Nessuno per ora ha rivendicato l’attacco, ma secondo il governo e la Nato i responsabili sono i talebani che vogliono indebolire la struttura del Paese in vista del loro ritorno al potere

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Giampaolo Cadalanu, la Repubblica, 17 gennaio 2021

Del coraggio delle giornaliste afghane e della loro necessità di operare quasi esclusivamente in clandestinità si è parlato nel recente 5° Forum delle Donne giornaliste mediterranee

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Laura Sestini, ...

Nessuno per ora ha rivendicato l’attacco, ma secondo il governo e la Nato i responsabili sono i talebani che vogliono indebolire la struttura del Paese in vista del loro ritorno al potere

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Giampaolo Cadalanu, la Repubblica, 17 gennaio 2021

Del coraggio delle giornaliste afghane e della loro necessità di operare quasi esclusivamente in clandestinità si è parlato nel recente 5° Forum delle Donne giornaliste mediterranee

Mina Mangal Afghan journalist 1557665267087.jpg.jpg.jpg 38364820 ver1.0 1280 720 800x445 1 e1607012364664

Laura Sestini, ...

Con questa campagna il Movimento delle donne curde in Europa vogliono che il femminicidio sia riconosciuto a livello internazionale come crimine contro l'umanità. Aggiungi la tua firma! Fermiamo il femminicidio!

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Movimento delle donne curde in Europa (TJK-E), Rete Kurdistan, 10 gennaio

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Provare a cambiare la narrazione: questo è l’impegno di Benedetta Argentieri, la regista che nel suo ultimo documentario Blooming in the desert  racconta il ruolo delle donne nella ricostruzione di Raqqa dopo la cacciata dell’Isis nel 2017

Raqqa 1

Gaia Bugamelli, Il Polo

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Continuano le testimonianze che il Cisda trasmette attraverso "Finestre afghane", racconti preziosi delle persone con le quali lavoriamo da vent'anni. In questo articolo, come i talebani "gestiscono" il Covid

talebani covid

Cristiana Cella, Linda Bergamo, CISDA, 4 gennaio 2021

Le vittime dei massacri talebani vogliono avere voce in capitolo nel processo di pace in corso in Afghanistan e pretendono una pace giusta, in cui non sia concessa l’immunità a chi è coinvolto nei crimini

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Khaled Nikzad, Tolo news, 10 gennaio 2021

L’orfanatrofio di Kabul Afceco , che il Cisda sostiene, può costituire una speranza per molti/e ragazzi/e afghani poveri. La storia del nostro giovane compagno Arson, che lotta anche con la musica nel suo Paese, ne è un esempio

Arson foto

 Huong Ly, BBC, 25 dicembre 2020

L'uccisione di lavoratori Hazara in Pakistan mette in luce la difficile situazione della minoranza etnica costretta a lasciare l'Afghanistan per lavoro

Demonstration in Bamyan

Ali M Latifie Fatimah Hossaini, ...

Il 9 gennaio è la ricorrenza dell'assassinio, a Parigi, da parte dei servizi segreti turchi, di Sakine Cansiz, Leyla Saylemez e Fidan Dogan, tre splendide compagne del movimento delle donne kurde. Il Cisda le vuole ricordare con questo articolo di Dilar Dirik, ripreso dal sito di ReteJin e pubblicato su "The Kurdistan Tribune" a pochi giorni dalla loro scomparsa.

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Dilar Dirik, ...

Retekurdistan.it 6 gennaio 2021

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Rozîn Mihemed, del ministero delle donne della regione Eufrate, ha affermato che le donne sono state vendute nei mercati di Afrin, che si trova sotto attacco. “Ad Afrin, le donne sono soggette a violenze quotidiane e lo stato turco e le sue bande cercano di spezzare la volontà del popolo curdo e di

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Sicurezza Internazionale - Maria Grazia Rutigliano  5 gennaio 2021

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L’Iran ha suggerito al governo di Kabul di affidarsi alla Brigata Fatemiyoun, una milizia di profughi afghani creata da Teheran per

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Enrico Campofreda dal suo Blog - 3 gennaio 2021

NDS Forces

Centosessantotto membri delle Forze di sicurezza e centotrentasei civili - quest’ultimi giornalisti, attivisti, magistrati - sono le vittime afghane eccellenti, registrate da statistiche ufficiose nell’anno appena concluso. A esse

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Malalai Joya - Milano, dicembre 2013

Meena Keshwar Kamal

MEENA (1956-1987) è nata a Kabul. Durante il suo periodo scolastico, gli studenti a Kabul e in altre città afghane erano profondamente impegnati in attività sociali e nei crescenti movimenti di massa.
Meena ha lasciato l'università per dedicarsi come attivista sociale ad organizzare le donne ed educarle. Perseguendo la sua causa per ottenere il diritto alla libertà e all'espressione e conducendo attività politiche, Meena ha posto le basi per la fondazione di RAWA nel 1977.
Questa organizzazione intendeva dare voce alle donne dell'Afghanistan private dei loro diritti e costrette al silenzio. Meena iniziò una campagna contro le forze sovietiche e il loro regime fantoccio nel 1979 e organizzò numerose marce e incontri in scuole, college e all'Università di Kabul per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Un altro grande servizio reso da lei alle donne afghane è stato il lancio di una rivista bilingue Payam-e-Zan (Il messaggio delle donne) nel 1981. Per mezzo di questa rivista RAWA ha potuto lanciare con coraggio ed efficacia la causa delle donne afghane. Payam-e-Zan ha costantemente denunciato la natura criminale dei gruppi fondamentalisti.

Meena ha anche organizzato le scuole Watan per i bambini rifugiati, un ospedale e centri di artigianato per donne rifugiate in Pakistan per sostenere finanziariamente le donne afghane.
Alla fine del 1981, su invito del governo francese, Meena ha rappresentato il movimento afghano di resistenza al Congresso del Partito Socialista Francese.
La delegazione sovietica presente al Congresso, guidata da Boris Ponamaryev, ha lasciato la sala con vergogna quando i partecipanti applaudivano e Meena mostrava il segno di vittoria.
Oltre alla Francia Meena ha visitato anche vari altri Paesi europei e incontrato le personalità più importanti.
Il suo lavoro sociale attivo e la sua difesa effettiva contro le posizioni dei fondamentalisti e del regime fantoccio hanno provocato l'ira dei Sovietici e dei fondamentalisti; fu assassinata dagli agenti del KHAD (il braccio aghano del KGB) e dai loro complici a Quetta, in Pakistan, il 4 febbraio 1987.

A cura del

CISDA

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