I bambini, vittime silenziose

Nimrokh Media, 28 agosto 2026
La scorsa settimana, poco dopo che gli studenti di una scuola nella parte occidentale di Kabul erano stati congedati, un’esplosione ha avuto luogo nel cortile dell’istituto. Secondo quanto riferito dai media, l’esplosione ha provocato il ferimento di 48 bambini e la morte di diverse persone.
Nimerukh ha potuto confermare, attraverso proprie fonti, la morte di almeno quattro studenti, due dei quali appartenevano alla stessa famiglia. Ma l’aspetto più inquietante della vicenda è un altro: sui media ufficiali non è stata diffusa alcuna notizia sulle vittime. Secondo le nostre fonti, i talebani avrebbero minacciato le famiglie, avvertendole che sarebbero state punite se avessero parlato dell’accaduto con la stampa.
I talebani hanno attribuito l’esplosione a un ordigno esplosivo che sarebbe stato portato a scuola da uno degli studenti e hanno dichiarato chiuso il caso. In seguito, alcune istituzioni indipendenti, tra cui l’UNAMA e il Dipartimento di Stato americano, hanno annunciato l’intenzione di indagare sull’accaduto. Finora, tuttavia, non sono stati resi pubblici ulteriori dettagli.
Perché questa vicenda è importante?
La vicenda è importante e allarmante per almeno due ragioni.
La prima è che mostra come, sotto il governo dei talebani, non esista un vero meccanismo attraverso il quale le vittime possano ottenere giustizia, neppure quando si tratta di bambini. Bambini che non possono essere accusati di alcuna attività politica: non erano membri di gruppi di opposizione, non avevano partecipato a proteste e, nella maggior parte dei casi, probabilmente non erano nemmeno consapevoli della tragedia che il regime talebano ha imposto alla loro vita e al loro futuro.
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ToggleNessuna legge protegge i bambini
La seconda ragione, ancora più grave, riguarda la condizione generale dei bambini nell’Afghanistan governato dai talebani.
In ogni Paese e sotto qualsiasi sistema politico, i bambini rappresentano una delle fasce più vulnerabili della società. Non hanno la possibilità di difendersi autonomamente dalle conseguenze di eventi politici, sociali o naturali. È proprio per questo che, in gran parte del mondo, esistono leggi severe per la loro protezione: leggi che, in alcuni casi, arrivano persino a tutelare i bambini da genitori incapaci di prendersene cura o di garantire loro i bisogni fondamentali.
In Afghanistan, invece, la situazione è quasi esattamente l’opposto. I bambini, pur essendo tra i membri più vulnerabili della società, sono praticamente privi di protezione. Anche quando subiscono violenze all’interno della famiglia, spesso non esiste alcuna istituzione o struttura in grado di intervenire e proteggerli.
Durante il periodo della Repubblica, il Parlamento aveva approvato una legge sulla protezione dell’infanzia. Nella pratica, tuttavia, restava ancora molto da fare perché quella legge fosse applicata in modo efficace e uniforme in tutto il Paese. Era inoltre necessario che la società raggiungesse un livello di consapevolezza sufficiente a collaborare con le istituzioni per renderla effettiva.
Sfruttati sessualmente o come combattenti
Tra le prime misure adottate dopo il ritorno al potere, i talebani hanno abolito numerose leggi, tra cui anche quella relativa alla protezione dei bambini.
L’Afghanistan, inoltre, arriva da quasi mezzo secolo di guerre e conflitti interni e conta migliaia di bambini rimasti orfani o privi di una famiglia in grado di occuparsi di loro. Sono bambini che spesso non hanno né la possibilità di proteggersi né i mezzi per procurarsi cibo o un semplice luogo dove vivere.
Molti finiscono nelle mani di reti criminali e mafiose legate al traffico di droga, mentre altri vengono reclutati dai talebani o da diversi gruppi armati, afghani e stranieri.
Negli ultimi cinque anni sono stati diffusi dagli stessi talebani centinaia di video che mostrano bambini maschi impiegati come combattenti o in contesti di sfruttamento sessuale. Ancora più drammatica è la condizione delle bambine, che vengono costrette a sposarsi in età molto giovane oppure cadono vittime di reti criminali e di sfruttamento sessuale.
A rendere la situazione ancora più grave sono la profonda crisi economica, l’apartheid di genere e il generale disprezzo dimostrato dai talebani nei confronti dei principi fondamentali dei diritti umani. Tutto ciò ha contribuito a rendere i bambini, la fascia più vulnerabile della popolazione, quasi completamente invisibili.
È significativo anche il fatto che, nei cinque anni di governo talebano, siano state relativamente poche le organizzazioni che hanno prodotto rapporti documentati e approfonditi sulla condizione dell’infanzia in Afghanistan e che abbiano cercato di attirare l’attenzione della comunità internazionale e delle organizzazioni per i diritti dei bambini.
Anche i bambini richiedono un’attenzione urgente
D’altro canto, i movimenti femministi attivi in esilio e l’opposizione politica talebana non affrontano specificamente questo problema, concentrandosi su questioni ben più generali come l’illegittimità politica, la discriminazione contro le donne e la formazione di un governo unitario, temi ovviamente di grande importanza.
Ma se ci chiediamo chi, in Afghanistan sotto il regime talebano, si preoccupa dei bambini come gruppo sociale più vulnerabile, non troviamo una risposta chiara.
Negli ultimi cinque anni sono state organizzate decine di conferenze, seminari e incontri, sia online sia in presenza, dedicati alla situazione politica dell’Afghanistan e alla condizione delle donne. Eppure, è difficile trovare anche una sola grande conferenza internazionale specificamente dedicata alla condizione dei bambini afghani.
Questo completo oblio nei confronti delle vittime più indifese — milioni di bambini — è profondamente inquietante.
Se la comunità internazionale, l’opposizione ai talebani e i movimenti delle donne afghane in esilio non inizieranno a prestare maggiore attenzione alla condizione dell’infanzia, la situazione attuale continuerà a produrre nuove vittime tra i bambini dell’Afghanistan.
La condizione dei bambini afghani richiede quindi un’attenzione seria, urgente e immediata.


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