Retejin.org - 21 giugno 2021

L'internazionalista italiana Jessica Todaro ha descritto il supporto dato dal governo del Kurdistan meridionale alle politiche della Turchia come "pericoloso" e ha detto che la divisione tra i curdi aiuterà soltanto i nemici della pace.

jessica

da Sulaymaniyah/Silêmanî (Kurdistan iracheno), 21 giugno 2021

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DONA IL 5X1000 al CISDA
C.F. 97381410154

Retejin.org - 21 giugno 2021

L'internazionalista italiana Jessica Todaro ha descritto il supporto dato dal governo del Kurdistan meridionale alle politiche della Turchia come "pericoloso" e ha detto che la divisione tra i curdi aiuterà soltanto i nemici della pace.

jessica

da Sulaymaniyah/Silêmanî (Kurdistan iracheno), 21 giugno 2021

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iWGA - 23 giugno 2021

logo2021

iWoman Global Awards (iWGA) è un premio internazionale pensato per riconoscere le donne che hanno lasciato un segno nella società e reso il mondo un posto migliore attraverso i loro sforzi e contributi.
Questa quarta edizione del premio è dedicata alla sicurezza delle donne e si chiama

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 Traduzione intervento Malalai Joya

Cari amici, l'Afghanistan è in un momento molto critico. Da un lato, la pandemia di Covid_19 sta duramente influenzando la vita del nostro popolo, ma dall'altro, dopo due decenni di guerra, distruzione e massacro di centinaia di migliaia di

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ilmanifesto.it Giuliano Battiston - 20 giugno 2021

L'articolo presenta il punto di vista del Ministro afghano per i Rifugiati e Rimpatriati che afferma di essere dispiaciuto e che fanno del loro meglio. Sarebbe stato più interessante sapere cosa hanno fatto in questi anni per i rifugiati e come sono stati spesi gli aiuti ricevuti.

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Enrico Campofreda dal suo Blog - 17 giugno 20121

hazara

Che gli hazara afghani siano l’etnìa più colpita dal fondamentalismo islamico è da anni sotto gli occhi di chiunque segua e voglia capire dove sta andando il Paese del ‘Grande Gioco’ imperialista e dei mille e uno Signori della Guerra. A tal punto che negli ultimi tempi un buon numero di questi rifugiati in diversi angoli

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Un'articolata analisi di questi vent'anni di occupazione dell'Afghanistan con il pretesto delle liberazione delle donne e che si è rivelata una ventennale catastrofe. Anche la risoluzione proposta al Parlamento europeo dai Popolari sebbene fosse ammantata da afflati umanitari era di fatto un testo che accettava le posizioni della Nato per questo il gruppo The Left ha votato contro la risoluzione proposta.

transform! Italia, 16 giugno 2021, di

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Radio Onda d'Urto - 14 giugno 2021

hotel erbil delegazione fermataIntervento repressivo dell’asse Turchia – Regione autonoma del Kurdistan iracheno – Germania contro una delegazione internazionale europea nel Kurdistan

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I soldati italiani dopo quasi vent'anni lasciano l'Afghanistan. Pochi giorni fa alla presenza del ministro Guerini c'è stata la cerimonia dell'ammaina bandiera nella base militare italiana di Herat. La ritirata da Kabul è passata quasi sotto silenzio nessuno sembra farsi le domande che tanti si pongono come è stato possibile questo disastro ? Quali errori di valutazione politica, strategica, militare sono stati fatti? E da chi? E perché?

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Rete Kurdistan Italia, 14 giugno 2021 

Noidonnekurde – circa 150 politici, difensori dei diritti umani, giornalisti, accademici, sindacalisti, parlamentari, attivisti politici, ecologisti e femministe di tutta Europa – abbiamo seguito da vicino i pericolosi sviluppi derivanti dagli attacchi della Turchia al

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Enrico Campofreda, 8 giugno 2021

soldatiL’ammainabandiera dell’occupazione si svolge a Camp Arena, la base Nato di Herat, casa dei militari italiani, e per vent’anni di diversi giornalisti nostrani ‘incorporati’. Il parà che oggi saluta la mesta discesa degli stendardi (tricolore, stelle e

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Afghanistan. Nel quartiere hazara di Kabul, reportage dalla scuola in cui un mese fa hanno trovato la morte 72 studentesse

Kabul quartiere Dasth Barchi

Giuliano Battiston, Il Manifesto - 9 giugno 2021

Nella base militare di Herat, Lorenzo Guerini

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Malalai Joya - Milano, dicembre 2013

Meena Keshwar Kamal

MEENA (1956-1987) è nata a Kabul. Durante il suo periodo scolastico, gli studenti a Kabul e in altre città afghane erano profondamente impegnati in attività sociali e nei crescenti movimenti di massa.
Meena ha lasciato l'università per dedicarsi come attivista sociale ad organizzare le donne ed educarle. Perseguendo la sua causa per ottenere il diritto alla libertà e all'espressione e conducendo attività politiche, Meena ha posto le basi per la fondazione di RAWA nel 1977.
Questa organizzazione intendeva dare voce alle donne dell'Afghanistan private dei loro diritti e costrette al silenzio. Meena iniziò una campagna contro le forze sovietiche e il loro regime fantoccio nel 1979 e organizzò numerose marce e incontri in scuole, college e all'Università di Kabul per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Un altro grande servizio reso da lei alle donne afghane è stato il lancio di una rivista bilingue Payam-e-Zan (Il messaggio delle donne) nel 1981. Per mezzo di questa rivista RAWA ha potuto lanciare con coraggio ed efficacia la causa delle donne afghane. Payam-e-Zan ha costantemente denunciato la natura criminale dei gruppi fondamentalisti.

Meena ha anche organizzato le scuole Watan per i bambini rifugiati, un ospedale e centri di artigianato per donne rifugiate in Pakistan per sostenere finanziariamente le donne afghane.
Alla fine del 1981, su invito del governo francese, Meena ha rappresentato il movimento afghano di resistenza al Congresso del Partito Socialista Francese.
La delegazione sovietica presente al Congresso, guidata da Boris Ponamaryev, ha lasciato la sala con vergogna quando i partecipanti applaudivano e Meena mostrava il segno di vittoria.
Oltre alla Francia Meena ha visitato anche vari altri Paesi europei e incontrato le personalità più importanti.
Il suo lavoro sociale attivo e la sua difesa effettiva contro le posizioni dei fondamentalisti e del regime fantoccio hanno provocato l'ira dei Sovietici e dei fondamentalisti; fu assassinata dagli agenti del KHAD (il braccio aghano del KGB) e dai loro complici a Quetta, in Pakistan, il 4 febbraio 1987.

A cura del

CISDA

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