Passa al contenuto principale

La rabbia popolare sferza gli “attivisti civili” senza ritegno

|

Navid Nabdal, Hambastagi, 20 aprile 2026

Oltre cento attivisti afghani per i diritti umani e per i diritti delle donne hanno diffuso una lettera aperta indirizzata a Melania Trump, esortandola a usare la sua influenza per sostenere le donne e le ragazze in Afghanistan.

Un’idea quantomeno bizzarra: rivolgersi alla moglie del presidente del Paese che sta portando la guerra ovunque bombardando senza scrupoli civili e bambini; lo stesso Paese che ha occupato l’Afghanistan per “esportare la democrazia” contro il primo governo talebano, salvo poi, con l’accordo di Doha, riconsegnarlo proprio ai talebani. E’ come chiedere al lupo di fare da guardiano alle pecore…

Chi siano esattamente i firmatari non è dato sapere: il documento non è stato pubblicato sui social, ufficialmente per motivi di sicurezza…o forse per evitare il ridicolo.

Vengono però descritti come sostenitori dei diritti umani e delle donne residenti all’estero. In altre parole, la diaspora afghana legata a figure politiche e membri, a vari livelli, del precedente governo repubblicano, che all’arrivo dei talebani sono fuggiti al seguito degli Stati Uniti e della Coalizione, e che oggi, dall’esilio dorato, lavorano per preparare il ritorno.

Hambastagi, Partito afghano della solidarietà, democratico e laico, che sopravvive in Aghanistan in clandestinità, commenta l’appello con questo articolo decisamente caustico.

(Red CISDA)

L’imperialismo, per occupare i paesi, reprimere la resistenza e spezzare l’aspirazione all’indipendenza dei popoli, non si è limitato a bombe e massacri, ma ha fatto uso anche di uno strumento “soft” e ingannevole chiamato “società civile”, che sotto forma di ONG, media, istituzioni per i diritti umani e centri educativi ecc., si è rivelato più efficace e pericoloso delle armi e della forza. Ovunque siano arrivati gli Stati Uniti e le altre potenze dominanti, migliaia di istituzioni “civili” sono spuntate come funghi grazie ai dollari dei colonizzatori e, con un’ondata di propaganda e l’organizzazione di conferenze e seminari variopinti, hanno smussato il filo della lotta, giustificando invasione, massacri e barbarie e svolgendo un ruolo decisivo nel controllare e deviare l’opinione pubblica.

Durante i vent’anni di occupazione dell’Afghanistan da parte degli Stati Uniti, sono nate centinaia di organizzazioni della “società civile” e un esercito di “attivisti civili”, circa il 90% dei quali finanziati e addestrati dagli USA e dalle reti di intelligence ad essi collegate, la cui missione principale non era altro che giustificare l’occupazione e ripulire l’immagine dell’aggressione. Questi “attivisti civili”, con stipendi elevati, auto di lusso e una vita agiata, parlavano nei media affiliati di “povertà”, “diritti delle donne” e “democrazia” senza mai fare riferimento alle radici e ai responsabili di queste tragedie e, ripetendo il ritornello demagogico “la colpa è nostra”, cercavano di far apparire il popolo oppresso come responsabile delle proprie disgrazie.

Quando gli Stati Uniti, con un accordo vergognoso, hanno consegnato l’Afghanistan ai loro servitori talebani, questi stessi “attivisti civili” sono fuggiti precipitosamente su voli charter verso l’estero per iniziare, sotto la protezione degli stessi padroni, una nuova missione traditrice; e ogni giorno ricevono premi e titoli da quei padroni per questa loro condotta. Essi si presentano come “umanitari”, ma in realtà sono così privi di onore e coscienza da piegarsi a qualsiasi umiliazione e bassezza su ordine dei loro superiori, come dimostra il loro vergognoso esempio della lettera aperta alla “prima donna legata al caso Epstein”.

Questi sedicenti difensori dei “diritti delle donne” hanno teso la mano verso qualcuno coinvolto nel famigerato “caso Epstein”, il cui sordido e ripugnante scandalo ha sconvolto il mondo. Questa richiesta è l’esempio perfetto di quel triste detto secondo cui si chiede al lupo di avere pietà delle pecore.

Ma il nostro popolo, che ha assaggiato per vent’anni il veleno della “democrazia americana” e ha riconosciuto il vero volto di questi “attivisti civili”, scrivendo messaggi duri sotto questa notizia, ha colpito questi “senza vergogna della storia” come con una frusta, mostrando il grido di rabbia e dolore di una nazione e smascherando questi falsi pretendenti. Sebbene i messaggi della gente siano numerosi, di seguito ne abbiamo selezionati alcuni per la pubblicazione:

Kantar Din
Che stupidità. Si chiede aiuto per migliorare la situazione dei bambini dell’Afghanistan a qualcuno coinvolto nel famigerato caso Epstein.

Esmat Bayat
Siete davvero ignoranti, voi e i vostri attivisti all’estero, a chiedere aiuto a una donna immersa nella corruzione morale e nel progetto Epstein. È davvero triste per le donne afghane avere voi come rappresentanti.

Mohammad Naseer Anees
Questi non sono attivisti civili, ma vuoti, ladri professionisti e saccheggiatori del denaro pubblico, che da generazioni hanno venduto sé stessi e distrutto la vita, l’onore e il sangue del popolo afghano.

Skander Spehr
La causa principale delle disgrazie è l’America, in particolare il marito di questa “first lady”. Lei stessa ha avuto e ha un ruolo negativo nella rovina dell’Afghanistan.

Ghulam Rasool Mobin
Siamo a conoscenza dell’attenzione di questa donna verso gli studenti di Minab a Teheran e i bambini di Gaza.

Rasooli Ent
Aspettarsi che Trump e sua moglie difendano i diritti umani è come dare le chiavi di casa a un ladro e chiedergli di prendersi cura dei propri beni!

Sohrab Hassanzada
Guai a questa schiera di mendicanti che bussano a ogni porta. La vergogna è una cosa che non possiedono.

Tahmina Shuja
Quel gruppo che ha scritto alla first lady degli USA per difendere i diritti delle donne afghane non ha nulla a che fare con le donne dignitose e consapevoli dell’Afghanistan.

Hashmat Rahmani
Questa donna stessa è una vittima del caso Epstein; come possono scriverle per chiedere aiuto sulle condizioni delle donne afghane?

Fa Sattar
Sicuramente Ariana Saeed e Fawzia Koofi hanno inviato la lettera, mentre lei è coinvolta nei problemi dell’isola di Epstein.

Ab Rahim Zahir
È una grande umiliazione fare una richiesta simile a una persona del genere.

Muhajer Nowruzi
Richiesta stupida: gli USA e il loro presidente hanno portato l’Afghanistan nel baratro, e questi attivisti chiedono supporto a una figura legata allo scandalo Epstein.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *