Questa è la voce della nuova generazione dell'Afghanistan, consapevole dei propri diritti civili e della propria libertà, fianco a fianco con i coetanei delle altre parti del mondo

Meena Karimi, Facebook, 6 luglio 2021 

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Intervista ad Hambastagi (Solidarity Party of Afghanistan) 22/07/2021

di Linda Bergamo e Laura Quagliuolo, attiviste CISDA

Logo HLa persona con cui parliamo non ha la videocamera accesa. Per partecipare all’intervista, ha avuto accesso alla

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Questa è la voce della nuova generazione dell'Afghanistan, consapevole dei propri diritti civili e della propria libertà, fianco a fianco con i coetanei delle altre parti del mondo

Meena Karimi, Facebook, 6 luglio 2021 

Meena facebook foto copy

Questa è la voce della nuova generazione dell'Afghanistan.

La generazione che è germogliata dal contesto delle scuole e delle università e si è sintonizzata con Internet e la tecnologia, fianco a fianco con i loro coetanei in altre parti del mondo. Una generazione consapevole dei propri diritti civili e della propria libertà.

Siamo intolleranti all'estremismo e

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Intervista ad Hambastagi (Solidarity Party of Afghanistan) 22/07/2021

di Linda Bergamo e Laura Quagliuolo, attiviste CISDA

Logo HLa persona con cui parliamo non ha la videocamera accesa. Per partecipare all’intervista, ha avuto accesso alla connessione a internet in un ufficio di una ONG, dove lavora un conoscente.

Chiedo se il tempo è bello lì: è estate. Mi dice subito che il clima politico invece è molto teso. Anche la popolazione afgana è stata colpita dal corona virus, la seconda grande ondata è in corso in questo momento e sta facendo molti morti, ma la gente ha ben altro di cui preoccuparsi. Il fatto che le forze NATO, e gli Stati Uniti in primis, stiano lasciando il paese, è un evento che solleva molti interrogativi per il

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Per frenare la violenza e limitare i movimenti talebani il ministero degli Interni afghano ha imposto un coprifuoco notturno in 31 delle 34 province del Paese dove le forze governative sono sempre più in difficoltà. Questo articolo racconta l'assedio di una importante città del Nord del Paese.

71ce49b62aa9950b4700cd58299b0833Rolling Stone -25 luglio 2021, di Jason Motlagh

Dopo la ritirata dell'esercito americano, l'Afghanistan sta rapidamente tornando sotto il controllo dei Talebani. Siamo stati a Kunduz, città nel nord del Paese che resiste, appesa a un filo.

Nel

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Rete Kurdistan Italia - 24 luglio 2021, di Gianni Sartori

Turchia curdi violenza 690x325Genocidio strisciante? Pulizia etnica a “macchie di leopardo”? Pogrom diffuso? Forse ancora no, ma comunque in fase propedeutica. Comunque lo si definisca, la sostanza resta la stessa. Un attacco continuo, uno stillicidio di aggressioni, violenze, ferimenti e uccisioni a danno dei curdi. Il tutto sotto lo sguardo benevolo e compiaciuto, diciamo la supervisione, dei governanti turchi. Ormai non si contano più gli episodi in cui famiglie curde subiscono attacchi da parte di razzisti

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Progetto MELTING POT EUROPA - 23 luglio 2021

L'appello di 30 organizzazioni: "Nel paese la loro vita è a rischio"

Traduciamo e pubblichiamo l’appello di 30 Ong all’Unione europea affinché si sospendano immediatamente le deportazioni di persone di nazionalità afghana e sia garantito l’accesso alla protezione. Traduzione a cura di: Linda_Bergamo

Dichiarazione congiunta delle ONG

Noi, come ONG, organizzazioni di rifugiati e membri della diaspora afgana in Europa, siamo profondamente preoccupati per l’aumento del conflitto e della violenza in Afghanistan. A causa del peggioramento della situazione per quanto riguarda la sicurezza,

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La recente storia afghana ripercorsa da un osservatore d’eccezione: Enrico Calamai (Roma, 1945), diplomatico italiano nominato ambasciatore a Kabul nel 1987. Nelle sue riflessioni Calamai non fa sconti a un Occidente che non ha mai smesso di ingerire negli affari afghani, quasi sempre affidandosi ad attori sbagliati e molto pericolosi, soprattutto per la popolazione afghana vittima di oltre quarant’anni di guerre.

Enrico Calamai è noto soprattutto per aver salvato la vita, da vice-console in Argentina negli anni 70, a oltre 300 perseguitati dalla dittatura militare. Da allora è celebre anche come «lo Schindler di Buenos Aires».

italiani via dallafghanistan ap  ...

Intervista esclusiva a un'attivista di Rawa sulla situazione attuale in Afghanistan 

foto rawa

Spazio pubblico n. 4/2021, di Ugo Lucio Borga, [pp. 24-27]

La bandiera ammainata a Herat l'8 giugno scorso, in uno dei momenti più drammatici e incerti della storia afghana, ha messo simbolicamente la parola fine a una delle missioni militari più controverse della storia della Repubblica. Costata oltre un milione di euro al giorno, e durata vent'anni, ha visto l'avvicendamento, sul terreno, di oltre cinquantamila soldati italiani. Cinquantatré di loro hanno perso la vita, perlopiù nel corso di attentati o di

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Alcuni paesi confinanti con l'Afghanistan che fanno parte dello SCO (l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai)  si sono incontrati con Russia e Cina in tre giorni di summit per valutare le conseguenze dell'imminente vittoria - a loro parere - dei talebani.

AFGH 0716Asianews.it - 16 luglio 2021, di Vladimir Rozanskij

La minaccia è al centro del summit Sco di oggi e domani. Profughi afghani si rifugiano in Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan dopo l’inizio

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9 anni fa iniziava la rivoluzione del Rojava. Il nord-est della Siria si trovava in una situazione particolare di vuoto di potere, dove le forze del regime di Assad sono poche e isolate. I movimenti a maggioranza curda, che già da anni agivano in clandestinità, proclamano l'insurrezione e l'autogoverno.  

Rete Kurdistan Italia - 19 luglio 2021

rojava bild1 700x325Il 19 luglio segna il nono anniversario dell’inizio della Rivoluzione del Rojava. In occasione di questo anniversario, il PKK ha rilasciato una dichiarazione incentrata sul significato globale di questa democrazia e della rivoluzione per la liberazione delle

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Negli ultimi tre mesi, oltre alle solite attività giornaliere quali insegnare, studiare il programma scolastico richiesto e fare sport, sono state organizzate anche molte altre attività in cui gli studenti hanno partecipato attivamente.

Il Nowruz, (21 marzo / primo giorno della costellazione dell’Ariete) che è il primo giorno dell’anno secondo il calendario persiano, viene celebrato in tutto il Paese. Naturaålmente, i talebani e i mullah hanno proibito le celebrazioni del Nowruz, ma per la maggior parte della nostra gente che vive di agricoltura e allevamento, il Nowruz è l’inizio della primavera e della stagione del raccolto. È una festività tradizionale e non religiosa. Per questo motivo, l’amministrazione scolastica ha deciso di celebrare questo felice giorno.

Prima del programma, sono iniziate le prove e i necessari lavori di costruzione e decorazione della

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 Rete Kurdistan Italia - 17 luglio 2021

arzu 1Ogni passo che il governo ha fatto era con l’intenzione di fortificare il fascismo. Non solo con le norme di legge. Abbiamo visto ancora una volta con le rivelazioni del fascista Sedat Peker che l’AKP ha armato i suoi sostenitori”, scrive Arzu Demir per Yeni Özgür Politika.

Recep Tayyip Erdogan, nella sua visita a Diyarbakir (Amed) il 9 luglio ha detto: “Siamo, dove dicevamo di essere, nel 2005”. Secondo Vahap Coşkun, che ha parlato con la BBC Turkish, con questa dichiarazione Erdoğan “è rimasto fedele al processo di

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15 Luglio 2021 A cura di Carlo Cefaloni

Fonte: Città Nuova

Gli Usa lasciano l’Afghanistan dopo 20 anni di un costosissimo intervento armato che ha richiesto anche il sacrificio dei militari italiani (54 morti e 723 feriti). La guerra non è finita. Cosa sta accadendo? E a cosa è servita la missione internazionale? Intervista audio all’inviato della Rai, grande conoscitore del Paese dove avanza l’esercito talebano.

Afghanistan Guerini 720x0 c default Afghanistan Guerini

La missione militare italiana in Afghanistan si è conclusa il 30 giugno come ha dichiarato il ministro

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logo2021iWoman Global Awards (iWGA) è un premio internazionale pensato per riconoscere le donne che hanno lasciato un segno nella società e reso il mondo un posto migliore attraverso i loro sforzi e contributi.
Questa quarta edizione del premio è dedicata alla sicurezza delle donne e si chiama "Prendersi cura". L' intenzione del premio è di formare una comunità globale per creare consapevolezza sulla sicurezza delle donne.

Tra i candidati c’è Pashtana Rasool, la “nostra” Pashtana.

Prima di entrare in uno degli orfanotrofi di AFCECO di cui nel 2016 è diventata direttrice esecutiva, era una bambina rifugiata che vagava ogni giorno per le strade polverose e i vicoli sudici della città di Peshawar, vendendo acqua per guadagnare il denaro di cui la sua famiglia in un campo profughi aveva disperatamente bisogno.

Sente che il suo viaggio da bambina di strada a dirigente di una prestigiosa organizzazione è stato incredibile:  ora restituisce alla sua società ciò che le è stato dato nell'orfanotrofio per 13 anni.

L'obiettivo degli orfanotrofi di AFCECO è di fornire ai bambini una casa sicura dove imparano la tolleranza, il rispetto per la diversità, la sensibilità ambientale, il rispetto per i diritti degli altri, e forti valori di integrità, onestà e cura. Il loro obiettivo è quello di far crescere la prossima generazione di cittadini afgani, così duramente colpiti da tre decenni di guerra, e di aiutarli a diventare membri forti, produttivi e riflessivi della società.

Malalai Joya - Milano, dicembre 2013

Meena Keshwar Kamal

MEENA (1956-1987) è nata a Kabul. Durante il suo periodo scolastico, gli studenti a Kabul e in altre città afghane erano profondamente impegnati in attività sociali e nei crescenti movimenti di massa.
Meena ha lasciato l'università per dedicarsi come attivista sociale ad organizzare le donne ed educarle. Perseguendo la sua causa per ottenere il diritto alla libertà e all'espressione e conducendo attività politiche, Meena ha posto le basi per la fondazione di RAWA nel 1977.
Questa organizzazione intendeva dare voce alle donne dell'Afghanistan private dei loro diritti e costrette al silenzio. Meena iniziò una campagna contro le forze sovietiche e il loro regime fantoccio nel 1979 e organizzò numerose marce e incontri in scuole, college e all'Università di Kabul per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Un altro grande servizio reso da lei alle donne afghane è stato il lancio di una rivista bilingue Payam-e-Zan (Il messaggio delle donne) nel 1981. Per mezzo di questa rivista RAWA ha potuto lanciare con coraggio ed efficacia la causa delle donne afghane. Payam-e-Zan ha costantemente denunciato la natura criminale dei gruppi fondamentalisti.

Meena ha anche organizzato le scuole Watan per i bambini rifugiati, un ospedale e centri di artigianato per donne rifugiate in Pakistan per sostenere finanziariamente le donne afghane.
Alla fine del 1981, su invito del governo francese, Meena ha rappresentato il movimento afghano di resistenza al Congresso del Partito Socialista Francese.
La delegazione sovietica presente al Congresso, guidata da Boris Ponamaryev, ha lasciato la sala con vergogna quando i partecipanti applaudivano e Meena mostrava il segno di vittoria.
Oltre alla Francia Meena ha visitato anche vari altri Paesi europei e incontrato le personalità più importanti.
Il suo lavoro sociale attivo e la sua difesa effettiva contro le posizioni dei fondamentalisti e del regime fantoccio hanno provocato l'ira dei Sovietici e dei fondamentalisti; fu assassinata dagli agenti del KHAD (il braccio aghano del KGB) e dai loro complici a Quetta, in Pakistan, il 4 febbraio 1987.

A cura del

CISDA

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