Siamo tutte YPJ! L’autodifesa è un nostro diritto naturale.
kongra-star.org 26 aprile 2026

Campagna a sostegno delle Unità di Protezione delle Donne (YPJ) – Annunciata dalla Piattaforma congiunta dei movimenti e delle organizzazioni femminili di Rojava e Siria
Il diritto all’autodifesa contro il terrorismo e la violenza organizzata è garantito dal diritto internazionale e dalle convenzioni basate sulla Carta delle Nazioni Unite, sulle Convenzioni di Ginevra e sulla Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su pace e sicurezza. Ciò è particolarmente importante quando donne e bambini sono le principali vittime di omicidi, rapimenti, sfollamenti e riduzione in schiavitù. Negli ultimi anni, la Siria ha subito crimini diffusi perpetrati da organizzazioni terroristiche contro i civili, con le donne sottoposte alle forme più efferate di violenza e abusi, e bambini e donne esposti a ogni sorta di violazione. Ciò ha imposto alla società la responsabilità di difendere se stessa e i gruppi più vulnerabili.
In tali circostanze, si avvertiva la necessità di forze capaci di proteggere donne, bambini e società, e di contrastare il terrorismo che prende di mira gli esseri umani, la loro dignità e il loro diritto alla vita. Da questa prospettiva sono nate le Unità di Protezione delle Donne (YPJ).
Fin dalla loro fondazione nel Rojava, le YPJ si sono dimostrate la forza più efficace e il simbolo più emblematico dell’organizzazione femminile in tutta la Siria.
Negli ultimi anni, le YPJ sono state una delle forze più importanti nella lotta al terrorismo, offrendo un esempio eccezionale nella difesa dell’umanità, della dignità e della libertà. Sono state in prima linea nella lotta contro l’ISIS e altri gruppi estremisti, contribuendo direttamente alla protezione dei civili, al salvataggio di migliaia di donne e bambini e alla difesa delle comunità locali in tutta la loro diversità.
Le combattenti di queste unità hanno pagato un prezzo altissimo nel loro impegno per proteggere la società siriana e l’umanità intera. Hanno subito il martirio e numerose perdite nelle battaglie per difendere città e villaggi, così come nel contrastare il terrorismo che ha preso di mira in particolare le donne. Il ruolo di queste unità non è stato meramente militare; hanno rappresentato anche una forza morale e sociale che ha contribuito a proteggere le donne dalla violenza e dall’estremismo, rafforzando i valori di partecipazione, uguaglianza e giustizia.
La presenza di Unità di Protezione delle Donne all’interno dell’esercito garantisce il suo impegno verso i principi di pace e sicurezza. Queste unità rappresentano la bussola morale dell’esercito, radicata in una mentalità che rifiuta la negazione dell’altro e si fonda su idee progressiste.
La presenza delle donne nell’esercito serve a scopi difensivi e militari, contribuendo a cambiare la mentalità che rifiuta la volontà e i diritti delle donne.
Preservare l’identità specifica di queste unità come forze specializzate composte da donne è una necessità nazionale. Hanno una vasta esperienza nella lotta al terrorismo e nella protezione delle donne. Contribuiscono alla sicurezza e alla stabilità. Ciò garantirebbe il riconoscimento del loro ruolo, della loro storia e dei loro sacrifici.

Noi, la Piattaforma congiunta dei movimenti e delle organizzazioni femminili del Rojava, stiamo lanciando una campagna a sostegno delle Unità di protezione delle donne con lo slogan “Siamo tutte YPJ! L’autodifesa è un nostro diritto naturale” e chiediamo quanto segue:
1. Riconoscimento delle Unità di Protezione delle Donne (YPJ) come forza armata regolare all’interno del Ministero della Difesa siriano.
2. La preservazione della struttura delle Unità di protezione delle donne quale parte integrante del sistema di difesa siriano nelle regioni del Rojava.
3. Tutela e consolidamento dei risultati raggiunti dalle donne nel Rojava, che hanno reso le donne curde e siriane modelli di riferimento nella regione e nel mondo.
4. Rilasciare le detenute, restituire le salme delle martiri e far luce sul destino delle donne scomparse e sparite.
5. Chiediamo alla Coalizione internazionale e agli attori competenti di sostenere l’inclusione delle Unità di protezione delle donne nella struttura del Ministero della Difesa siriano.
6. Poiché la Dichiarazione costituzionale siriana non contiene alcuna disposizione che limiti il servizio militare ai soli uomini, si apre la strada a una maggiore partecipazione delle donne nelle istituzioni militari e di sicurezza. Sottolineiamo pertanto l’importanza di garantire la partecipazione delle donne e di organizzarla secondo i principi di uguaglianza e non discriminazione, anche all’interno di formazioni femminili specializzate come le Unità di protezione delle donne (YPJ).
Ci appelliamo a tutti i movimenti e le organizzazioni femminili, alle forze democratiche e all’opinione pubblica nel Kurdistan e nel mondo affinché sostengano la nostra campagna e si schierino al fianco delle Unità di Protezione delle Donne (YPJ). Le YPJ sono diventate un simbolo di resistenza e di difesa della libertà delle donne, nonché un simbolo del raggiungimento della pace e della democrazia.
Chiediamo inoltre a tutti i media internazionali di sostenere questa campagna, poiché dà voce alla lotta per la libertà delle donne.
Le YPJ non sono solo combattenti; sono le protettrici della libertà e dell’uguaglianza. La loro integrazione nell’esercito siriano rafforzerà la partecipazione delle donne nelle istituzioni statali e consentirà loro di beneficiare della vasta esperienza accumulata in anni di guerra. Contribuirà inoltre a costruire un’istituzione di difesa nazionale che rifletta la diversità della società siriana e i sacrifici compiuti dai suoi figli e dalle sue figlie.
Lunga vita alle Unità di Protezione delle Donne, simbolo di dignità e lotta!
Gloria ai martiri e guarigione ai feriti.
Piattaforma congiunta dei movimenti e delle organizzazioni femminili del Rojava e della Siria


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