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I talebani arrestano una dirigente scolastica a Daikundi

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Habib Mohammadi, AMU Tv,  23 giugno 2026

Una donna, impiegata amministrativa in una scuola della provincia di Daikundi, nell’Afghanistan centrale, è stata arrestata dai talebani dopo essersi rifiutata di consegnare il suo smartphone durante una perquisizione in un istituto femminile, secondo quanto riferito martedì da fonti locali.

La donna, identificata come Tayyeba Hafezi, dirige una scuola superiore femminile nel capoluogo di provincia.

Secondo alcune fonti, i talebani l’hanno arrestata lunedì 22 giugno, dopo che si era rifiutata di consegnare il suo telefono cellulare durante un’ispezione nella scuola. Membri dei talebani sarebbero entrati nella scuola femminile e avrebbero iniziato a sequestrare gli smartphone alle insegnanti, nell’ambito di un’operazione volta a far rispettare il divieto recentemente imposto sull’utilizzo di tali dispositivi.

Hafezi è stata arrestata dopo essersi rifiutata di consegnare il suo telefono, secondo quanto riferito dalle fonti. È rimasta in stato di fermo fino a tarda sera.

Trattamenti duri

Anche diverse insegnanti e studentesse sono state oggetto di quelli che le fonti hanno descritto come trattamenti duri durante l’operazione.

Secondo le fonti, alcuni membri dei talebani avrebbero minacciato gli studenti più giovani e mostrato armi, chiedendo informazioni su dove gli insegnanti avessero nascosto i loro telefoni.

I talebani non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche in merito al presunto arresto.

Sembra che questo episodio rappresenti uno dei primi casi documentati di una persona arrestata per essersi rifiutata di conformarsi alle restrizioni sull’uso degli smartphone imposte dai talebani.

Nelle ultime settimane, i talebani hanno cercato di dare attuazione a una direttiva verbale del loro leader Hibatullah Akhundzada, che vieta l’uso degli smartphone ai dipendenti pubblici.

Stretta sugli smartphone

Le restrizioni sono state implementate in un numero crescente di istituzioni governative e province. All’inizio di questo mese, i talebani nel Panjshir hanno annunciato un divieto totale degli smartphone negli uffici governativi, affermando che i dipendenti che violano il provvedimento potrebbero subire provvedimenti disciplinari.

I talebani hanno avvertito che i dipendenti pubblici trovati in possesso di smartphone potrebbero essere deferiti ai tribunali militari. Video diffusi sui social media mostrano inoltre membri dei talebani che confiscano e distruggono smartphone nell’ambito di questa campagna.

Queste misure hanno suscitato preoccupazioni tra insegnanti, funzionari pubblici e difensori dei diritti umani, i quali affermano che gli smartphone sono spesso essenziali per la comunicazione, l’accesso alle informazioni e il lavoro amministrativo in un Paese in cui i servizi digitali hanno assunto un’importanza sempre maggiore.

La notizia dell’arresto giunge in un contesto di restrizioni più ampie imposte dai talebani alla vita pubblica, all’istruzione e all’accesso all’informazione da quando sono tornati al potere nel 2021. Le organizzazioni per i diritti umani hanno ripetutamente avvertito che tali misure limitano ulteriormente le libertà personali e l’accesso alle tecnologie di comunicazione in Afghanistan.

 

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