Passa al contenuto principale

Sogni sepolti sotto il regime talebano

|

Wajed Rohani, Facebook, 3 agosto 2026

Giovani morti di sete e fame durante un viaggio clandestino e rimasti intrappolati sotto la sabbia

La povertà e la fame nell’Afghanistan governato dai Talebani hanno raggiunto livelli estremi, tanto che molte persone sono disposte a rischiare la vita attraversando clandestinamente i deserti della provincia di Nimruz, nel sud-ovest del Paese, per raggiungere l’Iran. Queste distese sono note per il caldo torrido, le tempeste di sabbia e i vortici di vento. Per alcuni, però, il viaggio si conclude tragicamente: è il caso di 14 giovani della provincia di Badghis, i cui sogni sono stati sepolti proprio in quel deserto.

In estate, la temperatura nelle aree desertiche di Nimruz supera spesso i 45 °C. Nonostante i pericoli, la grave crisi economica, la fame e la siccità spingono molte famiglie a vedere nella migrazione clandestina verso l’Iran l’unica possibilità di sopravvivenza.

Solidarietà pelosa

Sabato 1º agosto, le autorità talebane hanno trasferito nei loro villaggi d’origine le salme dei 14 giovani, morti per il caldo e la sete nel deserto di Nimruz. I corpi sono stati trasportati in elicottero dalla provincia di Herat a Badghis, mentre i media controllati dai Talebani hanno diffuso immagini dell’operazione presentandola come un gesto di solidarietà verso le famiglie delle vittime.

Un residente del distretto di Dara-ye Bum ha raccontato che tra i morti vi erano anche suoi nipoti. Ha spiegato che tutti erano disoccupati e, a causa della povertà, avevano deciso di partire clandestinamente per l’Iran.

Secondo le autorità talebane di Nimruz, i 14 migranti viaggiavano a bordo di un Toyota, il veicolo più utilizzato sulle rotte del contrabbando verso il Pakistan e successivamente l’Iran. Durante il tragitto il mezzo si è guastato. L’autista e un passeggero si sono allontanati per cercare aiuto, lasciando gli altri nel deserto.

Quando sono tornati, una violenta tempesta di sabbia aveva cancellato ogni traccia del gruppo. Solo dopo tre settimane sono stati ritrovati i corpi, ormai irriconoscibili perché rimasti sepolti sotto la sabbia.

Non è un caso isolato. Circa due settimane prima erano stati trovati anche i corpi di altri cinque afghani che tentavano di raggiungere clandestinamente l’Iran attraverso la stessa regione.

La povertà è in peggioramento

Secondo il Programma Alimentare Mondiale (WFP), oltre 13,8 milioni di persone in Afghanistan soffrono di grave insicurezza alimentare e quasi 5 milioni di bambini e donne in gravidanza o in allattamento sono colpiti da malnutrizione acuta. (ایندیپندنت فارسی)

A cinque anni dal ritorno dei Talebani al potere, la povertà è ulteriormente peggiorata. Invece di creare occupazione, il governo ha irrigidito le proprie politiche, limitando il lavoro e l’istruzione delle donne e investendo ingenti risorse nelle forze di sicurezza, nella costruzione di moschee e scuole religiose. Di conseguenza, sempre più afghani scelgono le rotte clandestine verso l’Iran, pur sapendo di rischiare la vita.

Mentre milioni di cittadini vivono in condizioni di estrema povertà, i Talebani non rendono pubblici i dati sulle entrate derivanti da tasse e sfruttamento delle risorse minerarie. Per molte famiglie, la fuga rappresenta ormai l’unica speranza; per alcuni, come i 14 giovani di Qolghi, il viaggio termina con il ritorno a casa dentro una bara.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *