Proteste anti-talebane: le manifestazioni in 29 città nel mondo

Afghanistan International, 22 giugno 2026
Le manifestazioni di protesta degli afghani residenti all’estero e degli attivisti per i diritti umani a sostegno delle donne afghane e in condanna della sanguinosa repressione delle proteste a Herat si sono estese negli ultimi giorni a 29 città di diversi Paesi del mondo.
Cittadini afghani e sostenitori dei diritti delle donne hanno organizzato ampie manifestazioni in città d’Europa, Canada, Stati Uniti, Australia e in altre parti del mondo.
Queste proteste sono nate in seguito all’arresto di donne e ragazze a Herat e alla repressione mortale della manifestazione del 19 Jawza da parte dei talebani.
I manifestanti, con slogan come «Istruzione, lavoro e libertà», «Salvate le donne dell’Afghanistan» e con la condanna dell’«apartheid di genere» imposto dai talebani, hanno chiesto un intervento immediato della comunità internazionale, il mancato riconoscimento del regime talebano e pressioni per la liberazione delle persone arrestate.
Istruzione, lavoro, libertà
In Germania si sono svolte grandi manifestazioni nelle città di Amburgo, Berlino, Monaco, Francoforte, Düsseldorf, Norimberga, Stoccarda e Darmstadt, alcune delle quali hanno visto la partecipazione di centinaia di persone.
Anche in Canada le città di Toronto, Vancouver e Calgary sono state teatro di manifestazioni analoghe. In Svezia si sono svolti raduni a Stoccolma e Uppsala, mentre in Austria i manifestanti si sono riuniti a Vienna.
In Australia sono state segnalate manifestazioni a Sydney, Melbourne e Canberra. Eventi simili si sono svolti anche a Parigi, Bruxelles, Bilbao, Helsinki, Madrid, Roma, Lussemburgo, Zurigo, Washington e Chicago.
Anche in Asia gli afghani si sono riuniti a Teheran e Mashhad per sostenere le donne afghane e protestare contro la repressione delle donne a Herat.
Gli attivisti presenti alle manifestazioni hanno sottolineato che la repressione delle proteste a Herat rappresenta solo un esempio delle politiche sistematiche dei talebani contro le donne; politiche che comprendono severe restrizioni sull’abbigliamento, il divieto di istruzione e di lavoro e arresti arbitrari.
Molti oratori hanno chiesto alle Nazioni Unite e ai Paesi occidentali di riconoscere questa situazione come un «apartheid di genere» e di adottare misure più concrete.
Questa ondata globale di proteste continua mentre, all’interno dell’Afghanistan, la presenza delle donne nelle strade di Herat è diminuita in modo significativo e prevale un clima di forte controllo securitario.
Organizzazioni come Amnesty International e i relatori per i diritti umani delle Nazioni Unite hanno anch’essi condannato, attraverso dichiarazioni ufficiali, la repressione da parte dei talebani delle manifestazioni pacifiche dei cittadini.
Nella sanguinosa repressione delle proteste del mese scorso a Herat, almeno due adolescenti sono stati uccisi e diverse altre persone sono rimaste ferite.


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