Volere la luna, 28 novembre 2022, di Livio Pepino 

Mentre il mondo occidentale si indigna e si commuove (giustamente) per i bombardamenti su Kiev e su tutta l’Ucraina, altri bombardamenti sono avvolti dal silenzio complice delle cancellerie di Europa e Stati Uniti.

È il caso – tra gli altri – di quelli sul Kurdistan e sul suo popolo misconosciuto e vittima, sui territori e nelle carceri, di un vero e proprio genocidio che ha come principale attore protagonista il sultano turco Tayyip Erdoğan ,

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Il Cittadino, 28 novembre 2022, di Samuel Botti  San Giuliano

Liberi Pensieri e Sos Afghanistan hanno organizzato il loro ritorno perché possano costruirsi un’esistenza libera

«Siamo qui per aiutare questi ragazzi a ricostruirsi una vita libera», le parole di Piera Putzulu, membro dell’associazione Liberi Pensieri e ideatrice dell’iniziativa che è

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Per informazioni: cisdaonlus@gmail.com - Per i giornalisti: stampa@cisda.it - Per le scuole: scuola@cisda.it

COMUNICAZIONE PER CHI VUOLE AIUTARE

Stiamo ricevendo, in questi giorni drammatici per l’Afghanistan, numerose mail e telefonate di persone ed associazioni che esprimono la loro forte indignazione per la condizione di sofferenza in cui il popolo afghano e soprattutto le donne sono costrette.
Il CISDA ringrazia tutte le Associazioni e i singoli che stanno esprimendo la loro solidarietà e si propongono per aiutare e sostenere il popolo afghano. Sui nostri canali social troverete informazioni e notizie che riceviamo direttamente dai nostri contatti nel paese. Attualmente la priorità resta quella di dare voce alle forze democratiche che sosteniamo pienamente.
Ci scusiamo pertanto se non riusciamo a rispondere ad ogni richiesta, ma per ora possiamo solo rinnovare il nostro appello a sostenere la campagna che il CISDA ha avviato per una raccolta fondi a favore delle organizzazioni e dei movimenti con cui collaboriamo da anni.
Per chi si reso disponibile ad accogliere le persone che devono lasciare il Paese, invitiamo ad aspettare le decisioni delle istituzioni nazionali ed internazionali rispetto all’avvio di corridoi umanitari. Qualora avessimo notizia di reti di solidarietà fidate provvederemo a renderle note.

Facebook CISDA

Chi volesse contribuire anche con una piccola cifra può farlo con un bonifico sul conto del CISDA, specificando nell’oggetto “DONAZIONE LIBERALE – EMERGENZA AFGHANISTAN”.

BANCA POPOLARE ETICA agenzia via Scarlatti 31 – Milano
Conto corrente n. 113666 – CIN U – ABI 5018 – CAB 1600
IBAN: IT74Y0501801600000011136660

RAWA7 ottobre 2021

Dichiarazione di RAWA sul 20° anniversario dell'occupazione dell'Afghanistan da parte di USA/NATO

rawa logo

Dopo vent'anni di guerra, il massacro di decine e migliaia di innocenti e la consegna dell'Afghanistan ai loro tirapiedi talebani (assicurando loro 85 miliardi di dollari in armi ed equipaggiamento militare), gli Stati Uniti e la

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“Noi alzeremo la nostra voce ancora più forte e continueremo la nostra resistenza e la nostra lotta per la democrazia e i diritti delle donne!”

RAWA

L’invasione dell’Afghanistan da parte degli USA e dei paesi NATO, fatta con il pretesto di sconfiggere il terrorismo e liberare le donne, è stata un gigantesco fallimento.

La guerra ha prodotto 241.000 vittime (...

La lettera aperta che alleghiamo, promossa da numerose associazioni della "Rete In difesa di - Per i diritti umani e chi li difende" (www.indifesadi.org), tra cui AIDOS, AOI, ARCI, ARCS, CGIL, CISDA, CIPSI, COSPE, a cui hanno aderito oltre 40 altre associazioni e comitati, è stata inviata il 23 agosto al Presidente del Consiglio Mario Draghi, ai Ministri degli Esteri e degli Interni, alla Commissione Esteri della Camera e alla Presidente della Commissione per i diritti umani.

Al Rappresentante diplomatico italiano presso le

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Un afgano ha raccontato al Cisda perché non è riuscito a imbarcarsi per l’Europa. Sfiorare la salvezza e non riuscire ad afferrarla. È quanto è capitato, ieri all’aeroporto di Kabul, alla famiglia di Ahmed (nome di fantasia per tutelare l’identità di un nostro conoscente). Nonostante avessero diritto ad accedere a uno dei voli verso un paese europeo, Ahmed, la moglie e i due bambini non ci sono riusciti a causa della calca e delle violenze dei talebani e hanno dovuto rinunciare a partire. Ora temono ritorsioni.
Questo il drammatico messaggio di Ahmed al Cisda (Coordinamento italiano

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Volere la luna, 28 novembre 2022, di Livio Pepino 

Mentre il mondo occidentale si indigna e si commuove (giustamente) per i bombardamenti su Kiev e su tutta l’Ucraina, altri bombardamenti sono avvolti dal silenzio complice delle cancellerie di Europa e Stati Uniti.

È il caso – tra gli altri – di quelli sul Kurdistan e sul suo popolo misconosciuto e vittima, sui territori e nelle carceri, di un vero e proprio genocidio che ha come principale attore protagonista il sultano turco Tayyip Erdoğan , celebrato dall’intero Occidente come l’unico autorevole mediatore capace di avviare una trattativa tra Russia e Ucraina e foraggiato dall’UE con tre miliardi di euro ogni anno per impedire l’ingresso in

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Il Cittadino, 28 novembre 2022, di Samuel Botti  San Giuliano

Liberi Pensieri e Sos Afghanistan hanno organizzato il loro ritorno perché possano costruirsi un’esistenza libera

«Siamo qui per aiutare questi ragazzi a ricostruirsi una vita libera», le parole di Piera Putzulu, membro dell’associazione Liberi Pensieri e ideatrice dell’iniziativa che è riuscita a salvare 158 profughi afghani dal regime talebano.

Periodico Daily, 28 novembre 2022, di Simona Lazzari  Periodico Daly

Dopa riconquista del potere, i talebani hanno assicurato alla comunità internazionale che i diritti delle donne non sarebbero stati in pericolo, promettendo inizialmente che le donne avrebbero diritto all’istruzione e al lavoro.

 Ma il gruppo in seguito ha giustificato la sua azione contro le donne sulla base della sua interpretazione della legge islamica. Ora, le donne in Afghanistan si uniscono in cerca di un cambiamento.

Le donne in Afghanistan combattono per i diritti

Da quando i talebani hanno

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Metropolitan - Magazine, 28 novembre 2022 di Giorgia Bonamoneta  

immagineafghanistanDa quando nell’agosto 2021 i talebani hanno assunto il controllo dell’Afghanistan i diritti basilari sono sotto attacco. Nell’ultimo rapporto di Amnesty International sono state denunciate torture e sparizioni, arresti e imprigionamenti. Accanto all’assenza di diritti, le pubbliche fustigazioni e la vendita di minori e in un’inchiesta recente la BBC

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Rete jin, 25 novembre 2022  

Riportiamo il comunicato emanato da Kongra Star il 23 novembre 2022

In occaRetejiin 25 11 22sione del 25 novembre, per celebrare la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, salutiamo tutte le donne rivoluzionarie che combattono per la libertà nelle loro case, per le strade, nelle prigioni e in ogni fronte di lotta. In particolare vorremmo estendere i nostri saluti alle donne del Kurdistan orientale, del Baluchistan e di tutto l’Iran, che stanno portando avanti la resistenza con lo slogan Jin, Jiyan,

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Rete Kurdistan, 25 novembre 2022

defend rojava romaNella notte di Sabato 19 novembre una pioggia di bombe si è abbattuta sul Rojava/Nord-Est Siria per mano dell’aviazione turca. Molte le città colpite contemporaneamente in Rojava tra cui Kobane, Ain Issa, Tel Rifaat, Derik e Derbasiye, ma anche Sulaymaniyya, Qandil e Shengal nel Sud Kurdistan/Nord Iraq. In particolare le città di Kobane e Derik sono state ripetutamente colpite per diverse ore durante la notte e di nuovo nel corso della mattinata.

Kobane, la città che ha sconfitto l’ISIS al prezzo di migliaia

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Rete Jin, Effimera, 22 novembre 2022

jin jiyan azadi

Nella notte tra il 19 e il 20 novembre lo Stato turco ha dato il via a una serie di pesanti bombardamenti che hanno coinvolto l’intera zona del Rojava (Kurdistan occidentale, o nord-est della Siria) e una parte del Başur (Kurdistan del sud o iracheno). Gli attacchi, svoltisi su un fronte totale di 700 km, si sono concentrati su obiettivi civili come scuole, ospedali e silos di grano, e hanno coinvolto numerose città, tra cui Kobane (in particolare il villaggio di Belûniyê a Shahba, popolato da sfollati curdi di Afrin), Derik e il vicino

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La segregazione di genere da parte dei talebani si scontra con l'esclusione delle donne dalla professione medica

Claire Parker, The Washington Post, 17 novembre 2022

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Quando lo scorso anno i talebani hanno preso il controllo dell’Afghanistan, quasi un terzo delle tirocinanti della classe di Omeida Momand in un ospedale femminile di Kabul, come riferisce lei stessa, è scappato dal paese lasciando il personale ridotto all’osso. Momand ha deciso di restare e portare a termine l’ultimo di undici anni

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Con l'Occidente concentrato sull'Ucraina e gli Usa che si rifiutano di trattare con lo Stato  talebano, la Cina vede l'opportunità di estendere la propria influenza usando la sua diplomazia economica

Nabih Bulos,  Los Angeles Times, 17 novembre 2022

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La prima cosa che si vede uscendo dall'aeroporto di Kabul è un cartellone pubblicitario che pubblicizza Chinatown, che, se si visita, si rivela essere un semplice trio di torri bianco sporco di 10 piani nel quartiere Taimani della capitale afghana.

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Discorso del professor John Tully alla conferenza inaugurale della Giornata di Kobane presso il Parlamento del Nuovo Galles del Sud l'8 novembre

John Tully, green left, 11 novembre 2022

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A Berlino la Seconda conferenza internazionale delle Donne per organizzarsi come soggetto collettivo contro i nuovi attacchi che il patriarcato agisce sui corpi, le libertà, le menti delle donne

Giovanna Cardarelli, Mara Ghidorzi, Rifondazione comunista, 15 novembre 2022

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Ennesimo tentativo di reprimere ogni forma di protesta pacifica e di dissenso contro le politiche oppressive dei Talebani che violano i diritti umani, in particolare delle donne e delle ragazze.

Amnesty International, 14 novembre 2022

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Una riflessione sul perché i governi autoritari, e specialmente il governo talebano, non possono essere riformati

William Byrd, LAWFARE, 24 ottobre 2022

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L’Afghanistan sta progressivamente tornando nell’orbita russa, a trent’anni dal ritiro della 40° Armata sovietica.

Marco Petrelli, InsideOver, 15 novembre 2022

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Per vincere ancora, Erdoğan è disposto a tutto?

Enrico Campofreda, dal suo blog, 14 novembre 2022

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La “sentenza” è arrivata via Twitter dal leader supremo dei talebani Mullah Akhundzadar, confermata dal portavoce dell’Emirato islamico, Zabihullah Mujahid.

Simona Losito, InsideOver, 14 novembre 2022

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Malalai Joya - Milano, dicembre 2013

Meena Keshwar Kamal

MEENA (1956-1987) è nata a Kabul. Durante il suo periodo scolastico, gli studenti a Kabul e in altre città afghane erano profondamente impegnati in attività sociali e nei crescenti movimenti di massa.
Meena ha lasciato l'università per dedicarsi come attivista sociale ad organizzare le donne ed educarle. Perseguendo la sua causa per ottenere il diritto alla libertà e all'espressione e conducendo attività politiche, Meena ha posto le basi per la fondazione di RAWA nel 1977.
Questa organizzazione intendeva dare voce alle donne dell'Afghanistan private dei loro diritti e costrette al silenzio. Meena iniziò una campagna contro le forze sovietiche e il loro regime fantoccio nel 1979 e organizzò numerose marce e incontri in scuole, college e all'Università di Kabul per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Un altro grande servizio reso da lei alle donne afghane è stato il lancio di una rivista bilingue Payam-e-Zan (Il messaggio delle donne) nel 1981. Per mezzo di questa rivista RAWA ha potuto lanciare con coraggio ed efficacia la causa delle donne afghane. Payam-e-Zan ha costantemente denunciato la natura criminale dei gruppi fondamentalisti.

Meena ha anche organizzato le scuole Watan per i bambini rifugiati, un ospedale e centri di artigianato per donne rifugiate in Pakistan per sostenere finanziariamente le donne afghane.
Alla fine del 1981, su invito del governo francese, Meena ha rappresentato il movimento afghano di resistenza al Congresso del Partito Socialista Francese.
La delegazione sovietica presente al Congresso, guidata da Boris Ponamaryev, ha lasciato la sala con vergogna quando i partecipanti applaudivano e Meena mostrava il segno di vittoria.
Oltre alla Francia Meena ha visitato anche vari altri Paesi europei e incontrato le personalità più importanti.
Il suo lavoro sociale attivo e la sua difesa effettiva contro le posizioni dei fondamentalisti e del regime fantoccio hanno provocato l'ira dei Sovietici e dei fondamentalisti; fu assassinata dagli agenti del KHAD (il braccio aghano del KGB) e dai loro complici a Quetta, in Pakistan, il 4 febbraio 1987.

A cura del

CISDA

COORDINAMENTO ITALIANO SOSTEGNO DONNE AFGHANE Onlus
Via dei Transiti 1 - 20127 Milano
Codice Fiscale 97381410154

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