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Afghanistan rappresentato all’ONU…ma non dai talebani

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Fidel Rahmati, Khaama Press, 3 giugno 2026

L’Afghanistan è stato eletto uno dei vicepresidenti dell’81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Lo ha annunciato Nasir Ahmad Faiq, capo ad interim della missione afgana presso le Nazioni Unite.

Faiq ha dichiarato che martedì l’Assemblea Generale ha eletto il suo presidente, i vicepresidenti e i membri dell’ufficio di presidenza per la prossima sessione.

Ha accolto con favore l’elezione di Khalilur Rahman del Bangladesh a presidente dell’81ª sessione e ha espresso la speranza che l’Afghanistan possa svolgere un ruolo costruttivo nel promuovere i lavori dell’Assemblea.

“L’Afghanistan non vede l’ora di collaborare strettamente con il presidente eletto e gli Stati membri per sostenere gli obiettivi e le responsabilità dell’Assemblea Generale”, ha dichiarato Faiq in un comunicato pubblicato su X.

Un ruolo diplomatico per l’Afghanistan (dell’ex repubblica…)

La nomina segna un ruolo diplomatico per l’Afghanistan alle Nazioni Unite, nonostante la persistente disputa politica sulla rappresentanza del Paese in seguito al ritorno al potere dei talebani nel 2021.

Le Nazioni Unite non hanno formalmente riconosciuto l’amministrazione talebana come governo dell’Afghanistan, e il seggio del paese all’ONU continua ad essere occupato da diplomatici nominati dall’ex repubblica sostenuta dall’Occidente. Faiq rappresenta l’Afghanistan all’ONU sin dal crollo del precedente governo.

L’Assemblea Generale è il principale organo deliberativo delle Nazioni Unite, che riunisce tutti i 193 Stati membri per discutere di pace e sicurezza internazionali, sviluppo, diritti umani e altre questioni globali.

L’Afghanistan rimane un tema centrale nelle discussioni delle Nazioni Unite a causa della crisi umanitaria, delle difficoltà economiche e delle violazioni dei diritti umani. Le agenzie delle Nazioni Unite stimano che milioni di afghani continuino ad aver bisogno di assistenza umanitaria, in un contesto di carenza di fondi e di rimpatrio di un gran numero di migranti dai paesi limitrofi.

Si prevede inoltre che la prossima sessione dell’Assemblea Generale affronti una serie di conflitti e crisi globali, tra cui le guerre in Ucraina e in Medio Oriente, nonché gli sforzi internazionali per rafforzare la cooperazione allo sviluppo e umanitaria.

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