In aumento gli operatori dei media detenuti, costretti a "confessare"

Fereshta Abbasi, HRW, 14 giugno, 2022

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Era il 30 agosto quando gli esponenti del governo italiano (e di tutti i governi europei) insieme alla grancassa dei media promettevano all’Afghanistan che non si sarebbero dimenticati di loro...

Giulio Cavalli, Left, 23 giugno 2022

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Per informazioni: cisdaonlus@gmail.com - Per i giornalisti: stampa@cisda.it - Per le scuole: scuola@cisda.it

COMUNICAZIONE PER CHI VUOLE AIUTARE

Stiamo ricevendo, in questi giorni drammatici per l’Afghanistan, numerose mail e telefonate di persone ed associazioni che esprimono la loro forte indignazione per la condizione di sofferenza in cui il popolo afghano e soprattutto le donne sono costrette.
Il CISDA ringrazia tutte le Associazioni e i singoli che stanno esprimendo la loro solidarietà e si propongono per aiutare e sostenere il popolo afghano. Sui nostri canali social troverete informazioni e notizie che riceviamo direttamente dai nostri contatti nel paese. Attualmente la priorità resta quella di dare voce alle forze democratiche che sosteniamo pienamente.
Ci scusiamo pertanto se non riusciamo a rispondere ad ogni richiesta, ma per ora possiamo solo rinnovare il nostro appello a sostenere la campagna che il CISDA ha avviato per una raccolta fondi a favore delle organizzazioni e dei movimenti con cui collaboriamo da anni.
Per chi si reso disponibile ad accogliere le persone che devono lasciare il Paese, invitiamo ad aspettare le decisioni delle istituzioni nazionali ed internazionali rispetto all’avvio di corridoi umanitari. Qualora avessimo notizia di reti di solidarietà fidate provvederemo a renderle note.

Facebook CISDA

Chi volesse contribuire anche con una piccola cifra può farlo con un bonifico sul conto del CISDA, specificando nell’oggetto “DONAZIONE LIBERALE – EMERGENZA AFGHANISTAN”.

BANCA POPOLARE ETICA agenzia via Scarlatti 31 – Milano
Conto corrente n. 113666 – CIN U – ABI 5018 – CAB 1600
IBAN: IT74Y0501801600000011136660

RAWA7 ottobre 2021

Dichiarazione di RAWA sul 20° anniversario dell'occupazione dell'Afghanistan da parte di USA/NATO

rawa logo

Dopo vent'anni di guerra, il massacro di decine e migliaia di innocenti e la consegna dell'Afghanistan ai loro tirapiedi talebani (assicurando loro 85 miliardi di dollari in armi ed equipaggiamento militare), gli Stati Uniti e la

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“Noi alzeremo la nostra voce ancora più forte e continueremo la nostra resistenza e la nostra lotta per la democrazia e i diritti delle donne!”

RAWA

L’invasione dell’Afghanistan da parte degli USA e dei paesi NATO, fatta con il pretesto di sconfiggere il terrorismo e liberare le donne, è stata un gigantesco fallimento.

La guerra ha prodotto 241.000 vittime (...

La lettera aperta che alleghiamo, promossa da numerose associazioni della "Rete In difesa di - Per i diritti umani e chi li difende" (www.indifesadi.org), tra cui AIDOS, AOI, ARCI, ARCS, CGIL, CISDA, CIPSI, COSPE, a cui hanno aderito oltre 40 altre associazioni e comitati, è stata inviata il 23 agosto al Presidente del Consiglio Mario Draghi, ai Ministri degli Esteri e degli Interni, alla Commissione Esteri della Camera e alla Presidente della Commissione per i diritti umani.

Al Rappresentante diplomatico italiano presso le

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Un afgano ha raccontato al Cisda perché non è riuscito a imbarcarsi per l’Europa. Sfiorare la salvezza e non riuscire ad afferrarla. È quanto è capitato, ieri all’aeroporto di Kabul, alla famiglia di Ahmed (nome di fantasia per tutelare l’identità di un nostro conoscente). Nonostante avessero diritto ad accedere a uno dei voli verso un paese europeo, Ahmed, la moglie e i due bambini non ci sono riusciti a causa della calca e delle violenze dei talebani e hanno dovuto rinunciare a partire. Ora temono ritorsioni.
Questo il drammatico messaggio di Ahmed al Cisda (Coordinamento italiano

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In aumento gli operatori dei media detenuti, costretti a "confessare"

Fereshta Abbasi, HRW, 14 giugno, 2022

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Era il 30 agosto quando gli esponenti del governo italiano (e di tutti i governi europei) insieme alla grancassa dei media promettevano all’Afghanistan che non si sarebbero dimenticati di loro...

Giulio Cavalli, Left, 23 giugno 2022

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Nella sua guerra contro il popolo curdo la Turchia usa "armi nucleari tattiche" che distruggono le aree interessate

ANF, Ufficio notizie, 22 giugno 2022

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Questa e altre le affermazioni dell’Alto commissario dei diritti umani delle Nazioni Unite al Consiglio per i diritti umani

Rawa, 15 giugno 2022

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La terra ha tremato stamane con un epicentro a 46 chilometri dalla città di Khost. A perdere la vita soprattutto gente dei villaggi, dove le abitazioni non sono certo di cemento ma di pietre e fango

Enrico Campofreda, dal blog, 22 giugno 2022

Earthquack Ok

"Profonda preoccupazione" non è abbastanza: bisogna imporre divieti di viaggio mirati

Heather Barr, HRW, 9 giugno 2022

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Il presidente turco Erdogan continua indisturbato l'invasione del Rojava reportage della situazione sul campo

La Repubblica, 16 giugno 2022, diDaniele Raineri Repubblica 16 06

Il reportage: i Bayraktar che in Ucraina aiutano a combattere i russi, nel Nord della Siria sono l'arma utilizzata dagli invasori per spingere la resistenza ad abbandonare le terre lungo il confine. Il timore dei curdi è di essere abbandonati come gli afghani a Kabul.

Il Fatto Quotidiano, 16 giugno 2022, di di Franz Baraggino Il fatto 16 06 22

La promessa dell'Italia di non abbandonare gli afghani in fuga dal regime talebano ad oggi non è stata mantenuta. I 1200 che dovevano partire con i corridoi umanitari attivati in Iran e Pakistan ancora aspettano. Negli altri Paesi confinanti, dove non ci sono uffici dell'Unhcr ai quali rivolgersi, chi chiede aiuto all'Italia si vede sbattere la porta in faccia. L'Arci: "Col passare dei mesi i riflettori sulla crisi

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MicroMega - 10 giugno 2022, di Valerio Nicolosi

corridoiA poco meno di un anno di distanza dal ritorno dei talebani a Kabul, i corridoi umanitari italiani sono ancora fermi a causa della burocrazia.
Sembra lontano l’agosto 2021 quando una grande mobilitazione popolare a sostegno dell’Afghanistan, e in particolare delle donne, attraversava tutto il Paese.
Gli occhi erano puntati sull’aeroporto di Kabul, guardavamo con apprensione all’evacuazione del personale italiano e di quello afghano che aveva lavorato per il nostro contingente, raccontavamo del sostegno alle associazioni che avevano aiutato le donne nel corso degli anni.
Già in

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Altreconomia, 6 giugno 2022  di Ilaria Sesana

Oltre 1.200 cittadini afghani, in larga parte donne e bambini, avrebbero dovuto trovare rifugio in Italia ma nelle nostre rappresentanze consolari in Iran e Pakistan manca da sette mesi lo strumento per rilevare le impronte. Arci, Caritas, Sant’Egidio e Tavola valdese chiedono al governo una deroga per accelerare le partenze

Nahal ha vent’anni e si presenta come “una ragazza come milioni di altre ragazze afghane, ma sono diversa. Non sono come le altre: sono una lesbica e per questo ritenuta colpevole”. Per anni la giovane ha tenuto nascosto il suo segreto: in Afghanistan, infatti, l’omosessualità è considerata un crimine, da punire con la pena di

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Radio Onda d'Urto, 12 giugno 2022

manifestazione kurdistan Sulaymaniyah

I collaboratori di Radio Onda d’Urto Gemma Nicola e Federico Salvatore si trovano attualmente in Bashur, Kurdistan iracheno, nel nord dell’Iraq. Nella giornata di ieri, sabato 11 giugno, hanno inviato alla redazione i primi contributi dal terreno.

Nel primo caso si tratta di un approfondimento sulla storia della regione, ma anche della sua attualità, della situazione politica e sociale odierna e degli attacchi dell’esercito

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Le tensioni interne al movimento talebano, con la leadership al governo spaccata e incapace di controllare la base; l'attivismo della resistenza, che, se pure divisa in tanti rivoli, riesce a impegnare i talebani in un raffazzonato tentativo di offensiva; la ripresa dell'attività terroristica dell'ISIS-K all'interno e all'estero dell'Afghanistan. Tutte queste criticità insieme, «presentano rischi significativi di un nuovo conflitto in Afghanistan e nella regione»

Gabriella Peretto, L'Intro, 6 giugno 2022

Afghanistan talebani ISIS KA poco più di nove mesi dalla presa dell’Afghanistan,

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In sordina, l’attacco turco al Rojava: blanda condanna Usa, servile il silenzio dei nostri gazzettieri

Chiara Cruciati - ll Manifesto - 2 giugno 2022

Turchia Erdoganboia

Basta aprire una mappa della Siria del nord-est e cerchiare prima i nomi delle città che la Turchia ha già occupato militarmente nell’aprile 2018 (Afrin) e nell’ottobre 2019 (Gire Spi e Serekaniye), e poi quelle che ieri il presidente Erdogan ha indicato come le nuove prede: Tel Rifaat e Manbij.

Appare subito chiara l’intenzione di dare continuità a quel corridoio di terre al confine turco-siriano che Ankara chiama

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Gli aerei dalla Turchia sono pieni di afgani che sono fuggiti dal loro paese e ora stanno tornando a casa, e non sempre volontariamente

Ali M. Latifi - Middle East Eye - 1 giugno 2022

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Sebbene il volo KamAir sia diretto verso l'emirato islamico dell'Afghanistan guidato dai talebani con gli afgani che sono fuggiti dal loro paese, a bordo c'è poca paura o trepidazione.

Dai terminal del check-in al gate e per tutto il processo di imbarco, tutto procede normalmente. Folle di uomini, donne e bambini chiedono a gran voce di salire a bordo

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Col ritorno al potere dei talebani a Kabul un riavvicinamento ai turbanti esterni e interni può far mutare la tattica, non la strategia di Islamabad

Enrico Campofreda - dal blog - 31 maggio 2022

pakistan manifestazione crisi governo

Fortemente criticato per le aperture verso i Tehreek-i-Taliban, gruppo da tempo fuorilegge in Pakistan, l’ex premier Imran Khan non è stato l’unico a trattare col fondamentalismo armato. Il Capo di Stato Alvi e l’ex ministro degli Esteri Qureshi sostenevano la linea del dialogo, iniziato lo scorso

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Alcune decine di manifestanti sfidano i talebani

Ansa, 29 maggio 2022

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Alcune decine di donne hanno sfidato il regime dei Talebani in Afghanistan, inscenando una protesta a Kabul per chiedere "pane, lavoro e libertà" e chiedendo il diritto all'istruzione femminile.
Lo constatano fonti giornalistiche sul posto.

Malalai Joya - Milano, dicembre 2013

Meena Keshwar Kamal

MEENA (1956-1987) è nata a Kabul. Durante il suo periodo scolastico, gli studenti a Kabul e in altre città afghane erano profondamente impegnati in attività sociali e nei crescenti movimenti di massa.
Meena ha lasciato l'università per dedicarsi come attivista sociale ad organizzare le donne ed educarle. Perseguendo la sua causa per ottenere il diritto alla libertà e all'espressione e conducendo attività politiche, Meena ha posto le basi per la fondazione di RAWA nel 1977.
Questa organizzazione intendeva dare voce alle donne dell'Afghanistan private dei loro diritti e costrette al silenzio. Meena iniziò una campagna contro le forze sovietiche e il loro regime fantoccio nel 1979 e organizzò numerose marce e incontri in scuole, college e all'Università di Kabul per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Un altro grande servizio reso da lei alle donne afghane è stato il lancio di una rivista bilingue Payam-e-Zan (Il messaggio delle donne) nel 1981. Per mezzo di questa rivista RAWA ha potuto lanciare con coraggio ed efficacia la causa delle donne afghane. Payam-e-Zan ha costantemente denunciato la natura criminale dei gruppi fondamentalisti.

Meena ha anche organizzato le scuole Watan per i bambini rifugiati, un ospedale e centri di artigianato per donne rifugiate in Pakistan per sostenere finanziariamente le donne afghane.
Alla fine del 1981, su invito del governo francese, Meena ha rappresentato il movimento afghano di resistenza al Congresso del Partito Socialista Francese.
La delegazione sovietica presente al Congresso, guidata da Boris Ponamaryev, ha lasciato la sala con vergogna quando i partecipanti applaudivano e Meena mostrava il segno di vittoria.
Oltre alla Francia Meena ha visitato anche vari altri Paesi europei e incontrato le personalità più importanti.
Il suo lavoro sociale attivo e la sua difesa effettiva contro le posizioni dei fondamentalisti e del regime fantoccio hanno provocato l'ira dei Sovietici e dei fondamentalisti; fu assassinata dagli agenti del KHAD (il braccio aghano del KGB) e dai loro complici a Quetta, in Pakistan, il 4 febbraio 1987.

A cura del

CISDA

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Via dei Transiti 1 - 20127 Milano
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