OSSERVATORIO AFGHANISTAN

Dalla parte di chi non ha voce



33,074 persone sono state licenziate dal Ministero dell’Istruzione Nazionale con un decreto esecutivo

Posted on | July 19, 2017 51_(1)

BIA News Desk 13 luglio 2017
33,074 persone sono state licenziate dal Ministero dell’Istruzione Nazionale (MEB) con un decreto esecutivo per la ricorrenza del colpo di stato del 15 luglio.

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Erdoğan, il patriota tagliatore di teste

Posted on | July 18, 2017 63d5645d64e840f2bb7da1035732de58_9

Enrico Campofreda dal suo BLOG 16 luglio 2017
Sembrano trascorsi decenni, soprattutto per coloro che come la numerosa comunità kurda sperava in un processo di possibile pacificazione, mentre è più di altre opposizioni colpita e smantellata nella sua articolazione rappresentativa, con finanche i co-presidenti del partito Hdp agli arresti. Si tratta degli effetti collaterali, e che effetti! Hanno condotto il partito islamista turco ad alzare il tiro contro tutti….Così coloro che non appartengono alla cerchia di attivisti, sostenitori, elettori Akp sono diventati automaticamente traditori, pericolosi attentatori della democrazia e della nazione. … Un’epurazione senza precedenti. Erdoğan … continua ad alzare il tiro, sventolando minacce. Quella della pena di morte la userà per nuove trattative, con l’Europa e col mondo.

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Vite preziose

Posted on | July 1, 2017 case_201

www.hawca.org, 10 giugno 2017
Una giovane donna afghana picchiata dal marito e dalla famiglia racconta la sua esperienza e l’aiuto ricevuto da Hawca fino all’ottenimento del divorzio

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Le Madri per la Pace, le famiglie di Gezi e le donne si uniscono alla Marcia per la Giustizia

Posted on | June 29, 2017 madri-599x275

uikionlus, 26/6/2017 Le Madri per la Pace si sono unite alla Marcia per la Giustizia con i loro foulard bianchi, ieri, durante il 12 ° giorno di marcia e hanno dichiarato che questa marcia resterà incompleta se non continuerà fino al carcere di Edirne.

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Il 1 Maggio – la Giornata delle Lavoratrici e dei Lavoratori e della Solidarietà

Posted on | May 2, 2017 1-mayis-4-599x275

Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia- UIKI Onlus 30 aprile 2017
La lotta per migliori condizioni di lavoro e di vita è una lotta, comune, internazionale e solidale, che va condotta a livello globale. Giustizia e uguaglianza sono nell’interesse di tutti e possono affermarsi solo con una lotta comune. Per una vita migliore, una distribuzione più giusta e per una convivenza democratica, le lavoratrici e i lavoratori e i profughi devono opporsi insieme alla politica neoliberista. Si tratta di lottare insieme per diritti economici, politici e sociali e di esercitare in questo modo pressione internazionale sui decisori politici.
Il 1 maggio non è solo una lotta delle lavoratrici e dei lavoratori per la giustizia, la libertà e la democrazia. Ma anche per i valori della democrazia, dell’uguaglianza e della pace, per mostrare solidarietà internazionale e rivendicare con forza un ordinamento sociale democratico e paritario e la lotta per migliori condizioni di vita e di lavoro. Questa è una lotta comune, internazionale e solidale che va condotta a livello globale. Giustizia e uguaglianza sono nell’interesse di tutte e tutti noi e si possono ottenere solo insieme.

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In Afghanistan bisogna rompere il silenzio sui bambini ridotti in schiavitù

Posted on | March 30, 2017 135604-md

Anuj Chopra, Afp, Francia Internazionale 30 marzo 2017
Nell’estate del 2016, avevo scritto come i taliban usassero i piccoli schiavi sessuali come cavalli di Troia per uccidere i loro molestatori tra le forze di polizia, una pratica che rende i bambini due volte vittime delle fazioni in guerra in Afghanistan. Alcuni hanno chiesto la fine della pratica istituzionalizzata del bacha bazi, la riduzione alla schiavitù sessuale di ragazzini compiuta dalle forze afgane.
Del tutto assenti dal dibattito erano le condizioni dei bambini ridotti in schiavitù e delle loro famiglie, nonché gli sforzi ufficiali – o piuttosto la loro mancanza – compiuti per salvarli. La priorità era il conflitto che andava peggiorando, gli abusi sui minori avrebbero dovuto attendere. Nella maggior parte dei casi i ragazzini vengono prelevati alla luce del sole dalle loro case, dalle fabbriche di oppio o dai posti in cui giocano. A rapire i ragazzi sono gli stessi potenti comandanti di polizia che dovrebbero punire i colpevoli.

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