Era il 2017 e la delegazione Cisda conobbe una donna che girava per Kabul vendendo libri, il suo nome è Del Jan e questo suo girare per la città continua ancora oggi, nonostante i talebani, per diffondere cultura attraverso i libri. Questo è il racconto di quell'incontro che è anche riportato nel libro “...

Il CISDA aderisce 

Uikionlus - 25 gennaio 2022 

appello_APO_copy.jpgDa 23 anni Abdullah Öcalan è stato imprigionato a seguito della cospirazione internazionale del 15 febbraio 1999. Per oltre dieci anni è stato l’unico prigioniero nell’isola fortezza di Imrali. Nonostante le condizioni indescrivibili del suo

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Per informazioni: cisdaonlus@gmail.com - Per i giornalisti: stampa@cisda.it - Per le scuole: scuola@cisda.it

RAWA7 ottobre 2021

Dichiarazione di RAWA sul 20° anniversario dell'occupazione dell'Afghanistan da parte di USA/NATO

rawa logo

Dopo vent'anni di guerra, il massacro di decine e migliaia di innocenti e la consegna dell'Afghanistan ai loro tirapiedi talebani (assicurando loro 85 miliardi di dollari in armi ed equipaggiamento militare), gli Stati Uniti e la

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“Noi alzeremo la nostra voce ancora più forte e continueremo la nostra resistenza e la nostra lotta per la democrazia e i diritti delle donne!”

RAWA

L’invasione dell’Afghanistan da parte degli USA e dei paesi NATO, fatta con il pretesto di sconfiggere il terrorismo e liberare le donne, è stata un gigantesco fallimento.

La guerra ha prodotto 241.000 vittime (...

La lettera aperta che alleghiamo, promossa da numerose associazioni della "Rete In difesa di - Per i diritti umani e chi li difende" (www.indifesadi.org), tra cui AIDOS, AOI, ARCI, ARCS, CGIL, CISDA, CIPSI, COSPE, a cui hanno aderito oltre 40 altre associazioni e comitati, è stata inviata il 23 agosto al Presidente del Consiglio Mario Draghi, ai Ministri degli Esteri e degli Interni, alla Commissione Esteri della Camera e alla Presidente della Commissione per i diritti umani.

Al Rappresentante diplomatico italiano presso le

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Un afgano ha raccontato al Cisda perché non è riuscito a imbarcarsi per l’Europa. Sfiorare la salvezza e non riuscire ad afferrarla. È quanto è capitato, ieri all’aeroporto di Kabul, alla famiglia di Ahmed (nome di fantasia per tutelare l’identità di un nostro conoscente). Nonostante avessero diritto ad accedere a uno dei voli verso un paese europeo, Ahmed, la moglie e i due bambini non ci sono riusciti a causa della calca e delle violenze dei talebani e hanno dovuto rinunciare a partire. Ora temono ritorsioni.
Questo il drammatico messaggio di Ahmed al Cisda (Coordinamento italiano

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COMUNICAZIONE PER CHI VUOLE AIUTARE

Stiamo ricevendo, in questi giorni drammatici per l’Afghanistan, numerose mail e telefonate di persone ed associazioni che esprimono la loro forte indignazione per la condizione di sofferenza in cui il popolo afghano e soprattutto le donne sono costrette.
Il CISDA ringrazia tutte le Associazioni e i singoli che stanno esprimendo la loro solidarietà e si propongono per aiutare e sostenere il popolo afghano. Sui nostri canali social troverete informazioni e notizie che riceviamo direttamente dai nostri contatti nel paese. Attualmente la priorità resta quella di dare voce alle forze democratiche che sosteniamo pienamente.
Ci scusiamo pertanto se non riusciamo a rispondere ad ogni richiesta, ma per ora possiamo solo rinnovare il nostro appello a sostenere la campagna che il CISDA ha avviato per una raccolta fondi a favore delle organizzazioni e dei movimenti con cui collaboriamo da anni.
Per chi si reso disponibile ad accogliere le persone che devono lasciare il Paese, invitiamo ad aspettare le decisioni delle istituzioni nazionali ed internazionali rispetto all’avvio di corridoi umanitari. Qualora avessimo notizia di reti di solidarietà fidate provvederemo a renderle note.

Facebook CISDA

Chi volesse contribuire anche con una piccola cifra può farlo con un bonifico sul conto del CISDA, specificando nell’oggetto “DONAZIONE LIBERALE – EMERGENZA AFGHANISTAN”.

BANCA POPOLARE ETICA agenzia via Scarlatti 31 – Milano
Conto corrente n. 113666 – CIN U – ABI 5018 – CAB 1600
IBAN: IT74Y0501801600000011136660

Era il 2017 e la delegazione Cisda conobbe una donna che girava per Kabul vendendo libri, il suo nome è Del Jan e questo suo girare per la città continua ancora oggi, nonostante i talebani, per diffondere cultura attraverso i libri. Questo è il racconto di quell'incontro che è anche riportato nel libro “Sotto un cielo di stoffa, avvocate a Kabul” di Cristiana Cella che il Cisda vende.

È un tramonto nuvoloso a Kabul, la luce grigia, opaca. Del Jan si prepara.

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Il CISDA aderisce 

Uikionlus - 25 gennaio 2022 

appello_APO_copy.jpgDa 23 anni Abdullah Öcalan è stato imprigionato a seguito della cospirazione internazionale del 15 febbraio 1999. Per oltre dieci anni è stato l’unico prigioniero nell’isola fortezza di Imrali. Nonostante le condizioni indescrivibili del suo isolamento non ha mai smesso di sperare in una soluzione pacifica ai conflitti in Medio Oriente.

Per diversi anni Öcalan è riuscito a negoziare  con il governo turco per raggiungere questo

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Internazionale - 25 gennaio 2022, di Junko Terao  internazionale 25 01 22

In un hotel su una collina appena fuori Oslo da due giorni si discute della crisi umanitaria in Afghanistan, e in generale della situazione nel paese. Seduti al tavolo, una delegazione del governo di Kabul – che nessun paese occidentale ha ancora riconosciuto – e i rappresentanti di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Norvegia e Unione europea.

Intervista a Davide Grasso di  Michele Giorgio del Manifesto 

di Pagine Esteri | 26 Gen 2022

Pagine Esteri, 26 gennaio 2022 – L’assalto alla prigione di Hasakah, operato dall’Isis lo scorso 20 gennaio, è stato improvviso ma pianificato e coordinato: numerosi miliziani hanno occupato molti edifici nel centro abitato e per giorni ci sono stati combattimenti.

Sono intervenute le forze speciali e gli Stati Uniti hanno bombardato la zona. Non ci sono ancora numeri accertati ma ci sono state decine tra morti e i feriti.

{mp3}SuHasakahlma{/mp3}

AgenPress.it, 24 gennaio 2022 protestedonne afgane

AgenPress – Giovedì i talebani hanno fatto irruzione in una residenza a Kabul, sfondando la porta e arrestando una donna attivista per i diritti umani e le sue tre sorelle.

Daniela Musina e Delina Goxho, Sbilanciamoci, 21 gennaio 2022

La ricostruzione dei discorsi, delle strategie, delle azioni militari in Afghanistan, delle alternative pacifiste, della sconfitta occidentale e del ritorno dei Talebani. L’introduzione dell’ebook ‘Afghanistan senza pace, 2001-2021’

afghanistan senza pace

SCARICA L'EBOOK

Vent’anni dopo, è la fine dell’intervento militare occidentale in Afghanistan. Il bilancio è già pesantissimo se ci si limita a

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Delegazione 15 membri per colloqui con diplomatici occidentali

Redazione ANSA, 22 gennaio 2022

Talebani in Norvegia

OSLO, 22 GEN - Una delegazione talebana è arrivata oggi in Norvegia per tre giorni di colloqui con diplomatici occidentali e rappresentanti della società civile afgana nella speranza, ha detto il loro portavoce, di "cambiare l'atmosfera bellica" nel Paese.

Giulio Cavalli, Left, 21 gennaio 2022

Kabul attesa passaporto

Una sentenza del Tribunale di Roma impegna l'Italia a dare protezione umanitaria a due giovani giornalisti afghani, ma la Farnesina oppone un'inaccettabile resistenza. Un caso che rivela l'ipocrisia del governo italiano

Vi ricordate tutte le belle parole sull’Afghanistan quando arrivarono i talebani e quando tutto il mondo si dichiarava pronto ad accogliere le persone in difficoltà, persino i più ostici sovranisti? Per sapere cosa stia facendo l’Italia si può leggere l’ordinanza del Tribunale di Roma che già il 21 dicembre ha sancito il diritto di

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Pietro Del Re - Repubblica.it - 18 gennaio 2022

Dopo cinque mesi al potere, gli studenti coranici continuano a dare la caccia a chiunque abbia collaborato con gli americani e con la precedente amministrazione, pronti a giustiziare ogni oppositore. Le donne non possono più lavorare ne studiare. Il consumo di droga è esploso. E intanto il Paese sprofonda nella crisi economica, che i nuovi padroni di Kabul non sanno come gestire

bambini afghaniKABUL - Si sono accorciati la barba e, dismesso il mantello nero da briganti, molti di loro indossano oggi l'uniforme

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"In tutto il mondo, Guantanamo rimane uno dei simboli più duraturi dell'ingiustizia, dell'abuso e del disprezzo per lo stato di diritto che gli Stati Uniti hanno scatenato in risposta agli attacchi dell'11/9"

Human Rights Watch, 9 gennaio 2022

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Vent'anni dopo l'inizio delle operazioni di detenzione di Guantánamo Bay, l'11 gennaio 2002, un nuovo rapporto valuta gli enormi costi dei trasferimenti illegali degli Stati Uniti, delle detenzioni segrete e della tortura dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001. ...

Campagna Il tempo è arrivato: libertà per Ocalan! Aggiornamento della petizione

Silvana Barbieri, Rosella Simone, Change.org, 15 gennaio 2022

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Il 19 dicembre 2021 è apparso sul Sole24 ore un Appello promosso dalla Campagna Internazionale “Giustizia per i Curdi” firmato da più di mille personalità mondiali. Chiedeva la rimozione del

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Una testimonianza dall’Afghanistan nella Giornata per la difesa dei diritti

Sahar - Futura aps - 14 gennaio 2022

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Intervento di Sahar all’incontro online che l’associazione FUTURA aps di Lavagna ha proposto per sensibilizzare verso la difesa dei diritti e l’implementazione della democrazia, il 14 gennaio 2022

Vi ringrazio molto per questa meravigliosa opportunità di lasciarmi parlare del mio paese, l'Afghanistan. Purtroppo, siamo di nuovo in una situazione molto tragica, il nostro paese stava facendo piccoli passi verso un futuro leggermente migliore, nonostante fosse sotto l'occupazione statunitense e una finta

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Come aiutare il popolo afghano a non sprofondare nell’emergenza umanitaria ma senza che venga riconosciuto il governo talebano? Qui un’opinione di Martin Griffiths, sottosegretario dell’Onu

Martin Griffiths, Gordon Marrone, OCHA, 10 gennaio 2022

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Sia guardando attraverso gli occhi del suo popolo sofferente, sia dal punto di vista dell'interesse personale dei politici occidentali, l'attuale tracrollo in Afghanistan è un incubo. La comunità internazionale deve agire, e ci sono tre cose in particolare che può fare senza premiare i talebani.

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L'Onu ha chiesto ieri la cifra record di cinque miliardi di dollari per cercare di evitare che l'Afghanistan sprofondi in uno dei disastri umanitari più gravi della storia

Umberto De Giovannangeli, Globalist, 12 gennaio 2022

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Cinque miliardi di dollari per scongiurare un’apocalisse umanitaria. Cinque miliardi solo per affrontare l’emergenza. 

L’Onu ha chiesto ieri la cifra record di cinque miliardi di dollari per cercare di evitare che l’Afghanistan sprofondi in uno dei disastri umanitari più gravi della storia.

Questo piano di aiuti umanitari è solo

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La repressione è la principale risorsa del regime di Erdogan: è ora di democratizzare

Fabio Marcelli, Il Fatto Quotidiano, 12 gennaio 2022

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Nei pressi della ridente cittadina di Silivri, a circa 120 chilometri da Istanbul, ferve il lavoro delle scavatrici. È in costante ampliamento il più grande carcere del pianeta, che ospita al momento oltre 25mila detenuti, in gran parte politici. Di fronte al carcere si erge il Tribunale penale dove ho assistito, martedì 4 gennaio, all’ennesima udienza del processo contro Selçuk

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Le donne bruciano i burqa in strada, non fanno parte della nostra identità culturale

Giuliana Sgrena, Agenpress, 11 gennaio 2022

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Un gruppo di donne a Kabul è sceso in piazza, dicendo che stavano protestando contro le nuove restrizioni imposte alle donne dal Ministero della Virtù e del Vizio.

In risposta all’installazione di manifesti da parte del ministero a Kabul, le donne hanno affermato che i burqa non fanno parte dell’identità culturale afgana e

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Malalai Joya - Milano, dicembre 2013

Meena Keshwar Kamal

MEENA (1956-1987) è nata a Kabul. Durante il suo periodo scolastico, gli studenti a Kabul e in altre città afghane erano profondamente impegnati in attività sociali e nei crescenti movimenti di massa.
Meena ha lasciato l'università per dedicarsi come attivista sociale ad organizzare le donne ed educarle. Perseguendo la sua causa per ottenere il diritto alla libertà e all'espressione e conducendo attività politiche, Meena ha posto le basi per la fondazione di RAWA nel 1977.
Questa organizzazione intendeva dare voce alle donne dell'Afghanistan private dei loro diritti e costrette al silenzio. Meena iniziò una campagna contro le forze sovietiche e il loro regime fantoccio nel 1979 e organizzò numerose marce e incontri in scuole, college e all'Università di Kabul per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Un altro grande servizio reso da lei alle donne afghane è stato il lancio di una rivista bilingue Payam-e-Zan (Il messaggio delle donne) nel 1981. Per mezzo di questa rivista RAWA ha potuto lanciare con coraggio ed efficacia la causa delle donne afghane. Payam-e-Zan ha costantemente denunciato la natura criminale dei gruppi fondamentalisti.

Meena ha anche organizzato le scuole Watan per i bambini rifugiati, un ospedale e centri di artigianato per donne rifugiate in Pakistan per sostenere finanziariamente le donne afghane.
Alla fine del 1981, su invito del governo francese, Meena ha rappresentato il movimento afghano di resistenza al Congresso del Partito Socialista Francese.
La delegazione sovietica presente al Congresso, guidata da Boris Ponamaryev, ha lasciato la sala con vergogna quando i partecipanti applaudivano e Meena mostrava il segno di vittoria.
Oltre alla Francia Meena ha visitato anche vari altri Paesi europei e incontrato le personalità più importanti.
Il suo lavoro sociale attivo e la sua difesa effettiva contro le posizioni dei fondamentalisti e del regime fantoccio hanno provocato l'ira dei Sovietici e dei fondamentalisti; fu assassinata dagli agenti del KHAD (il braccio aghano del KGB) e dai loro complici a Quetta, in Pakistan, il 4 febbraio 1987.

A cura del

CISDA

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Via dei Transiti 1 - 20127 Milano
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