L’UE chiede la revoca incondizionata delle restrizioni imposte dai talebani a donne e ragazze.
amu.tv Siyar Sirat 20 ottobre 2026
L’Unione Europea ha chiesto l’inversione incondizionata delle politiche talebane che limitano i diritti delle donne e delle ragazze in Afghanistan, avvertendo che la loro situazione è ulteriormente peggiorata nel 2026.

In una dichiarazione rilasciata domenica in occasione della 225ª sessione del Consiglio esecutivo dell’UNESCO, l’UE ha condannato le violazioni dei diritti umani e quella che ha definito “estrema discriminazione di genere” da parte delle autorità talebane.
Il blocco ha affermato che le restrizioni hanno gravemente limitato la partecipazione delle donne alla vita pubblica e sociale e hanno negato loro diritti fondamentali, tra cui l’accesso all’istruzione e al lavoro e la libertà di movimento.
“L’Unione europea continua a essere allarmata dall’ulteriore deterioramento della situazione dei diritti delle donne e delle ragazze previsto per il 2026”, si legge nella dichiarazione.
L’UE ha affermato che l’Afghanistan rimane l’unico Paese in cui alle ragazze è vietato l’accesso all’istruzione pubblica oltre la sesta elementare, una situazione che riguarda oltre 2,2 milioni di ragazze.
“Chiediamo l’annullamento incondizionato di queste politiche discriminatorie”, si legge nella dichiarazione.
L’UE ha accolto con favore gli sforzi dell’UNESCO volti a fornire opportunità di apprendimento alternative alle donne e alle ragazze afghane, ma ha affermato che tali programmi non possono sostituire un’istruzione formale, inclusiva e di qualità.
Il blocco ha dichiarato di aver avviato nel 2025 una partnership da 4,7 milioni di euro con l’UNESCO per promuovere l’emancipazione economica attraverso lo sviluppo di competenze a livello comunitario e la formazione all’alfabetizzazione in Afghanistan.
L’UE ha inoltre promesso di continuare a sostenere i media afghani indipendenti, le organizzazioni della società civile, i difensori dei diritti umani e i gruppi che si occupano dei diritti delle donne, nonostante quello che ha definito un contesto sempre più restrittivo.
Ha inoltre espresso preoccupazione per le minacce al patrimonio culturale afghano, tra cui gli scavi illegali e il traffico illecito di beni culturali, nonché per le minacce al sostentamento e alla sicurezza dei professionisti del settore culturale, in particolare delle donne.
L’UE ha accolto con favore la proroga del Quadro strategico delle Nazioni Unite per l’Afghanistan fino al 2030 e ha ribadito il proprio sostegno all’operato delle Nazioni Unite nel Paese.


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