Comitato "Free Marjan Jamali" e Rete & Febbraio 17 giugno 2024

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FREE MARJAN JAMALI

Oggi 17 giugno, come Comitato "Free Marjan Jamali" insieme alla Rete 26 Febbraio, abbiamo preso parte, presso il Tribunale di Locri, alla prima udienza del processo in cui la giovane iraniana Marjan Jamali, fuggita dal suo paese in cerca di condizioni di vita più umane per lei ed il figlio di 8 anni, è ingiustamente accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. 

scenarieconomici.it   Giuseppina Perlasca 11 giugno 2024

I talebani in dieci giorni iniziano ad avere un flusso finanziario non indifferente derivante dallo sfruttamento del petrolio, condotto congiuntamente con società cinesi

L’Afghanistan ha venduto 150.000 tonnellate (1,1 milioni di barili) di petrolio greggio dal bacino di Amu Darya per oltre 80 milioni di dollari negli ultimi 10 giorni, con l’investimento di Pechino nel Paese che inizia a dare

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Comitato "Free Marjan Jamali" e Rete & Febbraio 17 giugno 2024

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FREE MARJAN JAMALI

Oggi 17 giugno, come Comitato "Free Marjan Jamali" insieme alla Rete 26 Febbraio, abbiamo preso parte, presso il Tribunale di Locri, alla prima udienza del processo in cui la giovane iraniana Marjan Jamali, fuggita dal suo paese in cerca di condizioni di vita più umane per lei ed il figlio di 8 anni, è ingiustamente accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. 

scenarieconomici.it   Giuseppina Perlasca 11 giugno 2024

I talebani in dieci giorni iniziano ad avere un flusso finanziario non indifferente derivante dallo sfruttamento del petrolio, condotto congiuntamente con società cinesi

L’Afghanistan ha venduto 150.000 tonnellate (1,1 milioni di barili) di petrolio greggio dal bacino di Amu Darya per oltre 80 milioni di dollari negli ultimi 10 giorni, con l’investimento di Pechino nel Paese che inizia a dare i suoi frutti.

 oil tankers 19 aug 13...

Come in Ucraina e a Gaza, ma il mondo volta la faccia dall’altra parte

Umberto Mazzantini, Uiki Onlus, 28 Maggio 2024 

Lesercito turco bombarda le guerrigliere kurde e5a6dcf8 1

Le guerre in Ucraina e in Palestina sono l’occasione per diversi Paesi per continuare, fuori dall’interesse dell’opinione pubblica, le loro guerre sporche. E la Turchia che fa da mediatrice tra la Russia e l’Ucraina, che denuncia accorata il genocidio israeliano e i bombardamenti illegali nella Striscia di Gaza, la Turchia Paese NATO che chiede che sia rispettato il diritto

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Il governo talebano parteciperà al prossimo round dei colloqui delle Nazioni Unite a Doha, com’era prevedibile dato che sono state accettate tutte le sue condizioni, escludendo completamente le questioni dei diritti delle donne afghane e della loro partecipazione al summit

AFP, BREITBART, 16 giugno 2024

un secretary antonio guterres launched series of un hosted talks afghanistan 2023 afp 640x427

Malalai Joya - Milano, dicembre 2013

Meena Keshwar Kamal

MEENA (1956-1987) è nata a Kabul. Durante il suo periodo scolastico, gli studenti a Kabul e in altre città afghane erano profondamente impegnati in attività sociali e nei crescenti movimenti di massa.
Meena ha lasciato l'università per dedicarsi come attivista sociale ad organizzare le donne ed educarle. Perseguendo la sua causa per ottenere il diritto alla libertà e all'espressione e conducendo attività politiche, Meena ha posto le basi per la fondazione di RAWA nel 1977.
Questa organizzazione intendeva dare voce alle donne dell'Afghanistan private dei loro diritti e costrette al silenzio. Meena iniziò una campagna contro le forze sovietiche e il loro regime fantoccio nel 1979 e organizzò numerose marce e incontri in scuole, college e all'Università di Kabul per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Un altro grande servizio reso da lei alle donne afghane è stato il lancio di una rivista bilingue Payam-e-Zan (Il messaggio delle donne) nel 1981. Per mezzo di questa rivista RAWA ha potuto lanciare con coraggio ed efficacia la causa delle donne afghane. Payam-e-Zan ha costantemente denunciato la natura criminale dei gruppi fondamentalisti.

Meena ha anche organizzato le scuole Watan per i bambini rifugiati, un ospedale e centri di artigianato per donne rifugiate in Pakistan per sostenere finanziariamente le donne afghane.
Alla fine del 1981, su invito del governo francese, Meena ha rappresentato il movimento afghano di resistenza al Congresso del Partito Socialista Francese.
La delegazione sovietica presente al Congresso, guidata da Boris Ponamaryev, ha lasciato la sala con vergogna quando i partecipanti applaudivano e Meena mostrava il segno di vittoria.
Oltre alla Francia Meena ha visitato anche vari altri Paesi europei e incontrato le personalità più importanti.
Il suo lavoro sociale attivo e la sua difesa effettiva contro le posizioni dei fondamentalisti e del regime fantoccio hanno provocato l'ira dei Sovietici e dei fondamentalisti; fu assassinata dagli agenti del KHAD (il braccio aghano del KGB) e dai loro complici a Quetta, in Pakistan, il 4 febbraio 1987.

A cura del

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