Per l’immediato rilascio dei giornalisti incarcerati in Afghanistan

Fidel Rahmati, Khaama Press, 18 aprile 2026
Più di 360 giornalisti, operatori dei media e attivisti per i diritti umani hanno espresso profonda preoccupazione per la situazione dei reporter detenuti in Afghanistan, chiedendone il rilascio immediato e incondizionato in una lettera aperta.
I firmatari hanno affermato che la responsabilità per la salute e la sicurezza dei giornalisti incarcerati ricade sulle autorità di Kabul, avvertendo che la detenzione prolungata solleva gravi preoccupazioni in materia di diritti umani.
La lettera, indirizzata alle Nazioni Unite, all’Unione Europea e agli organismi internazionali di monitoraggio dei media, cita diversi giornalisti detenuti, tra cui Shakeeb Ahmad Nazari, Bashir Hatef e Hamid Farhadi.
I firmatari hanno dichiarato che i loro colleghi stanno sopportando dure condizioni carcerarie nonostante il loro lavoro si limiti a informare il pubblico, sottolineando che la detenzione per attività giornalistica costituisce una violazione delle libertà fondamentali.
Hanno aggiunto che incarcerare giornalisti per il loro lavoro contraddice gli standard internazionali sui diritti umani e mina i principi della libertà di espressione e dell’accesso all’informazione.
La libertà di stampa in Afghanistan è peggiorata drasticamente negli ultimi anni, con crescenti restrizioni su media, reporter e gruppi della società civile.
Un clima di paura
Le organizzazioni internazionali hanno ripetutamente avvertito che arresti arbitrari, censura e restrizioni sull’attività giornalistica hanno creato un clima di paura tra i giornalisti.
La più ampia crisi umanitaria in Afghanistan ha ulteriormente complicato la situazione, con il collasso economico e la riduzione dei finanziamenti internazionali che hanno colpito sia le istituzioni mediatiche sia il giornalismo indipendente.
I gruppi per i diritti affermano che la riduzione dello spazio civico e le pressioni sui media hanno limitato la capacità dei giornalisti di operare liberamente, in particolare su questioni politiche e sociali sensibili.
La lettera evidenzia preoccupazioni per la salute fisica e mentale dei giornalisti detenuti, in particolare Nazari e Hatef, le cui condizioni sono descritte come in deterioramento.
I firmatari hanno avvertito che l’indifferenza verso la loro situazione sarebbe ingiustificabile, sollecitando un’azione internazionale più incisiva per prevenire ulteriori danni.
Hanno invitato organizzazioni come il Committee to Protect Journalists e Reporters Without Borders ad aumentare la pressione diplomatica e a intraprendere passi concreti per ottenere il rilascio dei giornalisti afghani.
Hanno inoltre esortato i media locali e internazionali a dare maggiore visibilità alla questione, affermando che una copertura più ampia potrebbe contribuire a mobilitare il sostegno e a proteggere coloro che sono ancora detenuti.
Gli analisti affermano che una pressione internazionale costante e una maggiore visibilità saranno fondamentali per migliorare la situazione, mentre crescono le preoccupazioni sull’indipendenza della libertà di stampa in Afghanistan.


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