Passa al contenuto principale

Le relazioni tra l’Asia centrale e l’Afghanistan dei talebani si approfondiscono

|

Bobur Mingyasharov, Islomkhon Gafarov. thediplomat.com,  18 giugno 2026

Ad aprile si è tenuto a Kabul il primo dialogo consultivo tra Afghanistan e Asia centrale, che ha evidenziato il notevole sviluppo delle relazioni negli ultimi cinque anni.

In seguito al ritorno al potere dei talebani nel 2021, gli stati dell’Asia centrale hanno attentamente ricalibrato i loro approcci nei confronti dell’Afghanistan. Sebbene inizialmente la cooperazione si sia limitata principalmente a questioni economiche e di sicurezza bilaterali, ora è entrata in una nuova fase di sviluppo. Nell’agosto del 2025, Tashkent ha ospitato una riunione dei rappresentanti speciali degli stati dell’Asia centrale sull’Afghanistan. Quest’anno, il 5 aprile, si è tenuto a Kabul il primo Dialogo consultivo Afghanistan-Asia centrale. Questa iniziativa si è affermata come un nuovo formato regionale volto a istituzionalizzare l’interazione tra l’Afghanistan e gli stati dell’Asia centrale. La piattaforma crea di fatto un nuovo spazio politico e diplomatico che riunisce l’Afghanistan e i paesi dell’Asia centrale in un quadro di dialogo regolare, simile ai tradizionali meccanismi “C5+1”.

Nuovi dialoghi regionali

Più recentemente, il secondo Dialogo di Termez, tenutosi a Tashkent dal 4 al 6 giugno 2026, ha ulteriormente sottolineato il ruolo dell’Afghanistan come componente integrante del più ampio panorama regionale dell’Asia centrale. Inoltre, il Forum dei think tank Afghanistan-Asia centrale, tenutosi a Kabul il 16 giugno, ha ulteriormente dimostrato i crescenti sforzi per istituzionalizzare il coinvolgimento dell’Afghanistan con l’Asia centrale e rafforzare la cooperazione regionale. L’Uzbekistan è lo Stato dell’Asia centrale più attivo nello sviluppo delle relazioni con i talebani e nella promozione dell’integrazione dell’Afghanistan, governato dai talebani, nello spazio economico regionale. Nonostante la mancanza di riconoscimento de jure del governo talebano da parte di Tashkent, la leadership uzbeka ha adottato quello che definisce un “approccio pragmatico”, volto a mantenere la stabilità attraverso un dialogo costruttivo, promuovendo al contempo la connettività regionale attraverso lo sviluppo di reti di trasporto e logistiche e la creazione di nuovi corridoi di trasporto meridionali.

L’impegno umanitario è proseguito in modo sistematico. Nel marzo 2026, l’Uzbekistan ha consegnato oltre 290 tonnellate di aiuti umanitari all’Afghanistan in occasione della celebrazione dell’Eid al-Fitr, la festività che segna la fine del Ramadan. Successivamente, nel maggio 2026, alla vigilia dell’Eid al-Adha, l’Uzbekistan ha inviato un’ulteriore spedizione di aiuti umanitari per un totale di circa 215 tonnellate, a conferma della natura costante e istituzionalizzata della sua politica umanitaria nei confronti dell’Afghanistan.

Le strategie dei paesi dell’Asia centrale

Un certo slancio è evidente anche nei settori economico e dei trasporti. Nel giugno 2026, il viceministro uzbeko per gli investimenti, l’industria e il commercio, Shokhrukh Gulyamov, ha annunciato che la preparazione dello studio di fattibilità per il Corridoio di trasporto trans afghano era entrata in una fase attiva. Secondo quanto affermato, le attività di ricerca sul campo sono già iniziate nell’ambito del progetto e si prevede che le valutazioni tecniche ed economiche dettagliate saranno presentate ai governi partecipanti entro la fine dell’anno.

Le relazioni tra Afghanistan e Kazakistan si sono gradualmente evolute, superando i contatti episodici e acquisendo un carattere sempre più istituzionalizzato e di lungo termine. Nell’aprile 2026, le autorità kazake hanno annunciato l’intenzione di incrementare gli scambi commerciali bilaterali dagli attuali 500 milioni di dollari a 3 miliardi di dollari. Le priorità chiave per raggiungere questo obiettivo includono lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto, la creazione di nuovi corridoi logistici e l’espansione della cooperazione in materia di investimenti. I progetti ferroviari e di transito occupano un posto centrale in questo processo.

In precedenza, nell’aprile 2025, il Kazakistan e l’Afghanistan hanno firmato un memorandum d’intesa per lo sviluppo della linea ferroviaria Turgundi-Herat-Kandahar-Spin Boldak. L’intensificazione della cooperazione ferroviaria è direttamente collegata all’espansione dei legami commerciali ed economici tra i due Paesi. Nel primo trimestre del 2026, il volume del trasporto merci su rotaia tra Kazakistan e Afghanistan è aumentato del 77% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo 1 milione di tonnellate.

Le relazioni tra Afghanistan e Tagikistan si sono evolute da un quadro incentrato principalmente sulle questioni di sicurezza a uno che integra sempre più l’impegno diplomatico. Ciononostante, il Tagikistan continua a dare particolare importanza al rafforzamento della sicurezza lungo il confine afghano, soprattutto alla luce di episodi occasionali come l’attacco ai lavoratori cinesi dello scorso anno da parte di aggressori presumibilmente provenienti dall’Afghanistan. Nel marzo 2026, il parlamento tagiko ha approvato l’attuazione di un progetto finanziato dalla Cina, del valore di 57 milioni di dollari, volto allo sviluppo di nuove infrastrutture di confine lungo la frontiera afghano-tagika.

Allo stesso tempo, si è intensificato anche l’impegno diplomatico tra Dushanbe e Kabul. Nel febbraio 2026, il ministro degli Esteri tagiko Sirojiddin Muhriddin ha dichiarato che le agenzie di sicurezza del Paese mantengono contatti di lavoro regolari con i rappresentanti dei talebani al fine di ridurre le tensioni nelle zone di confine. Nello stesso mese, l’ambasciatore del Tagikistan a Kabul, Saadi Sharifi, ha incontrato il ministro degli Esteri talebano Amir Khan Muttaqi per discutere l’istituzione di una commissione economica congiunta e il coordinamento della cooperazione sulle questioni relative ai confini.

Sebbene le relazioni tra Kirghizistan e Afghanistan rimangano meno sviluppate rispetto a quelle dell’Afghanistan con altri Stati dell’Asia centrale, negli ultimi anni si è assistito a una notevole intensificazione della politica di Bishkek nei confronti dell’Afghanistan. Uno degli sviluppi più significativi in ​​questo processo è stata l’apertura della Casa del Commercio Kirghisa a Kabul nel dicembre 2025. La piattaforma, inaugurata con la partecipazione del Ministro dell’Economia kirghiso Bakyt Sydykov e del Ministro dell’Industria e del Commercio talebano Nooruddin Azizi, ha lo scopo di promuovere i prodotti kirghisi sul mercato afghano, facilitare i contatti commerciali diretti ed espandere la cooperazione in materia di investimenti. Anche il Forum d’affari afghano-kirghiso, tenutosi a Kabul nel dicembre 2025, ha dimostrato che la cooperazione bilaterale è entrata in una fase di sviluppo qualitativamente nuova.

L’elemento centrale della cooperazione afghano-turkmena rimane il progetto del gasdotto TAPI (Turkmenistan-Afghanistan-Pakistan-India). Nell’ottobre del 2025, nella città di Herat, si è tenuta una cerimonia per celebrare l’inizio dei lavori di costruzione del tratto Serhetabat-Herat dell’oleodotto. All’evento ha partecipato Gurbanguly Berdimuhamedov, ex presidente e attuale presidente del Consiglio distrettuale del Turkmenistan (Halk Maslahaty).

La leadership turkmena considera il TAPI non solo un’iniziativa energetica, ma anche una piattaforma strategica per approfondire l’integrazione economica regionale. Nel febbraio 2026, si è tenuto a Herat un incontro di alto livello tra le delegazioni guidate dal vice primo ministro talebano Mullah Abdul Ghani Baradar e dal ministro degli Esteri turkmeno Rashid Meredov. I colloqui si sono concentrati sulla realizzazione del gasdotto TAPI, sul progetto di trasmissione elettrica TAP, sul progetto ferroviario Turgundi-Herat, sulle esportazioni di energia elettrica e sulla cooperazione commerciale ed economica.

Le ragioni  del coinvolgimento dell’Afghanistan con gli Stati dell’Asia centrale

Il crescente riavvicinamento tra gli Stati dell’Asia centrale e l’Afghanistan è guidato non solo da iniziative provenienti dalla regione stessa, ma anche dal crescente interesse di Kabul per una cooperazione più stretta. Mentre in precedenza le priorità di politica estera dei talebani erano incentrate principalmente su Pakistan, Iran, Stati Uniti e Stati arabi, l’Asia centrale è ora emersa come una delle direzioni chiave della politica estera talebana. Diversi fattori geopolitici ed economici spiegano questo cambiamento.

In seguito al ritorno al potere dei talebani, l’Afghanistan ha continuato a operare in condizioni di isolamento internazionale, limitando la sua capacità di attrarre investimenti e ampliare la cooperazione internazionale. In queste circostanze, gli Stati dell’Asia centrale sono emersi come importanti partner regionali per Kabul, consentendole di mantenere legami economici e diplomatici esterni. Inoltre, il deterioramento delle relazioni tra i talebani e il Pakistan, dovuto a dispute di confine, problemi di sicurezza e alla periodica chiusura dei valichi di frontiera, ha accresciuto la necessità per l’Afghanistan di diversificare le proprie rotte commerciali e di transito. Di conseguenza, l’Uzbekistan e il Turkmenistan stanno assumendo un’importanza crescente come corridoi logistici alternativi. La ripresa economica dell’Afghanistan richiede non solo il commercio, ma anche la realizzazione di importanti progetti infrastrutturali, tra cui la ferrovia transafghana, il gasdotto TAPI e il progetto CASA-1000. La realizzazione di queste iniziative è impossibile senza una stretta collaborazione con gli Stati dell’Asia centrale, il che conferisce a queste relazioni una dimensione strategica.

Inoltre le politiche perseguite dagli Stati dell’Asia centrale, che continuano a impegnarsi in scambi commerciali, cooperazione economica e dialogo con l’Afghanistan nonostante l’assenza di un riconoscimento formale del governo talebano, contribuiscono a un ulteriore riavvicinamento. L’Afghanistan viene sempre più considerato parte integrante dello spazio storico ed economico dell’Asia centrale.

Verso una nuova architettura regionale

Le relazioni tra gli Stati dell’Asia centrale e l’Afghanistan governato dai talebani sono entrate negli ultimi anni in una fase di sviluppo qualitativamente nuova. Mentre la cooperazione nella fase iniziale, nel 2021, era in gran parte limitata a questioni di sicurezza, gestione delle frontiere e interessi economici a breve termine, l’interazione sta ora acquisendo un carattere istituzionale e regionale. Lo sviluppo della cooperazione è sostenuto non solo dalle iniziative degli Stati dell’Asia centrale, ma anche dalle autorità talebane, a dimostrazione che queste relazioni si stanno plasmando sulla base di interessi reciproci e obiettivi pratici condivisi.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *