento del matrimonio dopo aver raggiunto la pubertà solo tramite un’ordinanza del tribunale.
Il regolamento concede inoltre ai tribunali religiosi ampi poteri in materia di annullamenti e controversie matrimoniali.
Il regolamento di 31 articoli, intitolato “Principi di separazione tra coniugi”, è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale dei talebani dopo essere stato approvato dal loro leader Hibatullah Akhundzada.

Le norme sullo scioglimento del matrimonio

Il documento delinea le norme che regolano lo scioglimento dei matrimoni in una vasta gamma di circostanze religiose e legali, tra cui matrimoni infantili, mariti irreperibili, apostasia, separazione forzata, rapporti di allattamento e accuse di adulterio.

Il principio del “khiyar al-bulugh”

Una delle sezioni più attentamente esaminate riguarda il “khiyar al-bulugh”, ovvero l'”opzione al raggiungimento della pubertà”, un concetto della giurisprudenza islamica che consente a un bambino sposato in giovane età di chiedere l’annullamento del matrimonio dopo aver raggiunto la pubertà.
L’articolo 5 stabilisce che se il matrimonio di un minore, maschio o femmina, viene combinato da parenti diversi dal padre o dal nonno, il contratto matrimoniale è considerato legalmente valido se i coniugi sono ritenuti socialmente compatibili e la dote adeguata. Il minore può successivamente chiedere l’annullamento dopo aver raggiunto la pubertà, ma solo tramite un’ordinanza del tribunale.
Un’altra disposizione stabilisce che i matrimoni che coinvolgono un coniuge “incompatibile” o una dote eccessivamente iniqua non sarebbero considerati validi.

Il ruolo di padri e nonni

Il regolamento concede inoltre a padri e nonni ampi poteri in materia di matrimoni infantili, pur prevedendo che i matrimoni possano essere invalidati qualora i tutori siano considerati violenti, mentalmente inadatti o moralmente corrotti.
Diverse disposizioni rafforzano le norme conservatrici in materia di tutela delle donne.

Consenso al matrimonio

L’articolo 7 stabilisce che il silenzio di una ragazza vergine dopo aver raggiunto la pubertà può essere interpretato come consenso al matrimonio, mentre il silenzio di un ragazzo o di una donna precedentemente sposata non costituisce automaticamente consenso.

I poteri dei giudici religiosi

Il regolamento conferisce inoltre ai giudici talebani il potere di intervenire nelle controversie matrimoniali sulla base di un’ampia gamma di categorie religiose, tra cui l’apostasia, l'”allontanamento dall’Islam”, la prolungata assenza del marito, le accuse di adulterio e lo “zihar”, un concetto islamico classico in cui il marito paragona la moglie a una parente di sesso femminile con cui il matrimonio sarebbe proibito.
Ai sensi della sezione relativa allo “zihar”, i giudici sono autorizzati a obbligare i mariti a rispettare le pene religiose o a concedere il divorzio. Il documento afferma che i giudici possono ricorrere alla reclusione e alle punizioni fisiche per imporre l’adempimento.

Matrimoni con non musulmani

Altre sezioni trattano i matrimoni che coinvolgono non musulmani. Il regolamento stabilisce che se un marito non musulmano si converte all’Islam mentre la moglie rimane tra la “Gente del Libro”, il matrimonio può continuare. Ma se una donna musulmana si converte e il marito si rifiuta di accettare l’Islam dopo essere stato invitato a farlo, un giudice può ordinare la separazione.
Il documento affronta anche la questione dei matrimoni tra “politeisti” o “adoratori del fuoco”, affermando che se un coniuge si converte all’Islam e l’altro si rifiuta, i tribunali possono ordinare la separazione.

“Fratelli di latte”

Un’altra sezione tratta dei matrimoni influenzati dal concetto di allattamento al seno, un principio del diritto islamico secondo il quale i figli allattati dalla stessa donna sono considerati fratelli religiosi e non possono sposarsi tra loro. La normativa stabilisce che, qualora si instauri un tale rapporto tra i coniugi, i giudici possono disporre la separazione.

Mariti scomparsi

Le norme stabiliscono anche procedure per le donne i cui mariti risultano irreperibili per periodi prolungati, consentendo ai tribunali di intervenire in determinate condizioni.

Le critiche delle organizzazioni per i diritti umani

pubblicazione del regolamento giunge mentre i talebani continuano a imporre severe restrizioni a donne e ragazze da quando sono tornati al potere nell’agosto del 2021.
Alle ragazze è stato impedito di proseguire gli studi oltre la sesta elementare, alle donne è stato vietato l’accesso all’università e sono state imposte severe restrizioni all’occupazione, alla libertà di movimento e alla partecipazione pubblica delle donne. Le Nazioni Unite hanno ripetutamente condannato tali restrizioni, definendole violazioni sistematiche dei diritti fondamentali.
Gli attivisti per i diritti umani hanno inoltre espresso preoccupazione per il fatto che i talebani stiano codificando sempre più interpretazioni intransigenti della giurisprudenza islamica nei regolamenti statali, istituzionalizzando ulteriormente le restrizioni di genere attraverso il sistema legale.

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