France24, 16 luglio 2024   

Kaburagazze madrassal (AFP) – In una madrasa della capitale afghana, file di ragazze adolescenti si dondolano avanti e indietro recitando versetti del Corano sotto l’occhio vigile di uno studioso religioso.

Il numero di scuole islamiche è aumentato in tutto l'Afghanistan da quando i talebani sono tornati al potere nell'agosto 2021; le ragazze adolescenti

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Internazionale, 17 luglio 2024  

Almeno 47 persone sono morte e 350 afghanistan_alluvioni_copy.jpgsono rimaste ferite nelle tempeste, accompagnate da piogge torrenziali, che hanno devastato interi quartieri della città di Jalalabad e alcuni villaggi della zona, hanno annunciato il 16 luglio le autorità.

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ARCHIVIO ARTICOLI

France24, 16 luglio 2024   

Kaburagazze madrassal (AFP) – In una madrasa della capitale afghana, file di ragazze adolescenti si dondolano avanti e indietro recitando versetti del Corano sotto l’occhio vigile di uno studioso religioso.

Il numero di scuole islamiche è aumentato in tutto l'Afghanistan da quando i talebani sono tornati al potere nell'agosto 2021; le ragazze adolescenti hanno iniziato a frequentare sempre più lezioni dopo essere state bandite dalle scuole secondarie.

Internazionale, 17 luglio 2024  

Almeno 47 persone sono morte e 350 afghanistan_alluvioni_copy.jpgsono rimaste ferite nelle tempeste, accompagnate da piogge torrenziali, che hanno devastato interi quartieri della città di Jalalabad e alcuni villaggi della zona, hanno annunciato il 16 luglio le autorità.

Contropiano, 17 luglio 2024, di Carla Gagliardini  erdogan e bandiera turca 720x300

Intervista a Murat Cinar. Murat Cinar vive in Italia da oltre vent’anni. E’ un giornalista esperto di Turchia, suo Paese natale, e di Medio Oriente. Collabora con diverse testate giornalistiche, sia in Italia che in Turchia, tra le quali Il Manifesto. Con un occhio fisso sulla politica di Erdoğan, ha tracciato la situazione attuale dei curdi in Turchia e il ruolo che Ankara intende giocare nella regione mediorientale.

Il Manifesto, 16 luglio 2024, di Giuliano Battiston  Kimia Yousofi

AFGHANISTAN. Discriminate le atlete che rappresenteranno il Paese a Parigi. La velocista Yousofi: «Noi private di tutti i diritti tra cui l’istruzione, il più importante»

«Sebbene i donatori debbano continuare a fare pressione sui leader talebani affinché pongano fine alle loro violazioni dei diritti delle donne e delle ragazze, limitare il sostegno all’Afghanistan a livelli sempre più bassi di aiuti umanitari per isolarli non è la risposta». Così scrivono Patricia Gossman, direttore associato della

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Malalai Joya - Milano, dicembre 2013

Meena Keshwar Kamal

MEENA (1956-1987) è nata a Kabul. Durante il suo periodo scolastico, gli studenti a Kabul e in altre città afghane erano profondamente impegnati in attività sociali e nei crescenti movimenti di massa.
Meena ha lasciato l'università per dedicarsi come attivista sociale ad organizzare le donne ed educarle. Perseguendo la sua causa per ottenere il diritto alla libertà e all'espressione e conducendo attività politiche, Meena ha posto le basi per la fondazione di RAWA nel 1977.
Questa organizzazione intendeva dare voce alle donne dell'Afghanistan private dei loro diritti e costrette al silenzio. Meena iniziò una campagna contro le forze sovietiche e il loro regime fantoccio nel 1979 e organizzò numerose marce e incontri in scuole, college e all'Università di Kabul per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Un altro grande servizio reso da lei alle donne afghane è stato il lancio di una rivista bilingue Payam-e-Zan (Il messaggio delle donne) nel 1981. Per mezzo di questa rivista RAWA ha potuto lanciare con coraggio ed efficacia la causa delle donne afghane. Payam-e-Zan ha costantemente denunciato la natura criminale dei gruppi fondamentalisti.

Meena ha anche organizzato le scuole Watan per i bambini rifugiati, un ospedale e centri di artigianato per donne rifugiate in Pakistan per sostenere finanziariamente le donne afghane.
Alla fine del 1981, su invito del governo francese, Meena ha rappresentato il movimento afghano di resistenza al Congresso del Partito Socialista Francese.
La delegazione sovietica presente al Congresso, guidata da Boris Ponamaryev, ha lasciato la sala con vergogna quando i partecipanti applaudivano e Meena mostrava il segno di vittoria.
Oltre alla Francia Meena ha visitato anche vari altri Paesi europei e incontrato le personalità più importanti.
Il suo lavoro sociale attivo e la sua difesa effettiva contro le posizioni dei fondamentalisti e del regime fantoccio hanno provocato l'ira dei Sovietici e dei fondamentalisti; fu assassinata dagli agenti del KHAD (il braccio aghano del KGB) e dai loro complici a Quetta, in Pakistan, il 4 febbraio 1987.

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