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Cittadini afghani in Italia protestano contro i talebani, scandendo slogan come “Istruzione, lavoro, libertà”.

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8.am.media, 14 giugno 2026

Italia: Diversi cittadini afghani a Roma hanno manifestato contro la situazione delle donne e delle ragazze in Afghanistan e contro i recenti incidenti a Herat, scandendo lo slogan “Istruzione, Lavoro, Libertà” contro i talebani.

Sabato 14 giugno, cittadini afghani residenti in Italia si sono riuniti a Roma, capitale d’Italia, per protestare contro la situazione delle donne afghane sotto il regime talebano, nonché contro i recenti episodi di violenza nella provincia di Herat, scandendo lo slogan “Istruzione, Lavoro, Libertà”.

La comunità afghana di Roma ha organizzato la manifestazione per protestare contro le politiche dei talebani, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni europee su quella che definiscono una “crisi silenziosa dei diritti delle donne in Afghanistan”.

I partecipanti alla protesta hanno sottolineato che le ampie restrizioni imposte a donne e ragazze negli ultimi anni hanno gravemente compromesso la vita di milioni di persone, privandole di istruzione, lavoro, libertà personali e partecipazione sociale.

Hanno inoltre fatto riferimento ai recenti incidenti di Herat, Mazar-i-Sharif e Kabul, esortando la comunità internazionale a prestare seria attenzione alla situazione delle donne in Afghanistan.

Uno degli organizzatori della protesta ha affermato che la manifestazione rappresentava un’opportunità per dare voce al popolo afghano, insieme ad altre rivendicazioni umanitarie e sociali. Ha aggiunto: “In un momento in cui è stato inviato un invito ufficiale ai talebani per colloqui a Bruxelles sui migranti afghani, siamo seriamente preoccupati che tali passi possano portare alla normalizzazione e alla legittimazione di un gruppo che ha privato le ragazze dell’istruzione, estromesso le donne dalla vita pubblica e limitato molti diritti fondamentali dei cittadini”.

Ha affermato che i partecipanti si sono uniti alla protesta per far sentire la propria voce all’Unione Europea e alla comunità internazionale, esortandole a tenere in considerazione la reale situazione del popolo afghano, in particolare delle donne, nelle loro decisioni.

Una partecipante ha affermato: “Oggi, le ragazze afghane non solo sono private dell’istruzione e del lavoro, ma in molti casi viene loro negato persino il diritto di scegliere la propria vita e il proprio futuro. Siamo qui per ricordare al mondo che le donne afghane non sono state dimenticate”.

Un’altra partecipante ha affermato: “Siamo a migliaia di chilometri di distanza dall’Afghanistan, ma i nostri cuori battono ogni giorno con quelli delle donne e delle ragazze a cui sono stati negati i diritti più elementari. La nostra presenza qui è un tentativo di garantire che le loro voci non vengano soffocate dal rumore della politica e degli interessi globali”.

Le manifestanti hanno chiesto alla comunità internazionale di non escludere i diritti delle donne afghane dalla propria agenda e di dare priorità ai diritti delle donne e delle ragazze nell’impegno politico e diplomatico con i talebani.

Hanno sottolineato che tali proteste non si limiteranno all’attuale raduno e che nei prossimi giorni si terranno a Roma altre grandi manifestazioni.

Gli organizzatori hanno inoltre sottolineato che i recenti tragici eventi a Herat e in altre province hanno evidenziato, più che mai, l’urgente necessità di un’attenzione internazionale sulla situazione delle donne in Afghanistan.

Secondo loro, ciò che le donne afghane stanno vivendo oggi non è semplicemente una serie di restrizioni isolate, ma un chiaro esempio di “apartheid di genere”, un sistema in cui donne e ragazze vengono sistematicamente private dei diritti fondamentali, delle pari opportunità e della partecipazione attiva alla società.

Hanno esortato la comunità internazionale, le organizzazioni per i diritti umani e i governi europei a non rimanere in silenzio e ad assumere una posizione chiara e responsabile a sostegno dei diritti e delle libertà delle donne afghane.

Negli ultimi giorni sono emerse notizie riguardo alla decisione dell’Unione Europea di invitare una delegazione talebana a Bruxelles per colloqui sui migranti espulsi.

Sebbene l’Unione Europea abbia dichiarato che il dialogo con i talebani non implica il riconoscimento, queste notizie hanno suscitato reazioni diffuse da parte degli attivisti per i diritti umani e per i diritti delle donne.

 

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