Enrico Campofreda dal suo Blog11 agosto 2022

14mag Taliban 06 jumbo

Sono le donne d’affari, in realtà pochissime, e un tempo le più numerose impiegate nei ministeri, ambasciate, Ong locali e straniere, ad aver subìto l’ostracismo lavorativo del primo anno del secondo Emirato afghano. Che era partito con buone intenzioni e tante promesse proprio nei confronti delle donne, quelle autodeterminate economicamente con

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POLIZIA E DEMOCRAZIA • n. 215 • Maggio - Giugno 2022  Gianni Verdoliva 18 agosto 2022

donneediritti

“Grazie, sono contenta di avere l’opportunità di raccontare laemia esperienza». Con un dolce sorriso che arriva in tutta la sua autenticità Sahar comincia l’intervista per Polizia e Democrazia. Collegata via Skype da una città del centro Italia, in cui studia, Sahar alterna l’italiano (che pure parla e comprende bene) con u

Per informazioni: cisdaonlus@gmail.com - Per i giornalisti: stampa@cisda.it - Per le scuole: scuola@cisda.it

COMUNICAZIONE PER CHI VUOLE AIUTARE

Stiamo ricevendo, in questi giorni drammatici per l’Afghanistan, numerose mail e telefonate di persone ed associazioni che esprimono la loro forte indignazione per la condizione di sofferenza in cui il popolo afghano e soprattutto le donne sono costrette.
Il CISDA ringrazia tutte le Associazioni e i singoli che stanno esprimendo la loro solidarietà e si propongono per aiutare e sostenere il popolo afghano. Sui nostri canali social troverete informazioni e notizie che riceviamo direttamente dai nostri contatti nel paese. Attualmente la priorità resta quella di dare voce alle forze democratiche che sosteniamo pienamente.
Ci scusiamo pertanto se non riusciamo a rispondere ad ogni richiesta, ma per ora possiamo solo rinnovare il nostro appello a sostenere la campagna che il CISDA ha avviato per una raccolta fondi a favore delle organizzazioni e dei movimenti con cui collaboriamo da anni.
Per chi si reso disponibile ad accogliere le persone che devono lasciare il Paese, invitiamo ad aspettare le decisioni delle istituzioni nazionali ed internazionali rispetto all’avvio di corridoi umanitari. Qualora avessimo notizia di reti di solidarietà fidate provvederemo a renderle note.

Facebook CISDA

Chi volesse contribuire anche con una piccola cifra può farlo con un bonifico sul conto del CISDA, specificando nell’oggetto “DONAZIONE LIBERALE – EMERGENZA AFGHANISTAN”.

BANCA POPOLARE ETICA agenzia via Scarlatti 31 – Milano
Conto corrente n. 113666 – CIN U – ABI 5018 – CAB 1600
IBAN: IT74Y0501801600000011136660

RAWA7 ottobre 2021

Dichiarazione di RAWA sul 20° anniversario dell'occupazione dell'Afghanistan da parte di USA/NATO

rawa logo

Dopo vent'anni di guerra, il massacro di decine e migliaia di innocenti e la consegna dell'Afghanistan ai loro tirapiedi talebani (assicurando loro 85 miliardi di dollari in armi ed equipaggiamento militare), gli Stati Uniti e la

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“Noi alzeremo la nostra voce ancora più forte e continueremo la nostra resistenza e la nostra lotta per la democrazia e i diritti delle donne!”

RAWA

L’invasione dell’Afghanistan da parte degli USA e dei paesi NATO, fatta con il pretesto di sconfiggere il terrorismo e liberare le donne, è stata un gigantesco fallimento.

La guerra ha prodotto 241.000 vittime (...

La lettera aperta che alleghiamo, promossa da numerose associazioni della "Rete In difesa di - Per i diritti umani e chi li difende" (www.indifesadi.org), tra cui AIDOS, AOI, ARCI, ARCS, CGIL, CISDA, CIPSI, COSPE, a cui hanno aderito oltre 40 altre associazioni e comitati, è stata inviata il 23 agosto al Presidente del Consiglio Mario Draghi, ai Ministri degli Esteri e degli Interni, alla Commissione Esteri della Camera e alla Presidente della Commissione per i diritti umani.

Al Rappresentante diplomatico italiano presso le

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Un afgano ha raccontato al Cisda perché non è riuscito a imbarcarsi per l’Europa. Sfiorare la salvezza e non riuscire ad afferrarla. È quanto è capitato, ieri all’aeroporto di Kabul, alla famiglia di Ahmed (nome di fantasia per tutelare l’identità di un nostro conoscente). Nonostante avessero diritto ad accedere a uno dei voli verso un paese europeo, Ahmed, la moglie e i due bambini non ci sono riusciti a causa della calca e delle violenze dei talebani e hanno dovuto rinunciare a partire. Ora temono ritorsioni.
Questo il drammatico messaggio di Ahmed al Cisda (Coordinamento italiano

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Enrico Campofreda dal suo Blog11 agosto 2022

14mag Taliban 06 jumbo

Sono le donne d’affari, in realtà pochissime, e un tempo le più numerose impiegate nei ministeri, ambasciate, Ong locali e straniere, ad aver subìto l’ostracismo lavorativo del primo anno del secondo Emirato afghano. Che era partito con buone intenzioni e tante promesse proprio nei confronti delle donne, quelle autodeterminate economicamente con un lavoro di concetto, o professionale come le insegnanti dei vari livelli d’istruzione, dottoresse e infermiere finanche giornaliste. Invece gli annunci del portavoce Zabihullah Mujahid, famoso il

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POLIZIA E DEMOCRAZIA • n. 215 • Maggio - Giugno 2022  Gianni Verdoliva 18 agosto 2022

donneediritti

“Grazie, sono contenta di avere l’opportunità di raccontare laemia esperienza». Con un dolce sorriso che arriva in tutta la sua autenticità Sahar comincia l’intervista per Polizia e Democrazia. Collegata via Skype da una città del centro Italia, in cui studia, Sahar alterna l’italiano (che pure parla e comprende bene) con u

Milano Repubblica.it Lucia Landoni 15 agosto 2022

CISDALogo

Il Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane è presieduto da Gabriella Gagliardo.Rivolta una petizione su Change.org ai vertici della Commissione Europea, delle Nazioni Unite e ai governi europei, a partire da quello italiano

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In piedi al fianco delle donne afghane, per mantenere accesi

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Pressenza.com  Interris - Redazione Italia  Giacomo Galeazzi16 agosto 2022

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A un anno dal ritorno al potere dei talebani in Afghanistan le attiviste italiane unite in battaglia per i diritti.

E’ trascorso un anno dal ritorno al potere dei talebani in Afghanistan. Dodici mesi di terrore e atrocità. Le attiviste italiane si uniscono

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Left.it  Arianna Egle Ventre15 Agosto 2022

Le ragazze costrette ad interrompere gli studi. Le donne relegate alla vita domestica. La crisi economica e l’insicurezza alimentare che dilagano. Ma anche le speranze delle nuove generazioni e le forme di resistenza di chi non si arrende all’oscurantismo dei talebani al potere. Ad un anno dalla presa di Kabul, abbiamo raccolto le testimonianze di chi non ha lasciato il Paese

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«Come possiamo non amare l’Afghanistan?» È già

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Agi.it  Veronique Viriglio 14 agosto 2022

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AGI - “Per noi donne e ragazze dell’Afghanistan, quel 15/16 agosto 2021 rappresenta il giorno della nostra morte collettiva. In una sola notte sono stati cancellati 20 anni delle nostre battaglie per la libertà, per il diritto allo studio, al lavoro, per il diritto alla vita. Tutte le nostre speranze per il futuro sono svanite in un istante”.

È con queste parole che Batool Haidari -

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Rifondazione.it Stefano Galieni 15 agosto 2022

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…E capita di innamorarti di un popolo intero, della sua capacità a resistere, da solo, contro tutto e tutti, la cui sorte è e deve restare ignorata, dimenticata, ridotta agli stereotipi di un oscurantismo di marca coloniale. Non si consideri quanto segue un’analisi politica ma un semplice atto d’amore. L’Afghanistan è in guerra da troppi anni. Come ebbe a dire una sua valorosa esponente, Malalai Joya, “i sovietici ci hanno insegnato a non credere al socialismo, voi e gli americani (rivolgendosi agli europei) a non

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Rawa 15 agosto 2022

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Che la bandiera della lotta delle donne afgane si innalzi ancora più in alto!

È passato un anno da quando i talebani hanno ripreso il potere. Era facilmente immaginabile che le donne e le ragazze sarebbero state le prime vittime di questo regime barbaro, e infatti oggi si trovano ad affrontare una repressione devastante e disumana. Tuttavia, le donne del nostro paese hanno dimostrato che nessuna forza può imporre loro le sue ideologie reazionarie o tenerle prigioniere nelle loro case. Le donne afghane fanno la storia innalzando la bandiera della lotta contro i talebani e per la libertà e la giustizia.

Comunicato del Solidarity Party of Afghanistan (Hambastagi), 15 agosto 2022

hambastagi.org, 13 agosto 2022 *

15_aug_2022_statement_eng_copy.jpgÈ passato un anno dall’inizio del dominio degli oppressori talebani; nel vergognoso accordo di Doha, i loro padroni americani, pakistani e quatarioti gli hanno consegnato il paese in nome della pace e della fine della guerra. Il declino del governo degli Stati Uniti è percepibile da lontano. La catastrofe del COVID-19 e la mostruosità dell’era Trump hanno rivelato il profondo decadimento interno degli USA e la loro incapacità

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Tra due giorni l'anniversario della presa del potere

RaiNews, 13 agosto 2022  

Secondo France Presse si tratta di una quarantina di persone che stava sfilando davanti al ministero dell'Educazione. Lunedì sarà un annoprotesta donne agosto 22 dalla caduta di Kabul

Combattenti Talebani hanno sparato in aria oggi a Kabul per disperdere una protesta organizzata da donne: si tratta di una quarantina di persone che stava sfilando verso il ministero

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Le scuole segrete organizzate da RAWA Associazione Rivoluzionaria delle Donne Afghane

Yahoo! News, 13 agosto 2022, di Jay Deshmukh, Emma Clark e Aysha Safi * scuole R

Nafeesa ha scoperto un luogo ideale per nascondere i libri scolastici dagli occhi indiscreti del fratello talebano che la disapprova: la cucina, dove gli uomini afghani raramente si avventurano.

Centinaia di migliaia di ragazze e giovani donne come Nafeesa sono state private della possibilità di studiare da quando i Talebani sono tornati al potere un anno fa, ma la loro sete di apprendimento non è

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Altreconomia, 12 agosto 2022, di Cristiana Cella* Altreconomia 12 agosto 22 

Alle limitazioni dei diritti fondamentali imposte dai Talebani in Afghanistan durante il primo anno di ritorno al potere -dall’istruzione alla salute- si sommano la crescente povertà e insicurezza alimentare. Ecco le testimonianze custodite e rilanciate dalle attiviste del Coordinamento italiano a sostegno delle donne afghane.

eastwest - 11 luglio 2022 - di Pietro Malesani 

Da quando sono tornati al potere, i Talebaafghanistan-oppio-1068x732_copy_copy_copy.jpgni hanno reintrodotto il divieto di coltivare i papaveri da cui si ricava la sostanza stupefacente, sperando così che l'Occidente possa chiudere un occhio sulla mancanza dei diritti per le donne.

È passato ormai un anno da quando, il 15 agosto 2021, i Talebani sono tornati al potere in Afghanistan. La rapida avanzata nel Paese, seguita al ritiro americano, si era conclusa con la riconquista di Kabul e il reinsediamento nella capitale,

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Volerelaluna - 10 luglio 2022, di Laura Schrader

La guerra russo-ucraina mette in piena luce una contraddizione del mondo occidentale: la difesa, portata avanti con tutti i mezzi possibili, di uno Stato sovrano aggredito nel caso dell’Ucraina e la complicità nell’aggressione di due Stati sovrani, Irak e Siria da parte di un importante membro della Nato, la Turchia.

Da anni infatti Ankara aggredisce, invade e occupa militarmente il Nord dell’Irak e il Nord Ovest della Siria nell’ambito della sua politica di genocidio nei confronti del popolo del Kurdistan, residente nelle aree tra i confini di Turchia, Irak e Siria e Iran in cui da millenni convivono con la maggioranza kurda minoranze etniche e religiose: cattolici siriaci, cattolici

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Internazionale, 9 luglio 2022, di Michael Kugelman, Al Jazeera, Qatar 173623 md

 

L’attacco con i droni che il 2 agosto ha ucciso il leader di Al Qaeda Ayman al Zawahiri ha fatto precipitare i taliban in una crisi interna. Il gruppo è stato umiliato dall’azione militare unilaterale degli Stati Uniti e, dopo che aveva tenacemente sostenuto di non concedere asilo ai “terroristi”, le sue affermazioni si sono rivelate delle menzogne.

Avvenire, 9 luglio 2022, di Luca Liverani  

Aavvenire 9 luglio 22 un anno dal ritorno dei fondamentalisti, Save the Children denuncia: «Crisi umanitaria e catastrofe dei diritti dei bambini». Tra lavoro, matrimoni precoci, violazioni «una generazione è a rischio»

Malalai Joya - Milano, dicembre 2013

Meena Keshwar Kamal

MEENA (1956-1987) è nata a Kabul. Durante il suo periodo scolastico, gli studenti a Kabul e in altre città afghane erano profondamente impegnati in attività sociali e nei crescenti movimenti di massa.
Meena ha lasciato l'università per dedicarsi come attivista sociale ad organizzare le donne ed educarle. Perseguendo la sua causa per ottenere il diritto alla libertà e all'espressione e conducendo attività politiche, Meena ha posto le basi per la fondazione di RAWA nel 1977.
Questa organizzazione intendeva dare voce alle donne dell'Afghanistan private dei loro diritti e costrette al silenzio. Meena iniziò una campagna contro le forze sovietiche e il loro regime fantoccio nel 1979 e organizzò numerose marce e incontri in scuole, college e all'Università di Kabul per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Un altro grande servizio reso da lei alle donne afghane è stato il lancio di una rivista bilingue Payam-e-Zan (Il messaggio delle donne) nel 1981. Per mezzo di questa rivista RAWA ha potuto lanciare con coraggio ed efficacia la causa delle donne afghane. Payam-e-Zan ha costantemente denunciato la natura criminale dei gruppi fondamentalisti.

Meena ha anche organizzato le scuole Watan per i bambini rifugiati, un ospedale e centri di artigianato per donne rifugiate in Pakistan per sostenere finanziariamente le donne afghane.
Alla fine del 1981, su invito del governo francese, Meena ha rappresentato il movimento afghano di resistenza al Congresso del Partito Socialista Francese.
La delegazione sovietica presente al Congresso, guidata da Boris Ponamaryev, ha lasciato la sala con vergogna quando i partecipanti applaudivano e Meena mostrava il segno di vittoria.
Oltre alla Francia Meena ha visitato anche vari altri Paesi europei e incontrato le personalità più importanti.
Il suo lavoro sociale attivo e la sua difesa effettiva contro le posizioni dei fondamentalisti e del regime fantoccio hanno provocato l'ira dei Sovietici e dei fondamentalisti; fu assassinata dagli agenti del KHAD (il braccio aghano del KGB) e dai loro complici a Quetta, in Pakistan, il 4 febbraio 1987.

A cura del

CISDA

COORDINAMENTO ITALIANO SOSTEGNO DONNE AFGHANE Onlus
Via dei Transiti 1 - 20127 Milano
Codice Fiscale 97381410154

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