Il divieto di protestare diventa legge: i talebani istituzionalizzano la repressione delle manifestazioni

Parsa Katal, Amu TV, 23 agosto 2026
Il Ministero della Giustizia dei talebani ha pubblicato una nuova legge sulla polizia, approvata dal leader talebano Hibatullah Akhundzada, che vieta tutte le manifestazioni in Afghanistan e attribuisce alla polizia ampi poteri, compreso l’uso di armi e di altre forme di forza.
La legge, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dei talebani con il titolo “Shurta Law”, utilizza formalmente il termine arabo shurta per indicare le forze di polizia.
La normativa è composta da 53 articoli, suddivisi in cinque capitoli e due sezioni principali. La sua applicazione è affidata al Ministero dell’Interno talebano.
Secondo la legge, sono vietate “tutte le manifestazioni all’interno del territorio dell’Afghanistan”.
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ToggleI nuovi poteri della polizia
La normativa autorizza inoltre la polizia a utilizzare armi e altre attrezzature nello svolgimento delle proprie funzioni e in quelle che vengono definite attività volte a garantire la sicurezza e l’ordine pubblico. Tra gli strumenti previsti figurano sfollagente elettrici, cannoni ad acqua e dispositivi che spruzzano sostanze coloranti. La legge contiene inoltre disposizioni relative alla minaccia dell’uso della forza letale.
La nuova normativa porta da tre a dieci giorni il periodo durante il quale le autorità possono trattenere una persona sospettata.
Tra le altre disposizioni, la legge stabilisce che il mantenimento della sicurezza e dell’ordine pubblico costituisce una delle principali responsabilità della polizia e impone agli agenti di perseguire e arrestare i rapitori.
La legge autorizza inoltre la polizia a collaborare con il Ministero talebano per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio per impedire che vengano esposte immagini agli incroci e lungo le strade.
Un’altra disposizione vieta di filmare o fotografare l’esecuzione delle punizioni.
Sancito il controllo sulla società
La nuova legge rende formali e giuridiche le restrizioni sulle manifestazioni che le autorità talebane hanno già imposto nella pratica da quando sono tornate al potere nell’agosto 2021.
Nei primi anni successivi alla presa del potere, si sono svolte manifestazioni a Kabul e in altre province, molte delle quali guidate da donne che protestavano contro le restrizioni imposte dai talebani ai loro diritti. Le forze talebane hanno disperso alcune di queste manifestazioni, mentre manifestanti e organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato arresti, intimidazioni e uso della forza.
I talebani sono stati inoltre criticati per il modo in cui hanno gestito manifestazioni in altre zone del Paese, comprese le recenti proteste nella provincia occidentale di Herat.
Dalla loro presa del potere, i talebani hanno emanato una serie di leggi e decreti, comprese misure riguardanti la condotta pubblica e restrizioni molto ampie nei confronti di donne e ragazze.
Il governo talebano rimane ampiamente non riconosciuto a livello internazionale.


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