Diciotto lunghi anni di conflitto hanno trasformato il Paese in uno dei posti peggiori al mondo dove essere bambini

bambini save the childrenLiberoReporter, 19/2/20

In Afghanistan il numero di bambini che avrà bisogno di assistenza umanitaria nel 2020

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IdlibBlog E. Campofreda, 19/2/20

Erdoğan minaccia un’imminente operazione militare a Idlib, la zona ribelle anti Asad che quest’ultimo vuole sbaragliare per completare la riconquista del nord della Siria. Ovviamente di quel territorio dove il suo esercito - aiutato via terra dai pasdaran iraniani, via aria dall’aviazione russa

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Diciotto lunghi anni di conflitto hanno trasformato il Paese in uno dei posti peggiori al mondo dove essere bambini

bambini save the childrenLiberoReporter, 19/2/20

In Afghanistan il numero di bambini che avrà bisogno di assistenza umanitaria nel 2020 è salito del 40% rispetto allo scorso anno; ciò significa che 1,5 milioni di minori in più avranno bisogno di supporto per sopravvivere. Questa la

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IdlibBlog E. Campofreda, 19/2/20

Erdoğan minaccia un’imminente operazione militare a Idlib, la zona ribelle anti Asad che quest’ultimo vuole sbaragliare per completare la riconquista del nord della Siria. Ovviamente di quel territorio dove il suo esercito - aiutato via terra dai pasdaran iraniani, via aria dall’aviazione russa - ha negli ultimi quattro anni stroncato gli ampi focolai jihadisti. Nella mappa provvisoria d’un Paese frantumato c’è pure l’area di nord-est dove

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GhaniPresidenteAshraf Ghani proclamato vincitore dopo 5 mesi. Su 37 milioni di abitanti, l’hanno votato in 3 milioni. Trump lavora alla pace con i talebani, ma i rischi restano enormi

Corriere della Sera, A. Nicastro 19/2/20 

Sono i numeri a dare la descrizione più vivida del fallimento. Non solo di uno Stato, l’Afghanistan, che avremmo voluto aiutare ad uscire dal medioevo del

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Da dicembre più di 900mila persone hanno lasciato la provincia di Idlib, bombardata da Assad e dai russi, senza avere un altro posto dove andare.

BimboIdlibPost, 19/2/20

In Siria è in corso il più grande esodo dall’inizio della guerra civile, nel 2011. Da dicembre a oggi, quindi in meno di tre mesi, più di 900mila persone sono state costrette a lasciare le loro case nella provincia nordoccidentale di Idlib, l’unica ancora sotto il controllo dei ribelli, a causa dei

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AttacchiSiriaRete Kurdistan Italia, 19/2/20

Gli attacchi turco contro città della Siria del nord sono diventati più violenti. Insediamenti civili in tre province sono stati obiettivo di fuoco di artiglieria.Nelle ore serali ci sono stati attacchi particolarmente intensi delle truppe di invasione turche contro insediamenti civili in Siria del nord e in Rojava. Verso le 23.20 sono stati attaccati il villaggio di Umm al-Keyf presso Til Temir, il villaggio Huriya presso

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GhanyPost, 19/2/20

Dopo cinque mesi di incertezza, il presidente uscente Ashraf Ghani è stato dichiarato vincitore delle elezioni presidenziali in Afghanistan, che si erano tenute nel settembre del 2019. In origine i risultati dovevano essere diffusi il 7 novembre, ma ci è voluto molto più tempo a causa di una serie di ragioni fra cui, secondo il Guardian, «accuse di

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RomaOcalanIl Manifesto, S. Haertter 16/2/20 

Per il popolo curdo. Kurdistan turco e Rojava siriano in guerra, la protesta contro le complicità internazionali con Erdogan. E il 21 marzo prossimo, a Roma, appuntamento per celebrare il Newroz a Ararat

Da Milano, Modena, Torino, Firenze, Grosseto, Campobasso, Napoli, Genova, Pisa, Brindisi, Cosenza, Palermo, Bari, Vasto, con tante realtà del movimento romano, centri sociali, movimenti di lotta per la

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FreePatrickIl CISDA - Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane - ha aderito all’appello lanciato della rete "In difesa di" a sostegno di Patrick Zaky, il giovane studente egiziano dell’Università di Bologna  impegnato nella difesa dei diritti delle minoranze oppresse nel suo Paese e arrestato al Cairo. La lettera è stata inviata al Ministero degli Affari esteri, alla viceministra Marina Sereni, alla Commissione d'inchiesta parlamentare sul caso Regeni e al Comitato parlamentare

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IraqImrevolutionPost Facebook di I’m the Revolution, 14/2/20

Il governo iracheno minaccia di sciogliere il Owfi - L ' Organizzazione per la Libertà delle donne in Iraq. Il motivo? Danno ospitalità a donne "disonorate". Infatti, OWFI ha salvato migliaia di donne che stavano sfuggendo agli omicidi d'onore. Sembra una rappresaglia da quando Yanar Mohammed, il finanziatore e molte delle donne che lavorano a OWFI hanno protestato contro il governo in piazza Tahrir. OWFI ha creato una rete

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Intervista. Alla vigilia del processo in cui rischia 9 anni per «propaganda terroristica», la celebre scrittrice turca Asli Erdogan denuncia: «È la vendetta per aver scritto delle atrocità commesse dall'esercito di Ankara contro i curdi»

Il Manifesto, S. Tarabini 13/2/20

TurchiaAttaccaLetteraturaAsli Erdogan venne arrestata nell’agosto del 2016. La notizia fece scalpore non solo all’interno della Turchia, ed anche grazie a una forte mobilitazione internazionale la

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LocandinaImtherevolutionIl 21 febbraio alle ore 20,45

Proiezione del film di Benedetta Argentieri "I'M THE REVOLUTION"

alla Casa delle Associazioni - Piazza Oldrini 120 Sesto San Giovanni

Il film sarà introdotto dal C.I.S.D.A. - Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane

 

Il film racconta di tre donne, delle loro comunità e del cambiamento che portano nel loro mondo.

In mezzo alla guerra e al fondamentalismo, in Afghanistan, Siria e Iraq, sono cresciute donne leader che comandano eserciti, organizzano la liberazione di altre donne dalla

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Nessuna volontà politica di perseguire persone di spicco

AfghanGirlsHuman Rights Watch, 20/12/20

(New York) - Due recenti casi in Afghanistan evidenziano l'incapacità delle autorità di perseguire violenze sessuali che coinvolgono persone potenti, ha dichiarato Human Rights Watch oggi. Il governo afghano dovrebbe prendere provvedimenti immediati per fornire giustizia, sostenere le vittime e proteggere i testimoni.

Le autorità afghane non sono riuscite ad

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Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus ha attivato una raccolta fondi per sostenere la resistenza curdo-araba

mezzaluna

Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus ha attivato una raccolta fondi per sostenere la resistenza curdo-araba contro l'invasione turca del fascista Erdogan e far fronte all'immediata emergenza umanitaria causata dai bombardamenti indiscriminati sui civili.

Malalai Joya - Milano, dicembre 2013

Meena Keshwar Kamal

MEENA (1956-1987) è nata a Kabul. Durante il suo periodo scolastico, gli studenti a Kabul e in altre città afghane erano profondamente impegnati in attività sociali e nei crescenti movimenti di massa.
Meena ha lasciato l'università per dedicarsi come attivista sociale ad organizzare le donne ed educarle. Perseguendo la sua causa per ottenere il diritto alla libertà e all'espressione e conducendo attività politiche, Meena ha posto le basi per la fondazione di RAWA nel 1977.
Questa organizzazione intendeva dare voce alle donne dell'Afghanistan private dei loro diritti e costrette al silenzio. Meena iniziò una campagna contro le forze sovietiche e il loro regime fantoccio nel 1979 e organizzò numerose marce e incontri in scuole, college e all'Università di Kabul per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Un altro grande servizio reso da lei alle donne afghane è stato il lancio di una rivista bilingue Payam-e-Zan (Il messaggio delle donne) nel 1981. Per mezzo di questa rivista RAWA ha potuto lanciare con coraggio ed efficacia la causa delle donne afghane. Payam-e-Zan ha costantemente denunciato la natura criminale dei gruppi fondamentalisti.

Meena ha anche organizzato le scuole Watan per i bambini rifugiati, un ospedale e centri di artigianato per donne rifugiate in Pakistan per sostenere finanziariamente le donne afghane.
Alla fine del 1981, su invito del governo francese, Meena ha rappresentato il movimento afghano di resistenza al Congresso del Partito Socialista Francese.
La delegazione sovietica presente al Congresso, guidata da Boris Ponamaryev, ha lasciato la sala con vergogna quando i partecipanti applaudivano e Meena mostrava il segno di vittoria.
Oltre alla Francia Meena ha visitato anche vari altri Paesi europei e incontrato le personalità più importanti.
Il suo lavoro sociale attivo e la sua difesa effettiva contro le posizioni dei fondamentalisti e del regime fantoccio hanno provocato l'ira dei Sovietici e dei fondamentalisti; fu assassinata dagli agenti del KHAD (il braccio aghano del KGB) e dai loro complici a Quetta, in Pakistan, il 4 febbraio 1987.

A cura del

CISDA

COORDINAMENTO ITALIANO SOSTEGNO DONNE AFGHANE Onlus
Via dei Transiti 1 - 20127 Milano
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