Il Manifesto, 15/3/19 di G. BattistonI

talebani est2Ai colloqui di Doha i barbuti devono dissociarsi da al-Qaeda ma non dal jihad nazionale, mentre Washington non può cedere troppo. Kabul sempre meno credibile: ieri scontro a fuoco tra forze di sicurezza afghane.

Afghanistan. Ai colloqui di Doha i barbuti devono dissociarsi da al-Qaeda ma non dal jihad nazionale, mentre Washington non può

...

Analisi e Difesa - 5/2/2019 di P. Orizio

ContractorsIl ritiro dei soldati americani – 2.000 dalla Siria e 7.000 dall’Afghanistan – annunciato da Trump a metà dicembre e le conseguenti ...

Il Manifesto, 15/3/19 di G. BattistonI

talebani est2Ai colloqui di Doha i barbuti devono dissociarsi da al-Qaeda ma non dal jihad nazionale, mentre Washington non può cedere troppo. Kabul sempre meno credibile: ieri scontro a fuoco tra forze di sicurezza afghane.

Afghanistan. Ai colloqui di Doha i barbuti devono dissociarsi da al-Qaeda ma non dal jihad nazionale, mentre Washington non può cedere troppo. Kabul sempre meno credibile: ieri scontro a fuoco tra forze di sicurezza

...

Analisi e Difesa - 5/2/2019 di P. Orizio

ContractorsIl ritiro dei soldati americani – 2.000 dalla Siria e 7.000 dall’Afghanistan – annunciato da Trump a metà dicembre e le conseguenti dimissioni del Segretario alla Difesa hanno creato i

...

Mirca Garuti, da Uiki - 9 marzo 2019

mexmur 599x275Storicamente la donna ha sempre dovuto subire differenze sostanziali nei rapporti sociali in tutto il mondo: Europa, Asia, Americhe, Africa e Medio Oriente. Una discriminazione senza confini. A parte alcuni esempi di società matriarcali, molto lontane nel tempo, il mondo si è sempre retto sul patriarcato.

La forma di violenza più usata era quella del “delitto d’onore”. Il delitto d’onore è un tipo di reato caratterizzato dalla motivazione soggettiva di chi lo commette per

...

Il Sole24ore - Riccardo Barlaam - 10 marzo 2019

America lascia lAfghanistan La Cina è già pronta a sostituirlaKabul nella nuova via della seta

NEW YORK – L’invasione economica della Cina in Afghanistan è già in corso. A Doha, la capitale del Qatar, nell’indifferenza generale dei media occidentali, continuano i negoziati di pace

...

di Ceren Karlıdağ - da Ahval - 9 marzo 2019

pazartesi dergisi okurlari ve yazarlari 8 martta 2000lerin basi

Mentre i media turchi soffrono le conseguenze dei limiti posti alla libertà di espressione, le femministe turche sfruttano nel modo più efficace le opportunità offerte dalle piattaforme online per dare voce alle storie di donne.

Dopo il vuoto lasciato dalla chiusura dell'iconica rivista femminista “Pazartesi” [“Lunedì”] nel 2007, le donne hanno trovato

...

Alfred McCoy - The Guardian - 9 gennaio 2018 - Trad. di Ester Peruzzi, Lucia Olimpia, Elena Boraschi, Claudia Pisello, Giulia Rodari e Cristina Cangemi.

163025578 2c753048 b4ef 42ac 8135 2fe068b1faaeDopo sedici anni e un trilione di dollari spesi, il conflitto sembra non avere fine, ma gli interventi dell’Occidente hanno reso l’Afghanistan il primo vero narco-Stato al mondo.

Dopo aver

...

Il Fatto Quotidiano - di Sara Tirrito | 10 Marzo 2019

Il docufilm è diretto da Benedetta Argentieri, giornalista indipendente e reporter di guerra: "Quando mi chiedono com’è essere una donna al fronte non riesco a capire perché ci sia sempre una disparità nella narrazione tra una donna e un uomo che sceglie, consapevolmente, di andare in una zona di guerra, come purtroppo dimostrata il dibattito italiano su Silvia Romano, a cui dedico un pensiero"

“Ci sono dei segnali che noti in una giovane donna quando passa da vittima a difensore: la sua voce diventa più forte, il pianto comincia a

...

Selay Ghaffar, intervista di Enrico Campofreda, 7 marzo 2019

scuola femminile copy copyGhaffar come valuta Hambastagi il possibile accordo di pace fra statunitensi e talebani?

Lo consideriamo il solito gioco americano: pace senza giustizia… La verità è che Stati Uniti e Nato non vogliono pacificare il nostro Paese, puntano a cronicizzare la destabilizzazione per farne un terreno di scontro coi giganti russo e cinese.

www.vanityfair.it di Simona Sirianni - 8 marzo 2019

Yanar MohammedYanar Mohammed

Tre Paesi diversi, tre storie diverse, tre modi di lottare diversi, ma con un punto in comune: sono donne forti e coraggiose che non accettano di vivere in una società ingiusta.

Pubblicato da Enrico Campofreda - 8 marzo 2019

vlcA Dasht-e Barchi, area ovest di Kabul stamane sopraggiungeva un bel manipolo di uomini che contano, in gran parte signori della guerra (Mohaqiq, Salahuddin Rabbani), l’ex presidente Karzai, i vicepresidenti Abdullah e Qanooni, i candidati alle presidenziali Atmar e Pedram.

Avrebbero preso parte alla commemorazione di Ali Mazari, leader dell’Hezb-e Wahdat

...

Per la festa della donna #8marzo condividiamo il messaggio che ha mandato per tutte le donne di Insieme si può una donna straordinaria: Selay Ghaffar.

Attivista afghana che lotta per i diritti umani, in particolare delle donne. Oggi è la portavoce del Solidarity Party afghano, unica espressione realmente democratica nel panorama politico afghano.

Ha collaborato con Insieme si può in diversi progetti in Afghanistan per la tutela, protezione e alfabetizzazione delle donne.

Afceco - Facebook

giornatadelladonnaafceco

Alla vigilia della Giornata Internazionale delle Donne, le nostre ragazze a Kabul stanno aspettando con impazienza l'arrivo di 32 nuove bambine che si uniranno all'orfanotrofio Mehan la settimana prossima.

Tutte le ragazze e le vedove dell'orfanotrofio Mehan ti augurano il meglio e una vita di successo in questo giorno davvero speciale... Felice giornata delle donne!

Non tutti sanno che Afceco lavora anche per le vedove. Le nostre donne, rimaste vedove, sono forti, amorevoli e profondamente impegnate per i bambini

...

Rojava 16marzo2019

Nel Nord della Siria il popolo curdo sta realizzando una forma di democrazia di grande significato:

  • Partecipazione di tutti fin dal livello del piccolo villaggio (“La Comune”)
  • Amministrazioni democratiche ricche e articolate a ogni livello (“confederalismo democratico”)
  • Centralità della liberazione delle donne (principio della doppia carica: un uomo e una donna in qualunque organismo)
  • Principio di pluralità e rispetto della diversità (di genere, etnica, religiosa)
  • Politiche ecologiche di salvaguardia dell’ambiente, e sobrietà degli stili di
...

Ispionline.it - Claudio Bertolotti - 4 marzo 2019

Truppe

A un mese dal primo incontro preliminare con l’inviato statunitense per il processo di pace Zalmay Khalilzad, dal 25 al 27 febbraio e poi ancora sabato 2 marzo 2019 i talebani hanno riaperto le porte del loro ufficio politico di Doha, la capitale del Qatar. Il quinto dell’ultima serie di incontri avviati dagli Stati

...

Repubblica.it - ALESSANDRA ZINITI - 1 marzo 2019

173021548 4ab9ea09 303f 4467 aa8e 7ef4c5886272Gli "special rapporteurs" delle Nazioni unite esprimono preoccupazione per i ripetuti episodi di xenofobia e per gli attacchi del governo alle Ong e ai difensori dei diritti degli immigrati.

"Riconosciamo il ruolo importante ed esemplare che l'Italia ha giocato salvando i migranti in mare negli ultimi anni e riconosciamo le

...

IlFattoQuotidiano.it / BLOG di Roberto Colella - 3 marzo 2019

Afghanistan 675x275A dimostrazione che trattare con i Talebani non è semplice ci sono i recenti attacchi compiuti soprattutto alla base militare di Shorab, nella provincia di Helmand. Gli Usa cercano una benedetta via di uscita, ritirando le truppe e affidando la gestione a privati.

I Talebani hanno accettato di impegnarsi a non rendere più

...

Malalai Joya - Milano, dicembre 2013

Meena Keshwar Kamal

MEENA (1956-1987) è nata a Kabul. Durante il suo periodo scolastico, gli studenti a Kabul e in altre città afghane erano profondamente impegnati in attività sociali e nei crescenti movimenti di massa.
Meena ha lasciato l'università per dedicarsi come attivista sociale ad organizzare le donne ed educarle. Perseguendo la sua causa per ottenere il diritto alla libertà e all'espressione e conducendo attività politiche, Meena ha posto le basi per la fondazione di RAWA nel 1977.
Questa organizzazione intendeva dare voce alle donne dell'Afghanistan private dei loro diritti e costrette al silenzio. Meena iniziò una campagna contro le forze sovietiche e il loro regime fantoccio nel 1979 e organizzò numerose marce e incontri in scuole, college e all'Università di Kabul per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Un altro grande servizio reso da lei alle donne afghane è stato il lancio di una rivista bilingue Payam-e-Zan (Il messaggio delle donne) nel 1981. Per mezzo di questa rivista RAWA ha potuto lanciare con coraggio ed efficacia la causa delle donne afghane. Payam-e-Zan ha costantemente denunciato la natura criminale dei gruppi fondamentalisti.

Meena ha anche organizzato le scuole Watan per i bambini rifugiati, un ospedale e centri di artigianato per donne rifugiate in Pakistan per sostenere finanziariamente le donne afghane.
Alla fine del 1981, su invito del governo francese, Meena ha rappresentato il movimento afghano di resistenza al Congresso del Partito Socialista Francese.
La delegazione sovietica presente al Congresso, guidata da Boris Ponamaryev, ha lasciato la sala con vergogna quando i partecipanti applaudivano e Meena mostrava il segno di vittoria.
Oltre alla Francia Meena ha visitato anche vari altri Paesi europei e incontrato le personalità più importanti.
Il suo lavoro sociale attivo e la sua difesa effettiva contro le posizioni dei fondamentalisti e del regime fantoccio hanno provocato l'ira dei Sovietici e dei fondamentalisti; fu assassinata dagli agenti del KHAD (il braccio aghano del KGB) e dai loro complici a Quetta, in Pakistan, il 4 febbraio 1987.

A cura del

CISDA

COORDINAMENTO ITALIANO SOSTEGNO DONNE AFGHANE Onlus
Via dei Transiti 1 - 20127 Milano
Codice Fiscale 97381410154

Copyright © Osservatorio Afghanistan 2019
facebook_page_plugin